La legge speciale del Consiglio federale copre la metà dei costi residui delle infrastrutture comunali oltre i 1’500 franchi per abitante, a condizione che il Cantone contribuisca in misura comparabile. Le perdite dei privati restano escluse e le richieste vanno inoltrate all’UFAM entro il 31 dicembre 2030.
Mercoledì 4 novembre il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento una legge speciale e un decreto di finanziamento. Prevedono un aiuto straordinario e una tantum di 19 milioni di franchi ai Comuni più colpiti dal maltempo di fine giugno 2024 in Ticino, Grigioni e Vallese. Secondo il Corriere del Ticino, la parte più consistente va in Vallemaggia: 13 milioni per Cevio e Lavizzara.
Le alluvioni di quell’estate hanno causato dieci morti, ricorda laRegione, e tre persone risultano ancora disperse. Sono passati 29 mesi, sottolinea Ticinonews, e ora la parola spetta alle Camere federali.
Come si dividono i 19 milioni
Oltre ai 13 milioni per il Ticino, scrive il Corriere del Ticino, il pacchetto prevede 1 milione per i Grigioni, dove i Comuni interessati sono Lostallo e Soazza in Mesolcina. Altri 2 milioni vanno a quattro Comuni vallesani e 3 milioni restano di riserva. L’elenco dei Comuni si basa su dati di maggio 2026 e non è definitivo.
Le cifre sono cambiate rispetto al progetto messo in consultazione nel novembre 2025. Come riportava allora tvsvizzera.it (Keystone-ATS), il credito iniziale era di 17 milioni: 10 a Cevio e Lavizzara, 2 a Lostallo e Soazza, 1 al Vallese e 4 di riserva. Nel messaggio definitivo la stima è salita a 19 milioni, mentre la riserva per le incertezze è scesa dal 30% al 20%. Lo stesso messaggio, secondo il Corriere del Ticino, non esclude che il contributo federale superi i 20 milioni, perché i costi finali restano incerti.
La consultazione si era chiusa il 12 marzo 2026 con 36 pareri: l’86% favorevoli o piuttosto favorevoli, l’8% contrari. Alcuni partecipanti hanno criticato la soluzione «caso per caso» e chiesto una regola nazionale duratura. In autunno il Parlamento ha però respinto una mozione che voleva rafforzare il sostegno federale in caso di catastrofi naturali.
La regola dei 1’500 franchi per abitante
Il principio è quello annunciato nel comunicato del Consiglio federale del 23 maggio 2025: Confederazione e Cantoni si dividono a metà i costi residui dei Comuni più colpiti. Il messaggio fissa ora una soglia: i primi 1’500 franchi di spese residue per abitante restano al Comune. Oltre questa soglia Berna paga il 50%, purché il Cantone contribuisca in misura comparabile.
Secondo tvsvizzera.it la soglia riprende l’aiuto concesso a Obvaldo nel 2008, allora di 1’000 franchi per abitante, adeguato al rincaro. Restano escluse le opere successive, come nuove protezioni. Se un’infrastruttura viene rifatta con uno standard migliore di quello precedente all’estate 2024, Berna non cofinanzia la parte di miglioramento.
Le domande vanno presentate all’UFAM (l’Ufficio federale dell’ambiente), che decide gli importi e versa gli aiuti ai Cantoni. Ai Cantoni spetta la verifica dei conteggi. Il termine per le richieste è il 31 dicembre 2030 e la legge resterà in vigore fino alla fine del 2031.
Cosa cambia per chi vive in Vallemaggia e in Mesolcina
L’aiuto riguarda soltanto le infrastrutture comunali: come precisa il Corriere del Ticino, i danni dei privati non sono coperti da questa legge.
Poi c’è la sproporzione tra danni e aiuti. Per Cevio e Lavizzara i danni sono stimati in circa 100 milioni di franchi, con costi residui oltre i 41 milioni. Il carico delle misure immediate e del ripristino arriva a 46’940 franchi per abitante, sempre secondo il Corriere del Ticino. Tra le opere distrutte c’è il ponte di Visletto, ricorda Ticinonews. Il conto riguarda anche la Val Lavizzara, la valle della cava di marmo di Peccia.
Una parte importante dell’onere ricade sul Cantone, che deve mettere una quota comparabile a quella federale proprio mentre i conti del Cantone presentano un preventivo 2027 in rosso. Nella richiesta formale del marzo 2025 il Cantone aveva chiesto 17 milioni. I 13 milioni attuali restano una stima: i soldi arriveranno solo dopo il via libera delle Camere e la verifica dei conteggi.
Al Corriere del Ticino il consigliere di Stato Piero Marchesi, direttore del Dipartimento del territorio, ha parlato di una «risposta concreta alla Vallemaggia». Se si dimostreranno costi maggiori, ha aggiunto, potrebbero arrivare altri contributi. Marchesi prevede l’approvazione dei crediti nella primavera o nell’estate 2027. Il consigliere nazionale PS Bruno Storni, presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali, ritiene che la legge «verrà accettata». Avrebbe però potuto, osserva, «tenere conto anche della forza finanziaria dei Comuni».
Tempi lunghi e polemica con Berna
Il percorso è stato tortuoso. Nel settembre 2024 Berna aveva chiesto crediti aggiuntivi per 56,5 milioni a favore di cinque Cantoni, di cui 7,5 per il Ticino, destinati a misure immediate e al ripristino delle opere di protezione. Circa due mesi dopo il Consiglio federale aveva escluso altri aiuti: a suo giudizio le leggi in vigore non lo permettevano. La svolta è arrivata il 21 maggio 2025, con un aiuto straordinario e volontario legato a una legge apposita. All’epoca il DATEC (il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni) stimava in 36 milioni i costi residui a carico della Confederazione.
Sui tempi è intervenuto con durezza il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. Lo stesso 4 novembre, riporta Ticinonline, il Consiglio federale ha deciso di assumersi 1,5 milioni di franchi di spese per le vittime italiane del rogo di Crans-Montana, senza chiedere rimborsi. Sui social Gobbi ha denunciato «ostacoli burocratici» per le comunità ticinesi, che dopo oltre due anni ricevono aiuti «con il contagocce». Il rispetto per le vittime «è fuori discussione», ha scritto, ma la differenza di trattamento lascia «un profondo senso di amarezza». Già a marzo, chiusa la consultazione, il governo ticinese aveva citato i 5 milioni di solidarietà per Blatten approvati «nel giro di poche settimane». Anche Marchesi, a Ticinonews, ha detto che «i tempi andrebbero velocizzati».
Le cose da sapere
- Aiuto federale una tantum di 19 milioni: 13 al Ticino, 1 ai Grigioni, 2 al Vallese, 3 di riserva.
- Il Comune paga i primi 1’500 franchi di costi residui per abitante; oltre questa soglia Berna copre il 50% se il Cantone contribuisce in misura comparabile.
- Sono escluse le perdite dei privati e i miglioramenti rispetto alla situazione prima del 2024.
- Prossima tappa il voto delle Camere: secondo Marchesi, l’approvazione potrebbe arrivare tra la primavera e l’estate 2027.
- Le richieste vanno inoltrate all’UFAM entro il 31 dicembre 2030.
Fonti: Corriere del Ticino, Ticinonline, Ticinonews, laRegione, tvsvizzera.it/Keystone-ATS, comunicato del Consiglio federale del 23 maggio 2025
Foto: Arkelin, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter