Spesa in Italia: la guida alla dogana 2026 in 7 punti (dal limite di 150 franchi alla carne, fino al rimborso dell’IVA)

Claudio Galli

6 Giugno 2026 - 19:12

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Dal 1° gennaio 2025 la franchigia secondo il valore è scesa da 300 a soli 150 franchi a persona al giorno: ecco quanto puoi davvero portare in Svizzera senza pagare nulla, quali quantità di carne, vino e tabacco sono ammesse e come farti rimborsare l’IVA italiana.

Spesa in Italia: la guida alla dogana 2026 in 7 punti (dal limite di 150 franchi alla carne, fino al rimborso dell'IVA)

Per chi vive in Ticino, attraversare il confine per fare la spesa nel comasco o nel varesotto è quasi un’abitudine. Ma le regole doganali sono cambiate, e oggi è molto più facile di prima superare la soglia oltre la quale si deve dichiarare la merce e pagare l’imposta. Questa guida spiega, passo per passo, cosa puoi portare in Svizzera senza tributi, quando scatta l’obbligo di dichiarazione e come recuperare l’IVA pagata in Italia.

1. La novità che cambia tutto: la franchigia è scesa da 300 a 150 franchi

È il punto da cui partire, perché molti ancora ragionano con le vecchie cifre. Dal 1° gennaio 2025 il limite di franchigia secondo il valore è passato da 300 a 150 CHF a persona e al giorno [9]. In pratica: fino a 150 franchi di merce per uso privato o regalo non paghi nulla; oltre quella soglia devi dichiarare e versare l’imposta sul valore aggiunto.

La franchigia vale una sola volta al giorno per persona e non è cumulabile fra più giorni. Per una famiglia, però, ogni componente che viaggia ha diritto al proprio limite: in due si arriva a 300 franchi, in tre a 450, e così via. I bambini contano anch’essi, purché presenti al passaggio della frontiera.

2. Come funziona la soglia dei 150 franchi (e perché è più insidiosa di quanto sembri)

Il meccanismo ha due trappole. La prima: se il valore complessivo della spesa supera i 150 franchi, l’IVA si paga sull’intero importo, non solo sulla parte eccedente. Chi torna con 160 franchi di merce versa l’imposta su tutti i 160, non sui 10 di troppo. La seconda: un singolo oggetto che da solo vale più di 150 franchi è sempre imponibile, a prescindere dal numero di persone in auto.

L’aliquota applicata all’importazione è l’IVA svizzera dell’8,1% (aliquota normale; per le derrate alimentari e altri beni di prima necessità si applica l’aliquota ridotta del 2,6%). Attenzione: nel calcolo del valore complessivo rientra tutto ciò che trasporti, comprese le merci di per sé esenti da dazio come gli alimentari, le sigarette, gli alcolici e perfino i lavori di riparazione fatti eseguire all’estero sul tuo veicolo.

3. Le franchigie quantitative: carne, alcol e tabacco hanno limiti propri

Oltre al tetto in franchi esistono limiti per quantità, indipendenti dal valore. Superarli significa pagare il dazio anche se sei sotto i 150 franchi. I principali, per persona e al giorno [10]:

  • Carne e preparati di carne (esclusi selvaggina e pesce): fino a 1 kg;
  • Burro e panna (almeno 15% di grassi): fino a 1 kg o 1 litro;
  • Oli, grassi e margarina per uso alimentare: fino a 5 kg o 5 litri;
  • Bevande alcoliche fino al 18% vol (vino, birra): fino a 5 litri;
  • Bevande alcoliche oltre il 18% vol (grappa, liquori): fino a 1 litro;
  • Tabacco: 250 sigarette o sigari, oppure 250 g di altri prodotti del tabacco.

La carne è il caso più sottovalutato: bastano due o tre arrosti per famiglia per sforare il chilo a testa. Oltre la franchigia, la carne sconta un tributo specifico al chilo che può rendere l’affare molto meno conveniente di quanto sembrasse allo scaffale.

