Il rimbalzo di inizio luglio si è spento: dazi e inflazione fanno correre i tassi americani, gli investitori lasciano gli asset a rischio e i fondi quotati USA tornano a vendere. Ecco i numeri della settimana e perché per chi vive in Svizzera il quadro fiscale e regolatorio resta diverso.
Il Bitcoin è tornato sotto pressione a fine settimana: venerdì 24 luglio ha aperto attorno ai **65’000 dollari** per poi scivolare verso i **64’300**, mentre l’Ethereum ha perso circa il **2,9%** fermandosi sotto i **1’870 dollari**. Il motore del ribasso non è arrivato dal mondo cripto, ma dai mercati obbligazionari: i nuovi dazi USA e il rialzo del petrolio hanno spinto verso l’alto le aspettative di inflazione e, con esse, i rendimenti dei Treasury — i titoli di Stato americani. Quando il capitale può ottenere di più da un’obbligazione considerata sicura, gli asset più speculativi come le criptovalute diventano meno appetibili.
Il segnale più concreto arriva dai flussi degli ETF spot — i fondi quotati statunitensi che replicano il prezzo di BTC detenendolo fisicamente. Il 24 luglio questi prodotti hanno registrato **225 milioni di dollari** di deflussi netti, cancellando in gran parte la breve fase di acquisti della metà del mese.
Un anno controcorrente
Il dato di venerdì non è un incidente isolato. Da inizio 2026 gli ETF spot americani su Bitcoin hanno visto uscire **circa 5,8 miliardi di dollari** netti, dopo una striscia di deflussi durata otto settimane consecutive: la più lunga da quando questi strumenti esistono. Le brevi fiammate di acquisti — come i 510 milioni incassati tra il 2 e il 7 luglio — non sono finora bastate a invertire la tendenza di fondo.
Anche il confronto con i massimi racconta il ridimensionamento dell’anno. Il record storico del Bitcoin resta il picco sopra i **126’000 dollari** toccato il 6 ottobre 2025: ai valori attuali la criptovaluta viaggia circa la metà sotto quel livello. La scheda di quotazione fotografa lo stesso movimento su orizzonti diversi: **-21% nell’ultimo mese**, **-30% negli ultimi sei mesi**, **-43% nell’ultimo anno**. Sono numeri che ricordano quanto la volatilità resti la cifra strutturale di questo mercato, indipendentemente dalla narrazione del momento.
Cosa cambia per chi è in Svizzera
La Confederazione non si limita a importare la logica dei fondi quotati americani. Gli investitori svizzeri accedono all’esposizione su BTC soprattutto tramite gli ETP — Exchange Traded Product a replica fisica, quotati sulla borsa di Zurigo da emittenti come 21Shares. La differenza non è solo terminologica: quando un ETF statunitense subisce deflussi, il meccanismo di creazione e riscatto costringe il custodian a vendere Bitcoin sul mercato spot, amplificando il ribasso; gli ETP svizzeri restano invece esposti al prezzo sottostante senza generare la stessa pressione meccanica sul mercato americano.
Sul fronte della vigilanza, la FINMA continua a trattare le criptovalute come «mezzi di pagamento alternativi» e prosegue nel percorso di regolazione avviato in primavera — come abbiamo raccontato parlando delle nuove licenze per gli operatori del settore. Sul piano fiscale, la posizione svizzera resta tra le più favorevoli d’Europa: per l’investitore privato residente la plusvalenza da rivendita è esente da imposta sul reddito, mentre le cripto detenute confluiscono nella sostanza imponibile cantonale, da dichiarare al valore di mercato al 31 dicembre secondo i corsi ufficiali pubblicati ogni anno dall’AFC. Restano invece reddito imponibile i proventi da staking, mining e airdrop, anche per chi opera da privato.
Le cinque cifre da tenere a mente
- **64’300 dollari**: il livello del Bitcoin nella seduta del 24 luglio, in calo dai 65’000 dell’apertura.
- **2,9%**: la flessione dell’Ethereum, scivolato sotto i 1’870 dollari.
- **225 milioni di dollari**: i deflussi netti dagli ETF spot BTC statunitensi del 24 luglio.
- **5,8 miliardi**: le uscite nette dagli stessi fondi da inizio 2026, dopo otto settimane consecutive di deflussi.
- **126’000 dollari**: il record storico dell’ottobre 2025, oggi circa il doppio del prezzo attuale.
Il prossimo appuntamento che può muovere il quadro è la riunione della Federal Reserve del 28-29 luglio: dirà se la salita dei rendimenti è destinata a proseguire o a fermarsi, e con essa la pressione sugli asset a rischio. Per seguire l’evoluzione in tempo reale restano un riferimento le quotazioni cripto aggiornate e i dati giornalieri sui flussi pubblicati da Farside Investors.
*Le quotazioni e i dati citati sono indicativi al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento.*
[1] Fonti: Yahoo Finance, CoinDesk, KuCoin/SoSoValue (flussi ETF), Farside Investors, Money.it (scheda quotazione Bitcoin), AFC, FINMA, moneymag.ch.
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