Eurozona, l’inflazione rallenta all’8,5%. In Italia scende al 9,2%

Chiara De Carli

2 Marzo 2023 - 13:06

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Se da un lato la pressione dei prezzi energetici diminuisce, dall’alto gli alimenti continuano ad aumentare.

Eurozona, l'inflazione rallenta all'8,5%. In Italia scende al 9,2%

L’inflazione nell’eurozona rallenta a febbraio, attestandosi all’8,5% in calo rispetto all’8,6% di gennaio, secondo la stima flash di Eurostat.
A contribuire al tasso più elevato saranno soprattutto i prodotti alimentari, alcolici e tabacco (+15%, in aumento rispetto al 14,1% di gennaio), seguiti dai beni energetici (+13,7%, rispetto al 18,9% di gennaio), dai beni industriali non energetici (6,8%, rispetto al 6,7% di gennaio) e dei servizi (4,8% rispetto al 4,4% di gennaio).
I Paesi Baltici sono ancora le nazioni con la pressione inflazionistica più alta. Al primo posto, infatti, la Lettonia (20,1%) a cui fa seguito Estonia (17,8%) e Lituania (17,2%). In Germania è al 9,3%. In Francia al 7,2% e in Spagna al 6,1%. Il Paese con il tasso più basso tra i 20 è il Lussemburgo, al 4,8%.

Fare la spesa costa ancora di più

Nella vicina Italia, secondo le stime preliminari Istat, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su mese e del 9,2% su anno, a fronte del +10% di gennaio. L’inflazione core, al netto di energetici e alimentari freschi, segna un aumento al 6,4% dal 6%, al netto dei soli prodotto energetici a 6,5% da 6,2%.
L’inflazione acquisita nel 2023 è pari al 5,5% per l’indice generale e al 3,7% per la componente di fondo. La fase di rallentamento dell’inflazione viene dunque confermata, in modo particolare grazie all’allentamento dei prezzi e delle tensioni sui prodotti energetici. Mentre rimangono al rialzo i prezzi dei beni alimentari, lavorati e non, tabacchi e servizi.
Per il Codacons il calo però è illusorio, «dovuto unicamente alla rapida discesa dei beni energetici, mentre i prezzi del carrello della spesa e dei generi ad alta frequenza di acquisto continuano a salire, svuotando le tasche delle famiglie».

Governo francese alla ricerca di una ricetta contro il caro vita

Intanto in Francia, di fronte al rialzo dei prezzi degli alimentari superiori al 14% su base annua nel mese di febbraio, il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ha dichiarato di voler individuare un dispositivo a sostegno di tutti i suoi connazionali, poiché «tutti sono colpiti dall’inflazione alimentare». Alla misura stanno lavorando «da diversi giorni», ha aggiunto a lato del sopralluogo al Salone dell’Agricoltura di Parigi. L’obiettivo è un’entrata in vigore entro il 15 marzo.

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