13esima AVS, il Parlamento la finanzia solo a metà: passa l’aumento dell’IVA di 0.4 punti, bocciato il prelievo sui salari

Claudio Galli

17 Giugno 2026 - 22:11

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Mercoledì il Consiglio nazionale ha respinto per due voti il contributo salariale aggiuntivo previsto per coprire la tredicesima rendita. La gratifica arriverà comunque a dicembre, ma per ora a pagarla c’è solo l’IVA: ecco cosa cambia per il portafoglio in Ticino, dal carrello della spesa alla busta paga, e perché si tornerà alle urne.

13esima AVS, il Parlamento la finanzia solo a metà: passa l'aumento dell'IVA di 0.4 punti, bocciato il prelievo sui salari

Il finanziamento della tredicesima rendita AVS è passato solo a metà. Mercoledì 17.06.2026 il Consiglio nazionale ha detto sì all’aumento dell’IVA di 0.4 punti (104 voti contro 87) ma ha bocciato il rincaro dei contributi salariali di 0.2 punti, respinto per soli due voti: 98 a 96, con 4 astensioni. Resta così in piedi metà del piano di copertura, mentre l’altra metà — quella a carico di stipendi e imprese — salta.

La posta in gioco riguarda da vicino chiunque, in Ticino, percepisca o verserà una rendita. L’AVS è il primo pilastro del sistema previdenziale svizzero, la pensione di base obbligatoria gestita dalla Confederazione. La tredicesima rendita è stata approvata dal 58% del popolo nel marzo 2024 e sarà versata per la prima volta a dicembre 2026: in pratica una mensilità in più all’anno, fra 1’260 e 2’520 CHF a seconda dell’importo della propria rendita.

Cosa cambia (e cosa no) per chi vive in Ticino

Il primo punto fermo è rassicurante: la tredicesima arriverà comunque a dicembre, indipendentemente da come finirà il braccio di ferro sul finanziamento. Nessun pensionato resterà senza la mensilità aggiuntiva.

Il secondo punto tocca il portafoglio di tutti. Con il voto di mercoledì, per ora a coprire la spesa c’è solo l’aumento dell’IVA di 0.4 punti, che però non è ancora deciso in via definitiva: trattandosi di una modifica costituzionale, dovrà passare dal voto popolare. In altre parole, prima o poi tutti gli elettori — ticinesi compresi — saranno chiamati alle urne per dire se accettano di pagare un po’ di più al supermercato, dal meccanico o al ristorante per finanziare la rendita.

Il terzo punto riguarda chi lavora: bocciando il rincaro dei contributi salariali, il Consiglio nazionale ha tenuto al riparo le buste paga, almeno per il momento. Era questo il prelievo che avrebbe ridotto, di una frazione di punto, lo stipendio netto di ogni dipendente e aumentato i costi delle aziende.

I numeri del "buco" da coprire

La tredicesima non è gratis. Secondo le cifre discusse in aula, servono:

  • circa 4.2 miliardi di CHF già nel 2026;
  • circa 4.5 miliardi nel 2030;
  • fino a 5.4 miliardi nel 2040, con l’invecchiamento della popolazione.

La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, responsabile delle assicurazioni sociali, ha avvertito che un finanziamento entrerebbe in vigore solo nel 2028: «Avremo due anni di tredicesima senza copertura», cioè circa 9 miliardi di CHF. E il conto, rinviandolo, rischia di farsi più salato: in caso di mancato accordo, ha spiegato, la futura riforma «AVS 2030» dovrebbe prevedere un aumento dell’IVA fino a 0.9 punti.

IVA o salari: le due strade in conflitto

Dietro al voto c’è uno scontro di modelli che va avanti da mesi. Il Consiglio degli Stati — la Camera che rappresenta i Cantoni — ha puntato fin dall’inizio su un finanziamento misto e senza scadenza: IVA più contributi salariali, la soluzione preferita dai sindacati e sostenuta anche dal Consiglio federale. Il Consiglio nazionale, invece, voleva il solo aumento dell’IVA, per giunta limitato nel tempo fino al 2033, linea cara agli ambienti economici. La conferenza di conciliazione — l’organo che cerca un compromesso quando le due Camere non si accordano — aveva proposto la via di mezzo: IVA +0.4 punti e contributi salariali +0.2 punti.

È proprio quel +0.2 sui salari a essere caduto mercoledì, per il fronte compatto di UDC, PLR e Verdi liberali. «Oggi il conto è troppo salato» per famiglie e imprese, ha sintetizzato il deputato Cyril Aellen (PLR). La sinistra ha accusato la destra di voler così aprire la porta a un aumento dell’età di pensionamento.

Cosa succede adesso

Le due Camere confermeranno le loro scelte nella votazione finale di venerdì 19.06.2026. L’aumento dell’IVA dovrebbe spuntarla, votato anche dal centro-sinistra «in mancanza di meglio». Poi la parola passerà al popolo, con una campagna referendaria che si annuncia a breve.

Per chi vive in Ticino, dove la quota di pensionati è tra le più alte del Paese, il messaggio pratico è doppio: la tredicesima è assicurata da dicembre, ma il modo di pagarla resta aperto e si deciderà in parte alle urne. Nell’attesa, vale la pena ricordare che la rendita AVS viene periodicamente adeguata a prezzi e salari, e che la pensione di base copre solo una parte del fabbisogno: per chi vuole capire come si compone il proprio reddito da pensionato, la mappa dei tre pilastri della previdenza svizzera resta il punto di partenza, così come il pilastro 3a per la previdenza privata.

I dettagli ufficiali sulla rendita e sul suo finanziamento sono pubblicati dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

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# Ticino

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