Oggi l’UFAS ha pubblicato le nuove prospettive finanziarie dell’AVS: senza aumento dell’IVA il deficit quadruplica entro il 2035. Il voto è il 29 novembre. Ecco tutto quello che ogni pensionato ticinese deve sapere sulla tredicesima rendita.
Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano cinque mesi al primo versamento della tredicesima mensilità AVS (l’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti — il primo pilastro della previdenza svizzera): in dicembre 2026 ogni pensionato di vecchiaia residente in Svizzera riceverà in automatico un mese di rendita aggiuntivo, senza dover presentare nessuna domanda.
Ma proprio oggi l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha pubblicato le nuove prospettive finanziarie, che accendono un segnale d’allarme: senza misure di finanziamento, il deficit di ripartizione dell’AVS passerà dagli attuali 1,3 miliardi di franchi fino a 4,9 miliardi nel 2035. Il motivo è quasi tutto lì, nel costo della 13a rendita: circa 4 miliardi di franchi all’anno, non ancora coperti in modo permanente.
Quanto ricevi: da 1’260 a 2’520 CHF in più a dicembre
La 13a mensilità vale esattamente un dodicesimo della rendita di vecchiaia annua, arrotondato al franco intero. Per chi percepisce la rendita completa (44 anni di contributi) nel 2026:
- Rendita minima CHF 1’260/mese → 13a rendita = CHF 1’260 una tantum
- Rendita massima (singolo) CHF 2’520/mese → 13a rendita = CHF 2’520 una tantum
- Rendita massima coppia CHF 3’780/mese → 13a rendita = CHF 3’780 una tantum
Chi ha anni di contribuzione incompleti — ad esempio 30 anni su 44 — riceve una rendita proporzionale, e quindi anche la 13a sarà proporzionale. Il calcolo definitivo viene effettuato in dicembre, poiché l’importo della rendita può variare nel corso dell’anno per via di cambiamenti di stato civile, anni contributivi aggiuntivi o adeguamenti periodici [3].
Chi la riceve — e chi no
La 13a mensilità spetta automaticamente a tutti i beneficiari di una rendita di vecchiaia AVS nel mese di dicembre 2026. Non occorre fare nulla: il versamento avviene insieme alla normale rendita di dicembre.
Non hanno invece diritto alla 13a mensilità:
- i titolari di rendita AI (assicurazione invalidità — la copertura svizzera per chi non può più lavorare per motivi di salute);
- i beneficiari di rendite per superstiti (vedove, vedovi, orfani);
- le persone che percepiscono rendite per figli o rendite complementari.
Una precisazione rilevante per i frontalieri e per chi ha lavorato sia in Svizzera sia all’estero: la 13a si applica solo alla quota di rendita AVS svizzera. Le rendite estere pagate in parallelo (ad esempio dall’INPS italiano) non sono interessate.
Grazie alla riforma AVS 21 — che ha già modificato le rendite del primo pilastro nel 2024 — le basi di calcolo sono aggiornate. Per capire come si inserisce la 13a nel sistema complessivo dei tre pilastri previdenziali, il riferimento rimane la guida ai tre pilastri di previdenza svizzera.
Il nodo finanziario: l’IVA in votazione il 29 novembre
La rendita è già legge — approvata dal popolo svizzero il 3 marzo 2024 con il 58,2% dei voti. Il suo finanziamento permanente, invece, non lo è ancora.
Il Parlamento ha approvato a giugno 2026, con una maggioranza risicata, un progetto che prevede un aumento dell’IVA di 0,4 punti percentuali: l’aliquota ordinaria passerebbe dall’attuale 8,1% all’8,5% a partire dal 2028, senza scadenza. La proposta alternativa — finanziare la 13a anche attraverso un aumento dei contributi salariali di 0,2 punti — è stata definitivamente bocciata dal Consiglio nazionale.
Per entrare in vigore, l’aumento dell’IVA deve essere approvato con doppia maggioranza — popolo e Cantoni — in votazione popolare fissata per il 29 novembre 2026.
Le nuove prospettive dell’UFAS pubblicate oggi dicono chiaramente cosa succede nei due scenari:
- Con IVA approvata (dal 2028): il deficit AVS nel 2030 scenderebbe da 2,7 a circa 1,2 miliardi di CHF, più che dimezzato.
- Senza IVA: il deficit continuerebbe a crescere, arrivando a 4,9 miliardi nel 2035, con progressivo prosciugamento del Fondo AVS (stimato oggi in circa 60 miliardi di franchi).
Il maggior onere stimato per una famiglia ticinese di ceto medio in caso di sì all’IVA è di circa 200 CHF all’anno a partire dal 2028: ampiamente compensato dalla 13a rendita per chi è già in pensione, ma un costo netto aggiuntivo per i lavoratori attivi. L’aliquota ridotta — quella applicata ad alimentari, libri e medicinali — rimarrebbe invariata al 2,6%.
L’allarme parallelo sull’AI
Lo stesso rapporto UFAS di oggi lancia un secondo segnale d’allarme: anche i conti dell’assicurazione invalidità (AI) sono sotto pressione. Il forte aumento delle nuove rendite AI ha prodotto nel 2025 un deficit di ripartizione di CHF 209 milioni. Senza riforme, quel deficit potrebbe salire a 800 milioni di CHF all’anno entro il 2030. Il patrimonio AI era già nel 2025 circa 17 punti percentuali al di sotto della soglia minima legale (50% delle uscite annuali).
Per i pensionati ticinesi già beneficiari di rendita di vecchiaia, la notizia non cambia le prestazioni in corso. Segnala però che il capitolo delle riforme previdenziali svizzere è tutt’altro che chiuso: dopo il voto del 29 novembre sull’IVA, la Confederazione dovrà affrontare anche la riforma AVS2030, attesa in Parlamento entro fine 2026.
Cosa fare ora
Se sei già pensionato: nulla. Il versamento della 13a rendita a dicembre 2026 è automatico. Non devi presentare domanda, non devi contattare la cassa di compensazione. L’importo arriverà insieme alla normale rendita di dicembre.
Se sei a meno di 5 anni dalla pensione: vale la pena verificare il proprio estratto conto AVS (estratto gratuito richiedibile alla propria cassa di compensazione cantonale o sul sito ahv-iv.ch) e valutare, se ci sono anni mancanti, il versamento di contributi volontari: ogni anno contributivo in più aumenta la rendita mensile e, di conseguenza, anche la 13a.
Il 29 novembre si vota: la scheda sull’aumento dell’IVA per il finanziamento della 13a AVS sarà una delle proposte federali in votazione. I dati UFAS pubblicati oggi sono il punto di partenza oggettivo per valutare l’impatto sul proprio portafoglio — da pensionato e da contribuente.
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