A differenza degli assegni ordinari, questi due sostegni cantonali non arrivano in automatico con la busta paga: vanno chiesti. Chi sono, in cosa si differenziano l’AFI e l’API, quali soglie di reddito contano e come presentare domanda al Comune senza perdere le mensilità arretrate.
In Ticino, oltre ai classici assegni per figli che il datore di lavoro versa insieme allo stipendio, esistono due prestazioni cantonali pensate per le famiglie con redditi modesti: l’assegno familiare integrativo (AFI) e l’assegno di prima infanzia (API). Sono aiuti che possono valere diverse migliaia di franchi all’anno, ma che in tanti non riscuotono per un motivo semplice: non sanno di averne diritto, o non sanno che vanno richiesti attivamente. Questa guida spiega, passo per passo, chi ne può beneficiare, quanto valgono e come inoltrare la domanda.
1. Cosa sono AFI e API (e perché sono diversi dagli assegni ordinari)
Prima di tutto, una distinzione che confonde molte famiglie. Gli assegni familiari ordinari — 215 CHF al mese per ogni figlio fino a 16 anni e 268 CHF al mese per i figli in formazione fino a 25 anni — spettano a chiunque lavori, indipendentemente dal reddito, e vengono pagati tramite il datore di lavoro o la cassa di compensazione.
L’AFI e l’API funzionano in modo completamente diverso. Sono prestazioni legate alla situazione economica della famiglia: si ottengono solo se il reddito resta sotto una determinata soglia, calcolata secondo il modello delle prestazioni complementari (la cosiddetta Laps, la legge cantonale sull’armonizzazione delle prestazioni sociali). In compenso, prescindono dallo statuto professionale: possono chiederli i salariati, gli indipendenti, ma anche le persone senza attività lucrativa o i disoccupati. In sostanza, sono uno strumento anti-povertà per i nuclei con figli, non un diritto universale.
2. AFI: per chi, fino a che età, quanto
L’assegno familiare integrativo è la prima delle due prestazioni. Copre il fabbisogno del figlio ed è riconosciuto per i figli che non hanno ancora compiuto i quindici anni.
Gli importi sono definiti dalle soglie d’intervento della Laps. Per il 2026 l’importo massimo annuo dell’AFI è:
- 9’816 CHF per il primo e il secondo figlio;
- 6’543 CHF per il terzo e il quarto figlio;
- 3’272 CHF per ogni figlio ulteriore.
Attenzione: si tratta di importi massimi. La cifra effettiva dipende dal divario fra il reddito disponibile della famiglia e il suo fabbisogno riconosciuto: più il reddito è vicino alla soglia, minore sarà l’assegno. L’AFI è finanziato tramite un contributo dello 0,15% prelevato su datori di lavoro, salariati e indipendenti.
3. API: il sostegno per la prima infanzia
L’assegno di prima infanzia si aggiunge all’AFI e ha una logica più ampia: non copre solo il fabbisogno del figlio, ma quello dell’intera famiglia. È pensato per il periodo in cui uno dei genitori tende a ridurre o sospendere il lavoro per accudire i bambini più piccoli.
L’API viene riconosciuto fino alla fine del mese in cui l’ultimo figlio inizia l’obbligo scolastico ai sensi della legge della scuola. In pratica, accompagna la famiglia per tutta la fase pre-scolastica. A differenza dell’AFI, è interamente finanziato dal Cantone. Va sempre in combinazione con l’assegno integrativo: non esiste un API "da solo".
Un dettaglio che pesa nel calcolo: se in famiglia c’è un genitore o un convivente che non lavora a tempo pieno pur potendo farlo, la cassa può computare un reddito ipotetico pari a quanto quella persona potrebbe ragionevolmente guadagnare. È una regola che serve a evitare abusi, ma che conviene conoscere prima di fare i conti.
