Banche crypto svizzere: Sygnum incassa oltre 1 miliardo, AMINA cresce ancora. Il bilancio 2025 in 5 numeri

Claudio Galli

11 Luglio 2026 - 11:14

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I rendiconti annuali di Sygnum e AMINA Bank, le prime due banche regolamentate al mondo per le criptovalute, raccontano due strategie opposte per reggere l’anno più difficile del mercato crypto. Ecco i numeri chiave e cosa significa per chi tiene i propri bitcoin in una banca svizzera.

Banche crypto svizzere: Sygnum incassa oltre 1 miliardo, AMINA cresce ancora. Il bilancio 2025 in 5 numeri

Il 2025 è stato il primo vero anno di stress per Sygnum e AMINA Bank, le due banche di Zurigo e Zugo che dal 2019 sono le prime istituzioni bancarie regolamentate al mondo dedicate alle criptovalute. In un anno in cui il Bitcoin ha perso quasi un quinto del proprio valore ed Ethereum circa un quarto, con la liquidazione più grande nella storia del mercato cripto registrata in ottobre, i bilanci pubblicati nelle scorse settimane raccontano due strategie opposte: Sygnum ha incassato oltre 1 miliardo di dollari di nuovi afflussi netti da clientela ma ha visto il rosso operativo più che raddoppiare, mentre AMINA Bank ha chiuso il secondo anno record consecutivo per ricavi nonostante deflussi di clienti e un patrimonio gestito ridotto di un quinto.

Due modelli di business, due risultati opposti

La differenza nasce dal modo in cui le due banche generano reddito. Sygnum è soprattutto una banca-infrastruttura: il 57% dei ricavi arriva da commissioni e servizi — custodia istituzionale, servizi B2B e la soluzione di trading over-the-counter «Protect» — un modello pensato per essere stabile nel tempo. AMINA, erede della pionieristica SEBA Bank, è invece prima di tutto una banca di trading: circa metà dei ricavi arriva dalla compravendita diretta di criptovalute per conto della clientela.

Nel 2025 questa differenza ha ribaltato le aspettative. Chi un anno fa considerava il trading un fattore di rischio ha scoperto che, in un mercato molto volatile, le banche di trading guadagnano sul movimento dei prezzi, non sulla direzione: AMINA ha visto crescere tutte e tre le sue voci di ricavo principali — interessi (+17%), commissioni (+22%) e trading (+7%) — centrando il secondo anno consecutivo di ricavi record. Sygnum, che ricava soprattutto da servizi e depositi remunerati, ha invece sofferto il taglio dei tassi della Banca nazionale svizzera (BNS) e la debolezza del dollaro sul reddito da interessi (-17%), a cui si sono aggiunti un trading in calo di un quarto e altri ricavi ordinari crollati di quasi tre quarti: nel complesso -9% di fatturato e una perdita operativa più che raddoppiata rispetto al 2024.

Patrimoni in direzioni opposte

Il paradosso più visibile riguarda gli asset in gestione. Sygnum ha registrato afflussi netti record per oltre 1 miliardo di dollari di nuova clientela — una tendenza già intercettata nei mesi scorsi, quando la banca segnalava un’ondata di richieste di apertura conto dall’estero — ma il patrimonio complessivo dei clienti è rimasto comunque stabile a 4.6 miliardi di franchi, frenato dal crollo dei prezzi di mercato. AMINA ha invece subito deflussi netti per 75 milioni di franchi che, sommati alla correzione dei prezzi, hanno fatto scendere gli asset gestiti e in custodia di un quinto, a 2.8 miliardi di franchi. Sul fronte del personale, AMINA è passata da poco più di 100 a 230 dipendenti equivalenti a tempo pieno, un salto spiegato in gran parte dal consolidamento delle controllate, fra cui l’unità di analisi dati in India.

Per chi vive in Svizzera e affida i propri bitcoin o ether a una di queste due banche, il bilancio 2025 non cambia la sostanza fiscale né regolatoria: le plusvalenze private restano esenti da imposta sul reddito, mentre premi da staking, interessi e altri proventi restano tassabili. E il quadro di vigilanza, con la FINMA — l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari — che ha già annunciato le due nuove categorie di licenza in arrivo per gli istituti di pagamento e di custodia cripto, resta lo stesso per entrambe le banche, entrambe autorizzate FINMA dal 2019.

Le 5 cose da sapere

  • Sygnum: oltre 1 miliardo di dollari di afflussi netti record, ma perdita operativa più che raddoppiata e ricavi -9%.
  • AMINA Bank: secondo anno consecutivo di ricavi record (interessi +17%, commissioni +22%, trading +7%), nonostante deflussi di 75 milioni di franchi.
  • Il patrimonio gestito da Sygnum resta stabile a 4.6 miliardi di franchi; quello di AMINA scende di un quinto a 2.8 miliardi.
  • Il 2025 è stato l’anno horribilis delle criptovalute: Bitcoin -20% circa, Ethereum -25% circa, e la più grande liquidazione della storia del mercato registrata in ottobre.
  • Entrambe le banche restano vigilate FINMA dal 2019 e non cambiano il trattamento fiscale delle plusvalenze private in Svizzera.

Cosa aspettarsi ora

Il messaggio che emerge dai due bilanci è che, dopo sei anni di convivenza in un mercato in crescita, il primo vero test di stress ha premiato modelli di business diversi in momenti diversi del ciclo: chi vive di commissioni regge meglio le fasi di euforia, chi vive di trading regge meglio le fasi di volatilità. Per chi valuta dove aprire un conto o spostare la propria custodia, il criterio più utile resta la coerenza fra il proprio profilo — investitore attivo o detentore di lungo periodo — e il modello di ricavo della banca, più che l’entità del patrimonio gestito in un singolo anno.

I dati citati provengono dai bilanci annuali 2025 pubblicati da Sygnum e AMINA Bank e sono indicativi al momento della pubblicazione; non costituiscono una raccomandazione di investimento né l’indicazione di un istituto rispetto a un altro.

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