Dal 2025 il limite di valore esente da IVA è sceso da 300 a 150 franchi a persona: ecco cosa puoi davvero portare oltre confine senza pagare nulla, quando scatta l’imposta, quanto puoi importare di carne, alcol e tabacco e come farti restituire l’IVA italiana del 22%.
Per chi vive in Ticino fare la spesa nel comasco o nel varesotto è un’abitudine: prezzi più bassi e, con il franco forte, un potere d’acquisto che oltre confine rende parecchio. Ma le regole doganali sono cambiate e molti se ne accorgono solo quando vengono fermati al valico. Questa guida mette in fila, passo per passo, cosa puoi importare in franchigia (cioè senza pagare nulla), quando scatta l’IVA svizzera e come recuperare l’imposta pagata in Italia.
1. La regola base: la franchigia di valore è scesa a 150 franchi
Il punto di partenza è il limite di valore — la cosiddetta franchigia di valore. Dal 1° gennaio 2025 è stato dimezzato da 300 a 150 franchi a persona al giorno. Significa che ogni persona che entra in Svizzera può importare merce per uso personale (o come regalo) fino a 150 CHF di valore complessivo senza pagare l’IVA all’importazione. Superata quella soglia, l’imposta si applica sul valore totale della merce, non solo sulla parte eccedente.
Due precisazioni che fanno la differenza al valico:
- la franchigia è a testa: una coppia che viaggia insieme dispone di 300 CHF complessivi, una famiglia di quattro di 600 CHF, ma il conteggio segue i beni di ciascuna persona e non si possono sommare gli acquisti su un solo articolo costoso;
- vale una sola volta al giorno: non si può uscire e rientrare più volte per moltiplicare il plafond.
La franchigia di valore riguarda l’IVA. Per alcuni prodotti — in particolare le derrate alimentari, l’alcol e il tabacco — esistono in più dei limiti di quantità, che funzionano in modo indipendente dal valore (vedi punto 2).
2. Le quantità ammesse: carne, alcol, tabacco
Oltre al tetto di valore, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) fissa le franchigie quantitative: quantità massime che puoi importare senza dazio, sempre per persona e per giorno. Le principali:
- Carne e preparati di carne (esclusi selvaggina e pesce): fino a 1 kg;
- Burro e oli/grassi alimentari: fino a 5 kg complessivi;
- Bevande alcoliche fino al 18% vol. (vino, birra): 5 litri; oltre il 18% vol. (superalcolici): 1 litro — solo dai 17 anni;
- Tabacco: 250 sigarette o sigari, oppure 250 g di altri prodotti del tabacco — solo dai 17 anni.
Sotto questi limiti non paghi nulla, anche se il valore della spesa alimentare rientra comunque nel calcolo della franchigia di 150 CHF. La carne è il prodotto su cui si inciampa più spesso: il chilo a testa si raggiunge in fretta con qualche bistecca e un po’ di salumi.
3. Cosa paghi se superi i limiti
Qui conviene distinguere due cose, perché si pagano in modo diverso.
Se superi la franchigia di valore di 150 CHF, paghi l’IVA svizzera all’importazione sul valore totale: 2,6% sulle derrate alimentari e sulla maggior parte dei beni di prima necessità, 8,1% sul resto (vestiti, elettronica, oggetti per la casa). Su una spesa da 400 CHF di soli alimentari, per esempio, l’imposta è di circa 10 CHF: poco, ma va dichiarata.
Se superi invece le franchigie quantitative (più di 1 kg di carne, più di 5 litri di vino e così via), oltre all’IVA paghi anche il dazio, calcolato per peso. Sulla carne il dazio è particolarmente salato — diversi franchi al chilo a seconda del taglio — al punto che spesso conviene fermarsi al chilo a testa. Gli importi esatti per ogni merce si trovano nella tariffa doganale ufficiale Tares.
4. Pagare in franchi o in euro? Occhio al cambio
Il vantaggio del franco forte è reale, ma si perde in fretta se non si fa attenzione a come si paga. Sotto confine molti esercizi accettano i franchi, ma applicano un cambio EUR/CHF meno favorevole di quello bancario: in pratica una piccola commissione nascosta. La stessa dinamica si vede da anni alle pompe di benzina della fascia di confine, dove fare il pieno in franchi può costare fino a 10 centesimi in più al litro.
