Tredicesima per le pensioni svizzere: i motivi del sì e del no

A. F.

1 Marzo 2024 - 11:39

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Le elezioni si svolgeranno il prossimo 3 marzo, dopo 2 respingimenti da parte del Consiglio Federale.

Tredicesima per le pensioni svizzere: i motivi del sì e del no

La Svizzera torna alle urne. I cittadini sono invitati a decidere se è necessaria una tredicesima sulla rendita di vecchiaia AVS. L’iniziativa parte dal basso, cioè dai sindacati, che hanno dato il via a Vivere meglio la pensione. La proposta di legge prevede una tredicesima sulla rendita ottenuta dall’assicurazione di vecchiaia e su quella per gli eredi (AVS).
Ora le associazioni sindacali chiedono che ci sia questa tredicesima per far tirare un sospiro di sollievo ai meno abbienti, ma la proposta non indica quali sono le risorse da utilizzare per dare la mensilità in più. Le ipotesi sul tavolo riguardano gli utili della Banca Nazionale Svizzera, nuove tasse, oppure ulteriori contributi da parte dei futuri pensionati, per il principio di pagare di più per ottenere poi di più.

I motivi del sì

Perché i sindacati stanno chiedendo una tredicesima anche per chi vive di pensione? Le rendite attuali sono basse e istituire una mensilità in più è una soluzione immediata per dare un sollievo alle persone in difficoltà nonostante una vita di lavoro. Secondo le stime dei sindacato elvetico Unia, la metà dei pensionati svizzeri vive con meno di 3600 franchi e colpisce soprattutto chi non ha potuto sottoscrivere assicurazioni previdenziali complementari o non ha potuto risparmiare negli anni.
Stando ai calcoli dell’associazione dei lavoratori, una mensilità in media è andata via tra rincaro e premi cassa malati senza alcun adeguamento. La tredicesima potrebbe esserlo. Anche il Secondo Pilastro perderebbe colpi, con un -6,8 miliardi di franchi all’anno, per una media di 300 franchi in meno rispetto al 2009. L’AVS, invece, è in aumento, con una stima di eccedenza di 3,5 miliardi nel 2026 e una riserva complessiva di 70 miliardi di franchi nel 2030.
La scelta di alzare l’età pensionabile da parte dei Giovani Liberali arriverebbe entro il 2033 e si adeguerebbe alle aspettative di vita. Stando ai calcoli dei Giovani PLR che hanno promosso l’iniziativa, se la speranza di vita aumenta di un mese, allora l’età pensionabile deve aumentare di 0.8 mesi (in media). L’aumento dell’età pensionabile aiuterebbe le persone a vivere in media il 20% della vita in pensione, con un aumento a 67 anni solo nel 2043 e a 69 anni nel 2070. Questa proposta era arrivata dal Partito Borghese Democratico nel 2012, ma era stata poi respinta dal Parlamento.
Con il Sì, dal 2026 la pensione annuale massima sarebbe di 31.850 franchi all’anno per le persone singole e di 47.775 franchi per le coppie sposate, con una spesa che arriverebbe dai 50 ai 63 miliardi di franchi. Nel conteggio vanno inserite anche le 800 mila persone che sono all’estero, ma che hanno pagato i contributi in Svizzera. Stando ai calcoli, già oggi una pensione su 3 va all’estero.

Perché i "No" del Governo

Il Governo ha invitato la cittadinanza a respingere la proposta della tredicesima sulle pensioni di vecchiaia e AVS. Quali sono le motivazioni che hanno portato a 2 "No" da parte del Governo?

  • I costi. Il Consiglio Federale ha ritenuto che dare una mensilità in più a pensionati e superstiti significa aumentare le spese e la proposta sindacale non indica quali potrebbero essere le coperture disponibili, dato che i tassi ipotecari sugli immobili e le tasse sono aumentate negli ultimi mesi. Per il primo Pilastro si parla di un aumento dell’8,33% sulla rendita, cioè 4,1 miliardi di franchi all’anno. Questa è la risposta all’iniziativa Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS).
  • L’innalzamento dell’età pensionabile. La proposta prevede anche l’aumento dell’età pensionabile, che arriverebbe a 66 anni. Questo livello di anzianità anagrafica richiesto è considerato "inopportuno" secondo il Consiglio Federale, che vede questa modalità di entrata in pensione come troppo stretta e troppo vicina nel tempo. Infatti, nel 2023 i Cantoni e la popolazione avevano deciso di alzare l’età pensionabile alle donne a 65 anni per ottenere un aumento del gettito Iva e avere così i fondi per una rendita più alta.

Qual è la pensione minima in Svizzera

La pensione minima AVS in Svizzera nell’ultima stima del 1° gennaio 2023 è stata pari a 1225 franchi al mese, tenendo conto di tutti i contributi versati nei tempi previsti. La pensione massima, invece, arriva a 2450 franchi. Le coppie sposate hanno come pensione massima 3585 franchi. Gli autonomi e i non occupati possono fare riferimento ai contributi minimi con un contributo massimo di 25.150 franchi all’anno per i non occupati. Chi desidera la pensione AVS deve pagare come contributo minimo 980 franchim per un massimo di 23.950 franchi.

Come viene calcolata la pensione di vecchiaia in Svizzera

In Svizzera hanno diritto alla pensione di vecchiaia tutti i cittadini che hanno versato i contributi per almeno un anno. Questo avviene quando il cittadino ha pagato i contributi di tasca propria, quando il coniuge - unico che lavora - ha versato i contributi per un anno anche per il coniuge che non lavora, oppure per gli accrediti per attività educative o di assistenza.
Gli interessati devono presentare una domanda alla cassa di compensazione, oppure all’indirizzo dato dal datore di lavoro per i dipendenti. Chi non ha versato può presentare la domanda alla cassa di compensazione del Cantone dove ha il domicilio. Anche i frontalieri che hanno lavorato in Svizzera e pagato i contributi da noi accedono al nostro sistema pensionistico. La domanda si presenta almeno 6 mesi prima del raggiungimento del requisito di età.

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