Il Pacchetto di sgravio 2027 sostituisce l’aliquota agevolata di oggi con una tariffa progressiva fino all’11,5%, in vigore al più presto dal 1° gennaio 2028 e senza eccezioni per i capitali già accumulati. In Ticino l’imposta cantonale resta plafonata al 3%: ecco i conti e le mosse per pagare meno.
Chi conta di ritirare in un’unica soluzione il capitale della cassa pensioni o del pilastro 3a al momento della pensione farebbe bene a rifare i conti. La Confederazione vuole rendere più cara, sul piano dell’imposta federale diretta (IFD), la riscossione in capitale della previdenza. La misura è l’unica di natura fiscale contenuta nel Pacchetto di sgravio 2027, il pacchetto di risparmi con cui Berna cerca di alleggerire il bilancio federale di circa 3 miliardi di franchi l’anno — anche per finanziare la tredicesima rendita AVS. Il Consiglio federale ha confermato l’impostazione e il suo messaggio è atteso verso la fine dell’estate, prima del passaggio alle Camere.
Come funziona oggi
Oggi le prestazioni in capitale della previdenza professionale (2° pilastro) e della previdenza privata (3° pilastro) sono tassate separatamente dal resto del reddito e con un’aliquota di favore: per l’imposta federale diretta si paga un quinto dell’aliquota ordinaria. È un trattamento che attenua la progressione e che, di fatto, rende il prelievo in capitale fiscalmente molto più leggero della rendita. Proprio questo vantaggio è nel mirino della riforma: l’obiettivo dichiarato è ridurlo per incassare di più.
La nuova tariffa progressiva
L’articolo 38 LIFD verrebbe riscritto. Le prestazioni in capitale resterebbero tassate a parte, ma con una tariffa progressiva a sette scaglioni. Le prestazioni incassate nello stesso anno fiscale si sommano, i coniugi vengono tassati in modo indipendente l’uno dall’altro (nessun cumulo fra marito e moglie), non sono ammesse deduzioni e gli importi d’imposta inferiori a 25 CHF non vengono riscossi. Queste le aliquote marginali previste per l’imposta federale diretta:
| Capitale prelevato | Aliquota marginale IFD |
|---|---|
| fino a 20’000 CHF | 0,1% |
| 20’000 – 50’000 CHF | 0,25% |
| 50’000 – 100’000 CHF | 1% |
| 100’000 – 250’000 CHF | 3% |
| 250’000 – 1’000’000 CHF | 5% |
| 1 – 10 milioni CHF | 7,5% |
| oltre 10 milioni CHF | 11,5% |
Per i prelievi più consistenti, l’aumento dell’imposta federale diretta può arrivare fino al +200% rispetto a oggi. I capitali modesti — tipicamente quelli del pilastro 3a — restano invece tassati molto poco: fino a 100’000 CHF l’aliquota marginale federale non supera l’1%.
Quanto pagheresti: l’esempio dei 500’000 franchi
Un esempio concreto aiuta a capire la portata. Su un prelievo unico di 500’000 CHF di capitale di cassa pensioni, applicando i nuovi scaglioni, la sola imposta federale diretta sarebbe: 20 CHF sui primi 20’000, 75 CHF sullo scaglione fino a 50’000, 500 CHF fino a 100’000, 4’500 CHF fino a 250’000 e 12’500 CHF sulla parte fra 250’000 e 500’000. In totale circa 17’600 CHF di sola IFD. A questa cifra va sommata l’imposta cantonale e comunale, che oggi pesa molto più di quella federale e che la riforma non tocca.
In Ticino il cantonale resta al 3%
Qui arriva la buona notizia per chi vive in Ticino. La modifica riguarda esclusivamente l’imposta federale diretta: la Legge sull’armonizzazione fiscale (LAID) non cambia, e i Cantoni restano liberi di tassare i prelievi in capitale come credono. Il Ticino, con la riforma fiscale approvata in votazione il 9 giugno 2024 (57% di sì), ha introdotto nella propria legge tributaria un tetto massimo del 3% sull’imposizione delle prestazioni in capitale della previdenza — una delle aliquote più favorevoli della Svizzera, pensata per frenare la fuga dei buoni contribuenti verso altri Cantoni in prossimità del pensionamento. Quel tetto cantonale resta in piedi: a salire, per i residenti in Ticino, sarebbe soltanto la componente federale. È lo stesso meccanismo che già oggi spiega perché in Ticino il capitale del 2° pilastro è tassato al massimo al 3%.
Cosa puoi fare ora
La riforma non è ancora legge e l’esito in Parlamento è incerto, vista la scarsa convergenza fra i partiti. Ma vale la pena attrezzarsi, anche perché il nuovo regime — se approvato — si applicherebbe anche ai capitali già versati, senza periodo transitorio. Alcune mosse utili:
- Scaglionare i prelievi su più anni fiscali invece di ritirare tutto in una volta: poiché le prestazioni dello stesso anno si sommano, distribuire il riscatto del 2° pilastro e quello del 3a su esercizi diversi può abbassare sensibilmente l’aliquota.
- Sfruttare la tassazione indipendente dei coniugi: pianificare prelievi su titolari diversi della coppia, in anni diversi, evita di concentrare l’imposta.
- Valutare con attenzione i riscatti volontari nella cassa pensioni e i versamenti nel 3a: restano deducibili dal reddito in entrata, ma il vantaggio in uscita potrebbe ridursi.
- Verificare il proprio orizzonte: l’entrata in vigore è prevista al più presto per il 1° gennaio 2028, quindi chi va in pensione prima ricade ancora nelle regole attuali.
Per chi sta costruendo la propria previdenza vincolata, restano valide le regole di base spiegate nella nostra guida al pilastro 3a. Per i dettagli ufficiali della riforma conviene seguire il portale del Dipartimento federale delle finanze, che pubblicherà messaggio e documenti man mano che l’iter avanza. La decisione sulla forma del prelievo — rendita o capitale, in una volta o scaglionato — è una delle più importanti di tutta la vita finanziaria: meglio rifare i conti con un consulente prima di firmare.
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