Dopo oltre 40 anni la famiglia Formenti cede lo storico quattro stelle. L’albergo resta aperto, i posti di lavoro sono confermati e la struttura diventerà la sede stabile dei congressi ESMO: ecco cosa cambia e perché è un altro tassello delle grandi manovre alberghiere luganesi.
Uno degli alberghi storici di Lugano cambia proprietario. L’Hotel De La Paix, quattro stelle nel cuore della città, è stato acquistato dall’ESMO – European Society for Medical Oncology, l’associazione scientifica mondiale dell’oncologia che ha la propria sede proprio a Lugano. A cedere la struttura è la famiglia Formenti, che l’ha posseduta e diretta per oltre quarant’anni. L’operazione, annunciata in questi giorni, è stata perfezionata e l’hotel resterà pienamente operativo.
Per il lettore ticinese la notizia conta su due piani: da un lato è l’ennesima transazione in un mercato alberghiero luganese in pieno fermento; dall’altro è un caso raro di albergo che passa non a un gruppo del settore o a un fondo immobiliare, ma a un’associazione no profit che lo userà anche come propria casa per congressi ed eventi.
Chi è l’ESMO e perché un’associazione medica compra un hotel
L’ESMO è un’associazione senza scopo di lucro con oltre 50’000 membri in tutto il mondo e sede principale a Lugano, dove è radicata da decenni: il suo obiettivo è lo sviluppo dell’oncologia sul piano scientifico ed etico. Ogni anno organizza numerosi congressi, conferenze ed eventi didattici, tra cui una conferenza scientifica annuale ospitata proprio nella Svizzera italiana.
Da qui la logica dell’acquisto. La società cercava una struttura capace di funzionare come sede privilegiata per i propri eventi: posizione centrale, capacità ricettiva e ampi spazi per riunioni. L’Hotel De La Paix, spiega la nota, offre queste caratteristiche e diventerà per l’ESMO un punto di riferimento stabile, senza però perdere la propria vocazione alberghiera: continuerà cioè ad accogliere regolarmente la clientela abituale.
Cosa cambia per l’albergo e per chi ci lavora
Il messaggio dei nuovi proprietari è improntato alla continuità. In sintesi, ciò che è stato comunicato:
- l’hotel prosegue la normale attività ricettiva, mantenendo identità, posizionamento e livello di ospitalità;
- tutte le attuali maestranze restano operative: i posti di lavoro sono confermati;
- il cosiddetto «look» dello storico albergo viene mantenuto;
- gli investimenti si concentreranno soprattutto sulla tecnologia delle sale riunioni, per adeguarle alle esigenze congressuali dell’ESMO.
La famiglia Formenti, che negli anni ’90 aveva curato l’ampliamento della struttura e per lungo tempo l’aveva gestita direttamente, ha definito la soluzione «ottimale» per la prosecuzione del marchio e dello stile dell’hotel. Per i dipendenti, in un settore dove i cambi di proprietà spesso portano ristrutturazioni del personale, la garanzia sulla continuità occupazionale è l’elemento più rilevante.
Un altro tassello delle grandi manovre alberghiere a Lugano
Il passaggio del De La Paix non è un caso isolato. Il comparto alberghiero di alta gamma della città sta vivendo una stagione di forte movimento: si parla di trattative e cambi di mano per diverse strutture storiche, di progetti di riconversione di alberghi in appartamenti e di cantieri di rinnovo in vista. È il segnale di un mercato immobiliare cittadino molto attivo, in cui il mattone di pregio continua ad attrarre capitali.
Sullo sfondo c’è anche il tentativo di Lugano di allargare la propria base economica oltre la tradizionale piazza bancaria, puntando su turismo d’affari, congressi, innovazione e nuovi poli di attività. L’arrivo di un’istituzione scientifica internazionale nella proprietà di un albergo cittadino va letto anche in questa cornice: un modo per ancorare al territorio eventi che portano visitatori qualificati e indotto per ristorazione, trasporti e commercio.
In pratica: cosa aspettarsi
Per chi vive o lavora a Lugano, nell’immediato non cambia nulla: l’Hotel De La Paix resta aperto e prenotabile come sempre. Le novità visibili arriveranno con il tempo, soprattutto sulle sale meeting. Chi segue il mercato immobiliare e il turismo d’affari ticinese, invece, ha un nuovo indicatore da tenere d’occhio: la capacità della Svizzera italiana di attrarre e trattenere istituzioni internazionali che scelgono di comprare, e non solo affittare, i propri spazi.
Chi vuole approfondire il contesto può leggere i nostri approfondimenti sul mercato immobiliare del Canton Ticino, sui prezzi e le dinamiche del comprare casa a Lugano e sul riposizionamento economico della città oltre la piazza bancaria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter