Non siate così ottimisti: l’economia svizzera è fragile e pronta a deludere

Sara Bracchetti

2 Giugno 2023 - 10:13

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Secondo Economiesuisse, i primi tre mesi di quest’anno sono stati uno specchietto per le allodole: i segnali positivi saranno vanificati nel prosieguo dell’anno e la crescita sarà molto più lenta di quanto sperato.

Non siate così ottimisti: l'economia svizzera è fragile e pronta a deludere

Per la ripresa? C’è ancora tempo, e più di quanto si sperasse. Almeno secondo Economiesuisse, che parla di una crescita economica ancora fragile, pronta a smentire un primo trimestre foriero di promesse. Secondo l’associazione, i prossimi mesi annulleranno l’effetto di quanto di buono accaduto nei primi tre del 2023: il deterioramento sarebbe già cominciato e il prodotto interno lordo dovrebbe crescere solo dello 0,6%. Nulla di bello si attende nemmeno nel 2024, che, con uno 0,9% previsto, rimarrà al di sotto del livello di crescita potenziale.

Solo un poco meglio dell’Ue

Inflazione, incremento dei prezzi, carenza di manodopera: eccole, le principali ragioni del pessimismo, che affondano radici principalmente nella guerra in Ucraina. Se è vero che l’energia e i generi alimentari mostrano segni positivi, grazie a una diminuzione sia pur modesta rispetto allo scorso anno, altri prodotti paiono aumentare, complice un tasso di inflazione di base negli Stati Uniti superiore al tasso dell’evoluzione media dei prezzi. Una situazione, dunque, generalizzata, che riguarda anche l’Unione Europea, alla quale la Svizzera si affianca nell’evidenziare segni di debolezza, sia pur meno marcati. In America e nel resto d’Europa, in particolare, la spirale salari-prezzi troppo avanzata, che le banche centrali non hanno cntrastato per tempo, impedisce una inversione di tendenza più rapida, su cui i recenti e forti aumenti dei tassi di interesse non hanno portato contributo significativo.

Porte aperte alla recessione

Ormai è evidente, sottolinea Economiesuisse nella sua analisi, che «la lotta all’inflazione non è "gratuita"»: per riportarla cioè al 2%, sarà necessario un periodo di recessione e sviluppo economico più debole. Negli Stati Uniti i segnali ci sono già, ma anche in Germania e, in generale, nella zona euro. Solo la Cina è in ripresa, a causa delle lunghe restrizioni subite in tempo di pandemia e di un processo di recupero che, iniziato più tardi, è ancora in corso. Di ciò può beneficiare il mercato, grazie a scambi di merci Est-Ovest tornato ormai alla normalità, sia pur - fattore non trascurabile - con prezzi più elevati rispetto al pre-Coronavirus.

I problemi dell’export industriale

Tutto questo penalizza la Svizzera per quanto riguarda le esportazioni. Le maggiori lamentele arrivano dall’industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, chimica, pronte a scommettere su un calo significativo del valore aggiunto. Molte aziende sono alle prese con difficoltà nell’acquisto tempestivo di prodotti all’ingrosso. Meglio va al settore farmaceutico e all’industria orologiera, in fase di espansione nonostante il crollo dei consumi in Occidente nel segmento di prezzo basso: ma non in Asia o nei segmenti di prezzo più elevati. In questo senso, "aiuta" l’inflazione, dal momento che orologi di valore e gioielli garantiscono una certa protezione contro di essa. In ribasso, inoltre, le esportazioni di servizi finanziari.

Carenza di manodopera nel mercato interno

Più felice il mercato interno. Le banche stanno beneficiando degli aumenti dei tassi d’interesse, mentre nei settori parastatali, come la sanità, l’amministrazione pubblica o il settore dell’energia, si segnala una buona ripresa. In crescita anchei servizi di consulenza, fiduciari e legali, mentre stampa e telecomunicazioni hanno poco di cui gioire. Vacilla poi l’edilizia privata di carattere residenziale. A inibire la crescita, una grave carenza di manodopera e le difficili assunzioni di personale qualificato; di riflesso, si registra un incremento dei salari in diversi settori.

Tasso d’inflazione sopra il 2% nel 2024

Se il lento apprezzamento del franco sta rallentando l’inflazione importata, la Svizzera resta vittima dello sviluppo dell’inflazione internazionale, con un tasso d’inflazione che, per questo, si prevede rimarrà tenacemente al di sopra della soglia del 2% nel 2024. Economiesuisse propende dunque per un prossimo intervento della Banca nazionale svizzera sui tassi d’interesse e tassi che a breve termine saliranno al 2%.

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