La regola pratica è semplice: paga in euro con una carta che applica il cambio reale (molte carte e neobanche svizzere lo fanno senza sovrapprezzo), oppure preleva contanti in euro a un buon tasso. È lo stesso ragionamento che ha spostato oltre confine il pieno di carburante di migliaia di ticinesi, al punto che in alcune zone le vendite dei distributori svizzeri sono crollate del 90%.
5. Recuperare l’IVA italiana del 22%
C’è un secondo risparmio che in pochi sfruttano. Da residente in Svizzera (Paese fuori dall’UE) hai diritto, a certe condizioni, al rimborso dell’IVA italiana — il 22% sulla maggior parte dei beni — quando esporti la merce acquistata. È il meccanismo del tax free shopping, pensato per chi acquista in un negozio aderente e porta i beni fuori dall’Unione europea.
Come funziona, in sintesi:
- l’acquisto deve superare la soglia minima di 70 EUR (per scontrino, nello stesso negozio aderente al circuito tax free);
- al momento dell’acquisto chiedi la fattura tax free;
- all’uscita dall’UE devi far validare l’esportazione (timbro doganale o conferma digitale) e poi ottieni il rimborso secondo le modalità del circuito.
Vale soprattutto per acquisti di un certo importo — abbigliamento, elettronica, oggetti — non per la spesa al supermercato. Sul fronte svizzero, l’IVA estera rimborsata e quella svizzera all’importazione sono due cose distinte: i dettagli sono sulla pagina UDSC dedicata alla restituzione dell’IVA estera.
6. L’app QuickZoll: dichiarare ed evitare la coda
Se sai già di superare la franchigia, non serve fermarsi allo sportello: l’UDSC mette a disposizione l’app gratuita QuickZoll, con cui dichiari la merce e paghi l’IVA (e gli eventuali dazi) dal telefono, prima di attraversare il confine. È il modo più rapido per metterti in regola senza code, ed è anche utile per calcolare in anticipo quanto dovrai pagare. La dichiarazione spontanea, del resto, è sempre la scelta giusta: chi viene fermato con merce non dichiarata oltre i limiti rischia il pagamento dell’imposta più una multa.
Esempio concreto
Marco e Sara, coppia di Lugano, fanno la spesa del weekend a Como. Carrello: 220 CHF di alimentari (formaggi, pasta, conserve), 4 bottiglie di vino, 1,2 kg di carne, una giacca da 180 CHF.
- Valore: 220 + vino + 180 = ben oltre i 300 CHF della loro franchigia combinata → scatta l’IVA all’importazione (2,6% sugli alimentari, 8,1% sulla giacca).
- Vino: 4 bottiglie ≈ 3 litri, sotto i 5 litri a testa → nessun dazio.
- Carne: 1,2 kg in due → sotto i 2 kg complessivi (1 kg a testa) → nessun dazio.
- Giacca da 180 CHF: sopra i 70 EUR → possono chiedere la fattura tax free e recuperare l’IVA italiana al rientro.
Dichiarando tutto con QuickZoll pagano pochi franchi di IVA ed evitano sorprese.
In pratica: la checklist prima di partire
- Verifica di restare entro 150 CHF a testa se vuoi evitare del tutto l’IVA;
- Tieni d’occhio i limiti di quantità: massimo 1 kg di carne e 5 litri di vino a persona;
- Paga in euro al cambio reale, non in franchi al cambio del negozio;
- Per gli acquisti sopra 70 EUR, chiedi la fattura tax free e fai validare l’esportazione;
- Se superi le soglie, dichiara con QuickZoll prima del valico;
- In caso di dubbio sui dazi, consulta la pagina ufficiale dell’UDSC sull’importazione o la tariffa Tares.
Con un minimo di attenzione, la spesa oltre confine resta conveniente — ma il risparmio vero si fa rispettando le regole e curando il cambio, non rischiando la multa per qualche chilo di carne di troppo. Non è un caso che il divario di costi spinga ormai sempre più ticinesi a trasferirsi oltre confine.
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