Siccità, il Lago di Lugano cede acqua all’Italia: il Ceresio si abbassa di 10 centimetri per le risaie del Novarese

Claudio Galli

13 Agosto 2026 - 07:11

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Da martedì lo sbarramento di Ponte Tresa riversa verso il Verbano 8 metri cubi d’acqua al secondo, contro i 3 abituali. Il Cantone rassicura: «Impatto sostenibile». Ecco cosa cambia per il lago, per le dighe idroelettriche e per chi vive sulle rive.

Siccità, il Lago di Lugano cede acqua all'Italia: il Ceresio si abbassa di 10 centimetri per le risaie del Novarese

Il Lago di Lugano cede acqua all’Italia. Da martedì 11.08.2026 lo sbarramento di Ponte Tresa lascia defluire verso il Verbano 8 metri cubi al secondo, contro i 3 metri cubi abituali: un rilascio più che raddoppiato che comporterà un abbassamento di circa 10 centimetri del Ceresio. L’obiettivo è alimentare le risaie a secco del Novarese e della Lomellina, dove la siccità ha ridotto ai minimi le riserve. La misura è stata decisa dal Dipartimento del territorio dopo un incontro d’urgenza fra Svizzera e Italia, sollecitato dalla Regione Piemonte.

A tranquillizzare chi vive sul lago è Laurent Filippini, capo dell’Ufficio dei corsi d’acqua del Canton Ticino. «Siamo un po’ sotto la media, è chiaro, perché viviamo anche noi la carenza di precipitazioni. Ma il livello del Ceresio è rimasto in una fascia di normalità», ha spiegato al programma italicoIl Quotidianoitalico della RSI. La gestione parsimoniosa dell’acqua durante luglio e all’inizio di agosto, ha aggiunto, permette ora questo travaso «senza creare scompensi per gli utenti delle rive e nemmeno per l’ecosistema».

Cosa cambia per il Ceresio e per chi vive sul lago

Dieci centimetri in meno non sono un dettaglio per pontili, ormeggi e attività balneari, ma restano — assicura il Cantone — dentro i valori di guardia. Non è la prima volta che il bacino luganese soffre: nelle estati più secche degli ultimi anni i laghi ticinesi erano già scesi ai minimi storici, e il Luganese ha conosciuto un pesante deficit idrico misurato in centinaia di millimetri di pioggia mancata.

La regolazione, comunque, non è un gesto improvvisato: il Lago di Lugano è regolato dalla Svizzera dal 1963 e ogni rilascio segue regole precise. L’acqua scende lungo la Tresa fino al Lago Maggiore; da lì, alle prese di Sesto Calende, viene captata per l’irrigazione della Pianura Padana.

Perché il Ticino apre le paratie verso l’Italia

La risposta sta in una parola: vasi comunicanti. Il livello del Lago di Lugano è gestito dalla Confederazione, quello del Lago Maggiore dall’Italia, ma ciò che accade a monte si sente a valle. Con il Po ai minimi storici e i grandi laghi prealpini usati come ultima riserva, la collaborazione transfrontaliera diventa decisiva. «Le acque sono condivise, non di una nazione o di un’altra. Occorre lavorare assieme», ha sottolineato Filippini.

Per il lettore ticinese la posta in gioco è concreta: la stessa siccità che spinge il Cantone a cedere acqua all’Italia mette in sofferenza anche l’agricoltura di casa nostra, con danni che a livello svizzero il settore stima in oltre 19 milioni di franchi.

Il nodo energia: dighe idroelettriche molto basse

C’è un secondo fronte, meno visibile ma economicamente pesante. Le dighe idroelettriche ticinesi, ha ricordato Filippini, «in questa stagione sono in fase di riempimento e sono molto basse rispetto alla media». Bacini poco pieni significano meno acqua turbinabile e, potenzialmente, meno produzione di energia nei mesi in cui la Confederazione punta proprio sull’idroelettrico. È un tassello del più ampio conto che il clima presenta all’economia svizzera.

Cosa succede ora

Il travaso non è a tempo indeterminato. Tra dieci giorni il Cantone farà il punto della situazione: «Abbiamo ancora un po’ di margine, ma non possiamo mettere in sofferenza il Ceresio. Staremo attenti», ha chiarito il responsabile dei corsi d’acqua. In altre parole, se la pioggia continuerà a mancare, il rilascio potrà essere rivisto.

Chi vive sulle rive o utilizza il lago per lavoro o svago può seguire l’evoluzione dei livelli e delle misure sul sito del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino, che coordina la regolazione dello sbarramento di Ponte Tresa.

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