4. Come dichiarare: l’app QuickZoll e le due corsie al valico

Se superi una qualsiasi soglia hai l’obbligo di dichiarare spontaneamente la merce. Il modo più semplice è l’app gratuita QuickZoll della Confederazione: permette di calcolare in anticipo i tributi dovuti e di pagarli direttamente con carta, anche prima di arrivare al confine [11]. In alternativa, ai valichi presidiati ci si rivolge allo sportello doganale.

Vale la regola della doppia corsia: chi non ha nulla da dichiarare passa, chi supera le franchigie deve fermarsi. Non dichiarare quando si dovrebbe è un’infrazione doganale e può comportare multe ben superiori al risparmio ottenuto sulla spesa. I controlli nella fascia di confine ticinese sono frequenti, soprattutto nei fine settimana.

5. Il rimborso dell’IVA italiana: il Tax Free dai 70 euro in su

C’è anche il lato italiano della medaglia. Da residente fuori dall’Unione europea — e la Svizzera lo è — puoi farti rimborsare l’IVA italiana sugli acquisti, con la procedura del Tax Free shopping. La soglia minima è stata abbassata: oggi basta una fattura superiore a 70 euro (era 154,94 euro fino a inizio 2024) [12].

Le condizioni: la merce deve essere per uso personale o familiare e trasportata nel bagaglio; sulla fattura vanno indicati i tuoi dati e gli estremi del passaporto o di un documento equipollente; i beni devono uscire dal territorio UE entro il terzo mese dall’emissione della fattura, con il visto doganale apposto in uscita (oggi digitalizzato tramite il sistema OTELLO). Sommando l’IVA italiana recuperata e i prezzi spesso più bassi oltre confine, per molti ticinesi il conto resta favorevole — ma solo se si resta nelle regole svizzere all’ingresso.

6. Un esempio concreto con i numeri

Famiglia di tre persone (due adulti e un figlio) che fa la spesa grossa a Como. Franchigia complessiva: 450 CHF (150 a testa). Carrello: 280 franchi di alimentari vari, una cassa di vino da 4 litri, 800 grammi di carne a persona.

  • Valore: 280 franchi, ben sotto i 450 di franchigia complessiva → nessuna IVA da pagare;
  • Vino: 4 litri totali, sotto i 5 litri a persona → nessun dazio;
  • Carne: 2,4 kg totali su un limite di 3 kg (1 kg × 3) → nessun dazio.

Tutto in regola. Ma se la stessa famiglia aggiungesse un televisore da 500 franchi, quell’unico oggetto supererebbe da solo la soglia individuale: andrebbe dichiarato e l’IVA dell’8,1% si applicherebbe sul suo intero valore.

7. Gli errori più comuni da evitare

  • Ragionare ancora con i 300 franchi: il limite è la metà dal 2025.
  • Dimenticare che l’IVA si paga sul totale, non sull’eccedenza, una volta superata la soglia.
  • Confondere il limite di valore con le franchigie quantitative: si possono superare separatamente.
  • Non sommare il pieno di benzina: anche fare il pieno in franchi nella fascia di confine segue regole proprie e va tenuto distinto dalla franchigia sulle merci.
  • Rinunciare al rimborso IVA per pochi euro sopra soglia: dai 70 euro di fattura conviene chiedere il Tax Free.

In breve: la checklist prima di tornare in Svizzera

  • Conta i passeggeri: ogni persona vale 150 CHF di franchigia.
  • Tieni la spesa complessiva sotto la soglia o preparati a dichiarare.
  • Verifica carne, alcol e tabacco: hanno limiti a parte.
  • Se superi, usa l’app QuickZoll per pagare in anticipo.
  • In Italia, chiedi la fattura Tax Free oltre i 70 euro e fai apporre il visto doganale all’uscita.

Per chi attraversa il confine ogni giorno per lavoro le regole sono in parte diverse: vale la pena leggere la nostra scheda dedicata al frontaliero, e capire perché il costo della vita più basso oltre confine spinge sempre più ticinesi a fare acquisti — e talvolta a trasferirsi — in Lombardia.

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# Ticino

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