Bally, altri 25 licenziamenti a Caslano: da 169 a 54 dipendenti in meno di due anni, ecco cosa succede ora

Claudio Galli

5 Settembre 2026 - 07:09

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La società incaricata della moratoria conferma un nuovo taglio nell’amministrazione, mentre il sindacato OCST accusa il Governo ticinese di «nascondersi dietro un no comment». Lo stabilimento è in vendita, il marchio no: cosa significa per chi ci lavora ancora e per chi ha già perso il posto.

Bally, altri 25 licenziamenti a Caslano: da 169 a 54 dipendenti in meno di due anni, ecco cosa succede ora

A Caslano la crisi Bally si aggrava ancora. La Transliq AG, incaricata della moratoria concordataria del gruppo calzaturiero, ha annunciato un nuovo possibile licenziamento collettivo che coinvolgerebbe 25 lavoratori del settore amministrativo. Una procedura che, avvertono le fonti sindacali, potrebbe non essere l’ultima.

I numeri raccontano una discesa che dura da mesi: dei circa 100 dipendenti ancora presenti a giugno, oggi ne restano 54, mentre una dozzina lavora nei punti vendita svizzeri del marchio. Prima dell’inizio della crisi, Bally occupava complessivamente 169 persone in Svizzera, 122 delle quali proprio nello stabilimento del Malcantone.

Due anni di crisi sotto il fondo americano Regent LP

Il bilancio degli ultimi due anni è pesante: licenziamenti collettivi, chiusure di negozi — compresa la vetrina di Bally in Via Nassa a Lugano, dove nel giro di pochi mesi ha abbassato la serranda anche Gucci — una procedura di fallimento e due tentativi falliti di acquisizione del marchio. È il risultato della gestione del fondo statunitense Regent LP, che ha rilevato l’azienda nell’agosto 2024.

Anche i conti confermano le difficoltà: dopo un Ebitda positivo di 43,5 milioni di CHF nel 2023, nel 2024 il risultato è precipitato a -60,5 milioni. Nel 2025 la perdita si è ridotta a 27,7 milioni, ma il flusso di cassa operativo è rimasto negativo per 16,45 milioni di franchi.

Cosa prevede ora la moratoria: si vende lo stabilimento, non il marchio

Nell’ambito della moratoria concordataria è stato avviato un processo di vendita dell’attività operativa: lo stabilimento di Caslano, gli impianti, i contratti di lavoro e quelli di locazione. L’obiettivo dichiarato è consentire la ripresa della produzione e salvaguardare i posti di lavoro rimasti. Il marchio Bally, invece, resta fuori dall’operazione — coerentemente con i due precedenti tentativi di acquisizione, entrambi falliti.

Il sindacato OCST contro il Governo: «Non basta un no comment»

L’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese (OCST) ha alzato i toni nei confronti dell’Esecutivo cantonale: «Non possiamo accettare che, su una vicenda di questa portata, il Governo si rifugi dietro un sostanziale no comment». Secondo il sindacato, l’esecutivo ha risposto in modo generico, richiamando il segreto d’ufficio e il segreto fiscale dove poteva fornire elementi concreti, e le proprie competenze procedurali dove gli veniva chiesto se intendesse tutelare attivamente gli interessi pubblici.

L’OCST precisa di non chiedere al Governo di sostituirsi alla magistratura, ma di valutare le conseguenze dell’accaduto e individuare strumenti di prevenzione per il futuro. E chiude con una domanda diretta: «Chi deve avere una visione complessiva di ciò che accade sul territorio, se non l’autorità pubblica?». A meritare una risposta, ricorda il sindacato, sono soprattutto le persone che per anni hanno lavorato per Bally.

Cosa fare se lavori ancora a Bally o rischi il licenziamento

Per chi si trova coinvolto in una procedura di licenziamento collettivo, i passaggi da conoscere restano gli stessi validi in tutta la Svizzera:

  • iscriversi subito all’Ufficio regionale di collocamento (URC) del proprio distretto, senza attendere la fine del periodo di preavviso;
  • verificare di avere almeno 12 mesi di contributi all’assicurazione disoccupazione (LADI) negli ultimi due anni per accedere alle indennità;
  • scegliere una cassa disoccupazione tra quella cantonale (CCAD) e i fondi sindacali come OCST o Unia.

La procedura completa, dall’iscrizione al primo versamento dell’indennità, è nella guida 2026 in 7 passi di moneymag.ch. Chi invece è ancora in attesa di stipendi arretrati può trovare i passaggi concreti nell’articolo dedicato ai dipendenti Bally rimasti senza salario per due mesi.

Il futuro dello stabilimento di Caslano resta legato a un compratore che non si è ancora fatto avanti pubblicamente. Fino ad allora, per i 54 dipendenti rimasti, l’incertezza continua ad accompagnare ogni fase della moratoria.

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# Ticino

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