4. I requisiti: domicilio, coabitazione e la soglia di reddito
Per avere diritto ad AFI e API occorrono, cumulativamente, alcune condizioni:
- essere domiciliati in Ticino al momento della richiesta;
- coabitare con il figlio (per l’AFI basta anche una coabitazione parziale; per l’API la convivenza dev’essere costante);
- avere il domicilio nel Cantone da almeno tre anni se cittadini svizzeri, o da almeno cinque anni se cittadini stranieri;
- soddisfare i requisiti di reddito della Laps.
Il requisito del domicilio è dirimente per un punto spesso frainteso: i lavoratori frontalieri che risiedono in Italia hanno diritto agli assegni ordinari secondo il coordinamento europeo, ma non ad AFI e API, che restano riservati a chi è domiciliato nel Cantone. Il criterio economico, invece, è lo stesso spirito che regola anche la riduzione dei premi della cassa malati (RIPAM): si guarda al reddito e alla sostanza dell’intero nucleo, non solo del richiedente.
5. Quanto si può ottenere: un esempio concreto
Prendiamo una famiglia monoparentale con un figlio di due anni, domiciliata a Bellinzona da sei anni, in cui il genitore lavora a tempo parziale e il reddito disponibile resta sotto il fabbisogno riconosciuto dalla Laps. Questo nucleo può cumulare, nello stesso mese, sia l’AFI (fino a 9’816 CHF l’anno per il figlio) sia l’API (che copre il fabbisogno dell’intera famiglia fino all’ingresso a scuola del bambino).
La somma dei due assegni può fare la differenza fra un bilancio in rosso e uno in pareggio: parliamo di prestazioni che, nei casi di reddito più basso, possono valere l’equivalente di una o due mensilità di stipendio all’anno. Per farsi un’idea del fabbisogno di partenza, può essere utile ragionare su quanto serve davvero per vivere in Ticino con dei figli a carico. Il calcolo preciso, però, lo fa solo la cassa cantonale sulla base della vostra dichiarazione: non esistono importi "standard".
6. Come fare domanda (e perché non conviene aspettare)
Ecco il punto operativo. AFI e API non sono automatici: nessuno ve li accredita se non presentate la richiesta. E qui c’è la trappola più costosa: il diritto nasce il primo giorno del mese in cui si deposita la domanda, non da quando sono maturate le condizioni. Aspettare mesi prima di presentarla significa quindi perdere denaro che non verrà recuperato a ritroso.
La procedura è la seguente:
- Rivolgetevi al vostro Comune di domicilio, che fissa un appuntamento presso il competente Sportello regionale Laps.
- Preparate la documentazione su redditi, sostanza e composizione del nucleo familiare (l’ultima notifica di tassazione, i giustificativi di salario o delle prestazioni sociali percepite).
- La Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari — Servizio centrale delle prestazioni sociali — accerta il diritto e calcola l’importo.
- Il diritto va rinnovato e ogni cambiamento della situazione economica o familiare (nuovo lavoro, variazione di reddito, nascita o partenza di un figlio, cambio di stato civile) va comunicato subito: gli assegni percepiti indebitamente vanno restituiti.
Checklist finale, prima di lasciar perdere pensando "tanto non ne ho diritto":
- Ho figli sotto i 15 anni (AFI) o in età pre-scolastica (API)?
- Sono domiciliato in Ticino da almeno 3 anni (svizzero) o 5 anni (straniero)?
- Il reddito del mio nucleo è basso o vicino al minimo vitale?
- Se anche una sola risposta è "sì", vale la pena chiedere una verifica al Comune: la valutazione è gratuita e l’assegno decorre dal mese della domanda.
Nel dubbio, il primo passo costa solo una telefonata. La Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari a Bellinzona (tel. +41 91 821 91 41) e lo Sportello Laps del proprio Comune sono i riferimenti per capire, numeri alla mano, se la vostra famiglia rientra fra gli aventi diritto.
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