Binance ritira la domanda di licenza MiCA in Grecia: cosa cambia (e cosa no) per chi usa l’exchange dalla Svizzera

Claudio Galli

25 Giugno 2026 - 11:09

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A tre giorni dal traguardo del 1° luglio, il più grande exchange al mondo resta senza un porto d’attracco nell’UE. Ecco perché la Svizzera, fuori dall’Unione e dallo Spazio economico europeo, gioca su un altro tavolo — e cosa conviene sapere se si tiene cripto su una piattaforma estera.

Binance ritira la domanda di licenza MiCA in Grecia: cosa cambia (e cosa no) per chi usa l'exchange dalla Svizzera

Binance ha ritirato la domanda di licenza europea presentata in Grecia e cercherà l’autorizzazione in un altro Paese dell’Unione europea. L’annuncio è arrivato mercoledì 24 giugno 2026, a pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno fissata dal regolamento europeo sulle cripto-attività, il MiCA – Markets in Crypto-Assets, la cornice unica con cui Bruxelles disciplina exchange, stablecoin e custodi. Dal 1° luglio, chi non possiede una licenza CASP – Crypto-Asset Service Provider, l’autorizzazione a operare come fornitore di servizi cripto – in almeno uno Stato membro non può più offrire legalmente servizi ai clienti dell’UE.

La criptovaluta nativa dell’exchange, il Binance Coin (BNB), ha incassato la notizia con un -6% in una settimana e oltre -33% in sei mesi: il riflesso di un mercato già nervoso, con il Bitcoin scivolato sotto i 60’000 dollari nelle stesse ore.

Perché il 1° luglio è uno spartiacque

La forza del MiCA sta in un meccanismo: il passaporto. Una sola licenza CASP, concessa da un qualsiasi Stato membro, permette di operare in tutti i 27 Paesi dell’UE e nei 30 dello Spazio economico europeo (SEE). Si vince una volta e si serve l’intero continente; si perde una volta e la porta si chiude ovunque nello stesso istante.

Binance aveva depositato la domanda a gennaio 2026 tramite una società di nuova costituzione, Binary Greece, con un capitale di 25’000 euro, presso la Hellenic Capital Market Commission (HCMC). Il 16 giugno l’agenzia Reuters ha riferito che il regolatore greco era orientato a respingere la richiesta. L’exchange ha replicato sostenendo l’opposto – che la HCMC aveva completato la verifica, giudicato la domanda conforme e informato l’ESMA, l’autorità europea dei mercati finanziari. Con il ritiro di mercoledì, la partita greca si chiude comunque: «Binance non sta lasciando l’Europa», ha dichiarato a Reuters Gillian Lynch, responsabile per Europa e Regno Unito.

Il nodo, per gli osservatori, è la storia dell’azienda: secondo Reuters i regolatori di Grecia, Irlanda e Lettonia avevano seguito insieme il dossier, segnalando perplessità sui precedenti legali – fra cui il patteggiamento da 4,3 miliardi di dollari con le autorità statunitensi nel 2023 – e sull’assetto societario. Materiale che un’autorità prudente è legittimata a soppesare. Nel frattempo i concorrenti più diretti hanno già passato il varco da mesi: Coinbase via Lussemburgo, Kraken via Irlanda, OKX e Crypto.com via Malta. A metà giugno circa 200 società risultavano autorizzate come CASP nel SEE, ma solo una quindicina con il via libera specifico a gestire una piattaforma di scambio.

Cosa cambia per chi è in Svizzera

Qui sta il punto che riguarda direttamente il lettore della Svizzera italiana: la Confederazione non fa parte né dell’UE né del SEE. Il passaporto MiCA e la scadenza del 1° luglio non si applicano ai residenti in Svizzera, che non sono «clienti UE». Per loro, sul piano strettamente normativo, non cambia nulla: l’accesso all’exchange non viene chiuso dalla regola europea.

C’è però un risvolto di servizio che vale la pena ricordare. In Svizzera le cripto-attività sono vigilate dalla FINMA, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, con un regime tutto suo: la stessa FINMA sta introducendo due nuove categorie di licenza – una per gli istituti di pagamento (con l’emissione di stablecoin) e una per gli istituti cripto (custodia, staking e scambio). Un exchange estero come Binance resta fuori da questo perimetro: chi vi deposita fondi non gode della tutela riservata agli operatori vigilati in Svizzera. Gli istituti elvetici specializzati – Sygnum, AMINA Bank (ex SEBA) e Bitcoin Suisse – offrono invece custodia e scambio sotto controllo FINMA, e proprio attorno a questo tema ruota da anni la Crypto Valley di Zugo.

Le cose da sapere in sintesi:

  • Scadenza: dal 1° luglio 2026 un exchange senza licenza CASP non può servire clienti UE; deve avviare l’uscita ordinata dai mercati del blocco.
  • Svizzera fuori dal perimetro: residenti elvetici non sono clienti UE, quindi la regola non chiude loro l’accesso.
  • Tutela: un operatore estero non è vigilato dalla FINMA; la custodia presso istituti svizzeri offre un livello di protezione in più.
  • Fisco: in Svizzera le plusvalenze private sulle cripto restano in genere esenti, ma il patrimonio va dichiarato e concorre all’imposta sulla sostanza.
  • Prossima tappa: Binance ha promesso ai clienti europei un aggiornamento prima del 30 giugno e dice di voler ottenere una licenza «nei prossimi mesi».

Per chi opera dalla Svizzera, la vicenda è soprattutto un promemoria: la solidità regolatoria della piattaforma su cui si custodiscono i propri averi conta quanto il prezzo dell’asset. La scelta tra un exchange globale e un custode vigilato in patria è, prima ancora che una questione di costi, una questione di tutela.

Disclaimer: le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento.

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