Acquapark California di Balerna chiuso di colpo: sigilli alle porte, abbonati e dipendenti nel limbo

Claudio Galli

18 Settembre 2026 - 07:12

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La struttura del Mendrisiotto ha sospeso l’attività senza preavviso, tra voci di stipendi arretrati e fatture scoperte per acqua ed elettricità. Ecco cosa rischia chi ha un abbonamento ancora valido, cosa può fare chi ci lavora e come tutelarsi se la vicenda dovesse finire in un fallimento.

Acquapark California di Balerna chiuso di colpo: sigilli alle porte, abbonati e dipendenti nel limbo

Giovedì 17 settembre il California-Acquapark di Balerna, in via San Gottardo, ha sospeso l’attività senza alcun preavviso. Sulla porta d’entrata è apparso un foglio scritto a mano: "In questo momento l’attività è sospesa. Stiamo cercando la strada migliore per tornare. Grazie a chi ci è stato vicino." Secondo quanto riportato da più testate ticinesi, alle porte della struttura sarebbero stati affissi anche i sigilli.

A farne le spese, in un primo momento, sono stati i clienti arrivati per l’allenamento in palestra o per un pomeriggio in piscina. Diversi hanno raccontato di non aver ricevuto nessuna comunicazione preventiva: c’è chi aveva rinnovato l’abbonamento pochi giorni prima, e chi lo aveva sottoscritto per il figlio appena tre mesi fa, contando di poterlo usare per un anno intero.

Perché il centro ha chiuso

Da giorni circolavano voci di difficoltà finanziarie: ritardi nel pagamento degli stipendi e fatture scoperte verso fornitori essenziali, tra cui l’azienda elettrica di Chiasso — al punto da far scattare una procedura d’esecuzione — e il Servizio idrico del Basso Mendrisiotto. Alla Pretura di Mendrisio Sud sarebbe inoltre fissata un’udienza di conciliazione: un indizio che dietro la sospensione potrebbe celarsi l’avvio di un fallimento, anche se nessuna autorità lo ha confermato ufficialmente. Il centro, palestra di body building dal 1984 e trasferitosi a Balerna nel 2000 con spa e parco acquatico, aveva convenzioni con diversi Comuni del Mendrisiotto per l’accesso a tariffa ridotta.

Cosa rischia chi ha un abbonamento ancora valido

Chi ha pagato un abbonamento non ha, purtroppo, molte leve immediate. Se la vicenda dovesse sfociare in un fallimento, i clienti diventano creditori come tutti gli altri: per farsi valere occorre insinuare il proprio credito tramite l’ufficio d’esecuzione e fallimenti competente, sapendo che i creditori senza garanzie sono generalmente gli ultimi a essere rimborsati, e spesso solo in parte — lo stesso schema visto in altri casi ticinesi recenti, come quello della ElettroCrivelli, chiusa lasciando a casa quasi 100 dipendenti. Nel concreto, conviene conservare ricevuta e contratto, seguire le comunicazioni ufficiali del gestore — non solo quelle sui social — e, se dopo alcune settimane non arriva nessuna notizia, contattare l’ufficio di esecuzione e fallimenti del proprio distretto.

E i dipendenti del centro?

Anche chi lavora al California rischia di restare senza l’ultimo stipendio se la situazione dovesse concludersi con un fallimento formale. In Svizzera, in questi casi, esiste l’indennità per insolvenza versata dalla cassa disoccupazione, che copre i salari non pagati nei mesi precedenti l’apertura della procedura: un meccanismo che ha già tutelato altri lavoratori ticinesi in vicende simili, come raccontato nel caso degli ex dipendenti di Bally, senza stipendio per due mesi.

Il Comune di Balerna: "Cercheremo di aiutare a farla ripartire"

La chiusura non riguarda solo i clienti privati. Il Comune di Balerna utilizzava la struttura anche per le lezioni di nuoto degli allievi delle scuole elementari, un servizio che ora viene a mancare. Il sindaco Luca Pagani ha spiegato di aver seguito da tempo la situazione: "Abbiamo cercato di evitarlo, negli ultimi tempi abbiamo sperato di potercela fare. Invece purtroppo sembra che non sia stato possibile. Se noi possiamo dare un aiuto per farla riprendere, sicuramente ci saremo." Resta da capire se per gli allievi si troverà un’alternativa a Chiasso o a Mendrisio, dove esistono altre strutture natatorie.

Un caso che non è isolato

La vicenda del California si inserisce in un trend più ampio: i fallimenti aziendali in Svizzera sono aumentati del 58% nei primi cinque mesi del 2026, con il Ticino tra i cantoni più esposti. Anche per contrastare gli abusi legati a chiusure improvvise, dal gennaio 2025 la normativa federale sui fallimenti è stata inasprita proprio per rendere più difficile dichiarare bancarotta per sottrarsi ai debiti verso dipendenti e fornitori.

Per ora, l’unica certezza per gli abbonati del California resta il foglio affisso alla porta. In attesa di sapere se e quando l’attività riprenderà, la cosa più utile da fare oggi è già molto concreta: mettere da parte ricevute e contratto, perché potrebbero servire per far valere i propri diritti nelle prossime settimane.

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# Ticino

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