Tredicesima AVS: il primo versamento arriva a dicembre 2026, ecco chi la riceve e quanto vale (da 1’260 a 2’520 CHF)

Claudio Galli

31 Luglio 2026 - 13:10

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Una rendita mensile in più, automatica e senza domande da presentare: dal prossimo dicembre l’AVS paga tredici volte l’anno. Chi ne ha diritto e chi resta fuori, come cambiano i conti per le coppie sposate, perché chi incassa le prestazioni complementari la riceve per intero e che cosa entra in vigore già dal 1° agosto.

Tredicesima AVS: il primo versamento arriva a dicembre 2026, ecco chi la riceve e quanto vale (da 1'260 a 2'520 CHF)

A dicembre 2026 i pensionati svizzeri troveranno sul conto una rendita in più. Per la prima volta l’AVS — l’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti, il 1° pilastro del sistema previdenziale svizzero — versa una tredicesima mensilità, decisa dal popolo con il voto del 3 marzo 2024. Il pagamento è automatico e retroattivo su tutta la platea: non serve presentare alcuna domanda, la cassa di compensazione accredita l’importo insieme alla rendita ordinaria di dicembre, di norma attorno al 20 del mese.

Chi percepisce già oggi una rendita di vecchiaia non deve quindi muovere un dito. Vale però la pena capire quanto arriva davvero, perché per alcune categorie di pensionati la cifra è diversa da quella che ci si aspetta e per le coppie sposate scatta un tetto che riduce il conto.

Quanto vale: da 1’260 a 2’520 franchi

La regola è semplice: la tredicesima è pari a un dodicesimo della rendita annua, cioè a una mensilità aggiuntiva. Chi riceve la rendita minima incassa quindi 1’260 CHF in più, chi riceve la rendita massima da singolo arriva a 2’520 CHF. L’importo esatto si conosce solo a dicembre, perché la rendita può cambiare nel corso dell’anno.

SituazioneRendita mensile 2026Tredicesima a dicembreTotale annuo con 13ª
Rendita minima (singolo) 1’260 CHF 1’260 CHF 16’380 CHF
Rendita massima (singolo) 2’520 CHF 2’520 CHF 32’760 CHF
Coppia sposata (tetto 150%) 3’780 CHF fino a 3’780 CHF fino a 49’145 CHF

Un dettaglio tecnico che riguarda soprattutto le donne della generazione di transizione della riforma AVS 21: il supplemento di rendita, le rendite per i figli e la rendita completiva non vengono conteggiati nel calcolo della tredicesima. Su quelle voci la mensilità in più non matura.

Chi la riceve e chi resta escluso

Qui sta il punto meno intuitivo. La tredicesima spetta solo alle rendite di vecchiaia. Restano fuori:

  • i beneficiari di rendite per superstiti (vedove, vedovi, orfani);
  • chi percepisce una rendita di invalidità (AI);
  • le rendite per i figli e le rendite completive.

Queste prestazioni continuano a essere versate dodici volte l’anno. Chi passa dalla rendita AI a quella di vecchiaia al raggiungimento dell’età di riferimento, invece, entra automaticamente nel gruppo che riceve la mensilità aggiuntiva.

Coppie sposate: occhio al plafonamento

Per i coniugi la rendita AVS è già oggi plafonata: la somma delle due rendite non può superare il 150% della rendita massima per un singolo, cioè 3’780 CHF al mese. Lo stesso tetto vale per la tredicesima. Una coppia in cui entrambi hanno diritto alla rendita massima non incassa quindi 2 x 2’520 CHF di mensilità aggiuntiva, ma un importo limitato dal plafonamento, per un massimo annuo attorno ai 49’145 CHF. È un effetto noto di cui tenere conto quando si pianifica il budget del pensionamento, e uno dei motivi per cui vale la pena costruire per tempo una previdenza privata.

Perché il 1° agosto entra in vigore una modifica

Un tassello passa quasi inosservato ma è importante per chi ha anche una cassa pensione (2° pilastro). Fino a oggi l’ordinanza sulla previdenza professionale (OPP 2) prevede che rendita LPP e rendita AVS insieme non superino l’85% dell’ultimo salario assoggettato all’AVS. Sommando la tredicesima senza correttivi, quel tetto rischiava di essere sfondato per alcuni assicurati. Per evitarlo, dal 1° agosto 2026 entra in vigore una modifica anticipata dell’OPP 2 che adegua il calcolo. In pratica, la nuova mensilità non farà scattare tagli sulla rendita della cassa pensione.

Prestazioni complementari e imposte

Due chiarimenti che valgono franchi veri. Il primo, per chi ha redditi bassi: la tredicesima non è conteggiata nel reddito determinante per le prestazioni complementari (PC). Chi riceve le PC incassa quindi la mensilità aggiuntiva per intero, senza alcuna riduzione del sussidio cantonale. È stato uno dei punti fissati esplicitamente dalla legge.

Il secondo riguarda il fisco: la rendita AVS è reddito imponibile, e lo è anche la tredicesima. L’importo si aggiunge al reddito dell’anno e va dichiarato: a seconda della situazione, può pesare sull’imposta cantonale e comunale. Nessuna trattenuta alla fonte, ma è bene metterlo in conto quando si compila la dichiarazione.

Chi paga il conto

La tredicesima AVS costa alla collettività circa 4,2 miliardi di franchi l’anno all’avvio, cifra destinata a salire con l’invecchiamento della popolazione (circa 4,5 miliardi nel 2030, 5,4 nel 2040). Nel voto finale del 19 giugno 2026 le Camere federali hanno scelto di finanziarla con un aumento dell’IVA di 0,4 punti percentuali dal 2028 — l’aliquota normale salirebbe dall’attuale 8,1% — accantonando l’ipotesi di alzare i contributi salariali. Un rincaro diffuso, quindi, che ricadrà su tutti i consumi.

Le cose da sapere

  • Primo versamento: dicembre 2026, insieme alla rendita ordinaria del mese, in automatico.
  • Importo: una mensilità in più, da 1’260 a 2’520 CHF per un singolo; per le coppie vale il plafonamento a 3’780 CHF.
  • Ne hanno diritto solo le rendite di vecchiaia: escluse AI, superstiti e rendite per figli.
  • PC salve: la tredicesima non riduce le prestazioni complementari.
  • Fisco: va dichiarata come reddito.

Per la propria posizione conviene fare riferimento alla cassa di compensazione competente e ai portali ufficiali della Confederazione, come EAK/CFC e il sito informativo ahv-iv.ch. E dato che il 1° pilastro, da solo, copre solo una parte del tenore di vita — tanto più con il tetto che penalizza le coppie — resta la mossa di sempre: verificare per tempo il pilastro 3a e il proprio 2° pilastro, gli unici margini su cui si può ancora incidere prima della pensione.

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