L’Unione dei contadini ticinesi ha portato le sue proposte al Cantone, alla Sezione dell’agricoltura e a BancaStato. Gli indennizzi però non saranno immediati: per quantificare i danni serviranno ancora tre-quattro settimane. Ecco le misure già in vigore e a chi rivolgersi.
La siccità prolungata di questa estate sta mettendo in ginocchio agricoltori e allevatori anche in Ticino, e le misure adottate finora — deroghe cantonali e abolizione dei dazi federali sui foraggi — secondo la categoria non sono sufficienti. L’Unione dei contadini ticinesi (UCT) chiede aiuti economici urgenti e ha già presentato alcune proposte concrete al Cantone, alla Sezione dell’agricoltura e a BancaStato: al momento sono in discussione. Non è la prima estate difficile, del resto: già lo scorso anno la siccità minacciava l’agricoltura ticinese.
Cosa ha già deciso il Cantone (e cosa ha tolto Berna)
Il mese scorso il Cantone ha concesso alcune deroghe per dare respiro alle aziende agricole: tra queste, un uso più flessibile dei prati in pianura e lo scarico anticipato degli alpeggi, dove l’erba ormai scarseggia. La Confederazione è invece intervenuta sul fronte dei costi, eliminando i dazi all’importazione dei foraggi: una misura pensata per calmierare il prezzo del mangime che gli allevatori sono costretti a comprare quando i pascoli non producono a sufficienza. A livello nazionale il pacchetto federale comprende anche pagamenti diretti anticipati e prestiti agevolati per le aziende colpite.
Sono passi utili, ma per la categoria restano insufficienti. «Queste misure non bastano e chiediamo di più», ha dichiarato al Telegiornale della RSI Omar Pedrini, dell’Unione dei contadini ticinesi. «Abbiamo fatto delle proposte a livello cantonale, a BancaStato e alla Sezione dell’agricoltura. Al momento sono in discussione: si sta lavorando per poterle concretizzare».
Perché per gli allevatori la situazione è critica
Il nodo è il fieno. Mesi senza pioggia hanno ridotto i raccolti e reso l’erba di qualità paragonabile a quella di inizio autunno già in piena estate. Molti animali sono dovuti rientrare prima nelle stalle e diversi allevatori devono acquistare foraggio supplementare, con un aggravio di costi in un comparto già a margini stretti. Sullo sfondo, i corsi d’acqua e i laghi ticinesi restano su livelli molto bassi da mesi.
La pressione, avverte l’UCT, non è solo economica ma anche psicologica: nella Svizzera tedesca le associazioni di categoria hanno attivato una linea telefonica d’emergenza per i contadini in difficoltà.
Indennizzi: quando arriveranno e a chi rivolgersi
Sugli indennizzi veri e propri servirà pazienza. I danni vanno prima conteggiati e, secondo l’UCT, ci vorranno ancora tre-quattro settimane per avere un quadro definitivo. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire aiuti urgenti nell’immediato e poi, una volta fotografata l’intera situazione, assicurare un sostegno mirato a chi è davvero in difficoltà.
Nel frattempo chi lavora la terra in Ticino ha già un canale di supporto attivo da circa un anno e mezzo: il progetto «Sentinelle in agricoltura», gestito tramite gli uffici dell’Unione contadini e la Sezione dell’agricoltura, che offre ascolto e accompagnamento agli agricoltori in crisi — non solo per la siccità. Per gli sviluppi sulle misure di sostegno e sulle domande di aiuto, il riferimento operativo resta la Sezione dell’agricoltura cantonale, a cui l’UCT ha indirizzato le proprie proposte: è lì che, nelle prossime settimane, si deciderà l’entità concreta degli aiuti.
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