Da 1’237 a 2’324 transazioni al secondo nei test interni, tre proposte tecniche su ponti e validatori, e un obbligo di aggiornamento che riguarda solo i nodi. Cosa cambia per chi in Svizzera detiene BNB tramite l’ETP quotato a SIX o su un exchange, e perché questo tipo di fork non tocca la dichiarazione d’imposta.
Alle 02:30 UTC di oggi — le 4.30 del mattino in Svizzera — BNB Smart Chain ha attivato sulla rete principale l’hard fork chiamato Pasteur. È il quinto aggiornamento maggiore della blockchain legata a Binance nell’arco di due anni, ma a differenza dei precedenti non riduce il tempo dei blocchi: lavora su sicurezza dei ponti cross-chain, governance dei validatori e sfruttamento della capacità già disponibile in ogni blocco.
Per il lettore che detiene Binance Coin — il token BNB, quarta criptovaluta al mondo per capitalizzazione — la notizia operativa è duplice: non c’è nulla da fare se le monete sono su un exchange, in un prodotto quotato o in un portafoglio ordinario, e non nasce nessuna moneta nuova, il che ha una conseguenza fiscale precisa di cui diciamo più sotto.
Le tre modifiche di Pasteur
L’aggiornamento riunisce tre proposte sotto una meta-proposta, BEP-673.
- BEP-682 cambia la convalida dei blocchi usati per i trasferimenti fra catene diverse. Finora la procedura non verificava che ogni validatore comparisse una sola volta nell’insieme presentato: un insieme costruito ad arte poteva ripetere un validatore e contarne il peso di voto più volte. Ora le firme duplicate vengono rifiutate.
- BEP-695 chiude una falla nella rotazione delle chiavi dei validatori: la vecchia chiave perde i poteri amministrativi invece di conservarli, e le esclusioni pendenti seguono il validatore sulla nuova chiave, in modo che non se ne possa sfuggire cambiando chiave.
- BEP-675 sposta fuori dal percorso critico la verifica completa dei blocchi già eseguiti dai cosiddetti builder. Nei test l’elaborazione dentro quel percorso è scesa da 125 a 15 millisecondi e il consumo medio di gas per blocco è salito da 46,35 a 84,15 milioni, contro un tetto che resta a 100 milioni.
È da qui che arriva il numero più citato: da 1’237 a 2’324 transazioni al secondo, con intervallo fra i blocchi invariato a 450 millisecondi. Vale la pena leggerlo con prudenza, perché BNB Chain stessa precisa che si tratta di misurazioni su QANet, un ambiente di test interno, e non di risultati garantiti sul traffico reale. Pasteur girava sulla rete di prova dal 21 luglio.
Chi deve aggiornare qualcosa
L’obbligo tecnico riguarda solo chi gestisce un nodo: tutti i nodi della rete principale devono girare sul client versione 1.7.7 e rimuovere la voce «EnableBAL» dal file di configurazione, altrimenti il programma non si avvia. Utenti normali e gran parte degli sviluppatori non devono spostare fondi né migrare applicazioni: le modifiche avvengono a livello di protocollo e di contratti di sistema.
Chi tiene le proprie monete su un exchange non deve fare nulla, perché l’aggiornamento è a carico dell’operatore. Resta però aperto, per chi opera dalla Svizzera, il capitolo della vigilanza: Binance ha ritirato la domanda di licenza MiCA in Grecia e un residente svizzero non è un cliente UE. È un tema diverso dall’hard fork, ma pesa sulla scelta di dove custodire.
L’angolo svizzero: l’esposizione passa da SIX, e costa
In Svizzera l’esposizione a BNB si compra anche senza toccare un portafoglio digitale, tramite un prodotto quotato. Il 21Shares Binance BNB ETP (ISIN CH0496454155, ticker ABNB su SIX Swiss Exchange) è un titolo di debito di diritto svizzero interamente coperto da BNB depositate, lanciato il 15.10.2019 e domiciliato in Svizzera. Due dati che chi lo valuta dovrebbe avere davanti: le spese correnti sono del 2,50% l’anno e il patrimonio in gestione è di appena 13 milioni di euro, con una volatilità a un anno vicina al 45%. Esistono alternative sullo stesso sottostante con costi diversi — un ETP con staking di CoinShares a commissione zero e uno di Virtune all’1,95% — ma sono ancora più piccoli e la liquidità in borsa conta quanto la commissione.
Sul fronte della custodia, il discorso non cambia con Pasteur: la vigilanza FINMA distingue fra deposito presso un operatore autorizzato e autocustodia, e da quella distinzione dipende la protezione in caso di fallimento dell’operatore.
Il punto fiscale: fork sì, reddito no
Qui sta la parte che vale davvero per la dichiarazione. Pasteur è un aggiornamento di protocollo che non conia nuove monete e non richiede migrazioni: nessun token aggiuntivo arriva nel portafoglio del detentore. Di conseguenza non si realizza nessun afflusso da valutare come reddito.
È una differenza sostanziale rispetto ai fork che generano un token nuovo e agli airdrop: in Svizzera le plusvalenze private restano esenti, ma ricompense di staking, proventi di mining, interessi e airdrop vanno dichiarati come reddito al valore di mercato del momento in cui si ricevono. Le monete già detenute continuano invece a figurare, come prima, fra la sostanza mobiliare al valore fiscale del 31 dicembre.
Le quattro cose da sapere
- L’hard fork è attivo sulla rete principale dalle 4.30 di oggi, ora svizzera.
- Chi gestisce un nodo deve passare alla versione 1.7.7; tutti gli altri non devono fare nulla.
- Il guadagno di capacità è misurato in laboratorio, non ancora sul traffico reale.
- Nessuna moneta nuova significa nessun evento di reddito da dichiarare.
Per chi segue il titolo, il prezzo di BNB si muove attorno ai 700 dollari, con una progressione a doppia cifra nell’ultimo mese e un bilancio ancora negativo sui dodici mesi: il quadro aggiornato è nelle quotazioni cripto in tempo reale. I dettagli tecnici dell’aggiornamento sono pubblici nella nota di rilascio del client v1.7.7, mentre la scheda del prodotto quotato a SIX è consultabile con i dati di costo e performance aggiornati.
Le quotazioni e i dati citati sono indicativi al momento della pubblicazione. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione d’investimento.
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