Swiss Life taglia 600 posti di lavoro nonostante l’utile record: cosa cambia per chi ha la previdenza con l’assicuratore

Claudio Galli

4 Settembre 2026 - 10:10

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Il colosso zurighese delle assicurazioni vita sopprimerà quasi un impiego su 20 entro il 2028, 300 dei quali in Svizzera, mentre il semestre si chiude con un utile di 649 milioni di franchi. A guidare il taglio è la digitalizzazione dei processi interni: i consulenti, assicura l’azienda, non sono nel mirino

Swiss Life taglia 600 posti di lavoro nonostante l'utile record: cosa cambia per chi ha la previdenza con l'assicuratore

Swiss Life, il primo gruppo assicurativo vita della Svizzera e uno dei principali fornitori di previdenza professionale (secondo pilastro, LPP) del Paese, sopprimerà circa 600 dei suoi quasi 11’000 posti di lavoro entro la fine del 2028. Circa la metà dei tagli riguarderà la Svizzera e la controllata Swiss Life Asset Managers, con l’altra metà concentrata soprattutto all’estero. Lo ha comunicato l’azienda, con sede a Zurigo, all’inizio di settembre.

La notizia arriva in contemporanea con i conti del primo semestre 2026, che sono tutt’altro che negativi: l’utile netto è salito dell’8% a 649 milioni di franchi, quello operativo del 7% a 967 milioni. Anche i premi lordi incassati nel ramo assicurativo sono cresciuti (+2%, a 12,3 miliardi), così come i ricavi da commissioni nella consulenza patrimoniale e previdenziale (+5%, a 1,34 miliardi).

Perché tagliare se i conti vanno bene?

Il CEO Matthias Aellig ha motivato la decisione con la necessità di guardare oltre l’attuale periodo strategico, che si concluderà a fine 2027. «Siamo a metà del programma e su tutti gli obiettivi siamo ben in linea», ha dichiarato, secondo quanto riportato dal portale svizzero watson.ch, aggiungendo che «l’efficienza operativa è un compito permanente». Il gruppo punta a un risparmio di 150 milioni di franchi l’anno, il cui effetto pieno si vedrà solo dal 2029: prima del beneficio, la ristrutturazione genererà costi aggiuntivi.

A essere colpito sarà soprattutto il personale d’ufficio (l’Innendienst), non la rete di consulenza. L’azienda ha spiegato che gran parte del taglio avverrà per via naturale — pensionamenti e mancata sostituzione dei posti liberati — più che con licenziamenti diretti: circa 100 posizioni sono già state eliminate in questo modo, altre 100 dovrebbero seguire entro fine 2026. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto i doppioni interni e i reporting che l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione permettono ormai di automatizzare.

Cosa cambia per chi ha la previdenza con Swiss Life

Per un cliente ticinese — che sia un dipendente con il secondo pilastro versato nella cassa Swiss Life, un correntista del pilastro 3a o un assicurato con una polizza vita — la ristrutturazione annunciata non tocca direttamente il capitale versato: la solidità finanziaria del gruppo, con un tasso di solvibilità (SST) di circa il 215% a metà anno, resta ampiamente sopra il minimo regolamentare richiesto dalla FINMA, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Cambia piuttosto il servizio: meno personale amministrativo può tradursi in tempi di risposta più lunghi per le pratiche di libero passaggio o le richieste di prelievo, mentre l’azienda promette di mantenere invariata la rete di consulenti sul territorio, agenzia generale di Lugano compresa.

Chi ha un rapporto attivo con l’assicuratore — o sta valutando se cambiarlo in occasione di un cambio di lavoro — può comunque cogliere l’occasione per fare un controllo del proprio dossier previdenziale: la nostra guida al libero passaggio LPP spiega passo per passo cosa fare del secondo pilastro quando si cambia datore di lavoro, e perché in Ticino la tassazione del capitale ha un tetto specifico.

Non è un caso isolato

Il paradosso di un’azienda che taglia personale mentre festeggia risultati sopra le attese non è una novità nel settore finanziario svizzero: anche UBS, dopo un utile trimestrale sopra le attese, ha rilanciato un programma di riacquisto di azioni proprie mentre restano sul tavolo le incognite sulle filiali e i posti di lavoro in Ticino. E un’altra grande compagnia vita, Zurich, è finita sotto inchiesta della FINMA proprio sulla gestione della previdenza professionale di 150’000 assicurati del secondo pilastro — segno che il settore, mentre digitalizza i propri processi interni, è anche sotto crescente pressione di vigilanza sulla qualità del servizio offerto ai clienti previdenziali.

Il messaggio per il lettore è duplice: la salute finanziaria di un assicuratore vita non garantisce automaticamente la qualità del servizio che riceverà chi ha lì la propria cassa pensioni o il proprio pilastro 3a. Vale la pena, una volta l’anno, verificare l’estratto conto previdenziale e confrontare le condizioni — tassi di conversione, costi di gestione, tempi di risposta — anche quando l’istituto in questione pubblica utili da record.

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