Fuga dei laureati: il Ticino perde 495 giovani l’anno verso gli altri cantoni, solo uno su due torna

Claudio Galli

14 Settembre 2026 - 07:10

condividi
Facebook
twitter whatsapp

I dati Ustat pubblicati in questi giorni fotografano dove va chi lascia il Cantone dopo gli studi, perché sceglie Zurigo e quali strumenti restano oggi a chi vuole tornare o comunque restare agganciato al mercato del lavoro ticinese.

Fuga dei laureati: il Ticino perde 495 giovani l'anno verso gli altri cantoni, solo uno su due torna

Il Cantone non invecchia solo grazie all’immigrazione dall’estero: sui giovani tra i 25 e i 35 anni, il saldo migratorio complessivo resta infatti positivo. Ma se si guarda ai soli movimenti interni alla Confederazione, l’analisi diffusa dall’Ufficio di statistica cantonale (Ustat) e illustrata da Francesco Giudici, responsabile del Settore società dell’ufficio, mostra un Ticino che tra il 2015 e il 2024 ha perso in media 495 persone all’anno verso gli altri cantoni. Una parte rilevante di questo flusso ha come destinazione finale Zurigo, che resta la piazza più attrattiva per opportunità professionali e formative.

Perché Zurigo pesa più del Ticino

Il motivo non è un mistero e ha basi salariali misurabili: gli stipendi restano più alti a nord delle Alpi, e il Ticino occupa da anni l’ultimo posto della classifica cantonale sia per le posizioni qualificate sia per quelle meno qualificate. Questo scarto, che secondo i dati più alte e più basse rispetto al resto della Svizzera è documentato in oltre il 20%, spiega perché chi si forma altrove trovi spesso convenienza a restarci: un neolaureato che pesa il proprio futuro professionale guarda al salario di partenza tanto quanto al costo della vita.

Chi parte, chi torna

I flussi non sono tutti uguali. Chi completa la formazione restando in Ticino continua a lavorare nel Cantone in nove casi su dieci a distanza di cinque anni, un dato coerente con quanto emerge sugli studenti dell’Università della Svizzera italiana, che trovano lavoro in tempi rapidi e in oltre un terzo dei casi restano occupati sul territorio cantonale. Chi invece attraversa il Gottardo per studiare in un ateneo o in un politecnico d’Oltralpe rientra solo nel 55% dei casi: un laureato su due, semplicemente, resta dove si è formato.

Cosa cambia per chi resta agganciato al Ticino

Secondo l’Ustat, la tendenza non è legata a un’annata favorevole ma è strutturale e destinata a proseguire, salvo shock macroeconomici o internazionali capaci di ribaltare gli equilibri attuali. La concorrenza per i giovani lavoratori qualificati, avverte l’ufficio cantonale, è destinata anzi ad aumentare quando la generazione dei baby boomer lascerà progressivamente il mercato del lavoro.

Qualcosa, però, si muove anche sul fronte dei collegamenti: da quando la galleria di base del San Gottardo è pienamente operativa, i tempi di percorrenza verso i centri della Svizzera tedesca si sono ridotti in modo strutturale, e gli orari ferroviari aggiornati offrono già oggi collegamenti diretti più frequenti tra il Cantone e Zurigo. Unito alla diffusione dello smart working, questo rende meno definitivo il trasferimento a nord delle Alpi: sempre più professionisti mantengono un legame di lavoro o di residenza parziale con il Ticino anche dopo essersi stabiliti altrove.

Per chi sta valutando se restare, tornare o accettare un’offerta a Zurigo, il primo passo resta verificare la propria posizione salariale rispetto al mercato cantonale prima di decidere: è quel confronto, più di ogni altro fattore, a orientare oggi le scelte dei giovani ticinesi.

Argomenti

# Ticino
# Zurigo

Iscriviti alla newsletter