Siccità, il Lago Maggiore a un passo dal minimo storico: battelli fermi e stagione turistica sotto pressione nel Locarnese

Claudio Galli

2 Agosto 2026 - 07:12

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Il Verbano è sceso attorno ai 192.25 metri sul livello del mare, una decina di centimetri sopra il minimo di luglio e una ventina sopra il record assoluto del 1947. La Navigazione ha già soppresso gli scali in diversi approdi tra Piemonte e Lombardia: ecco che cosa comporta per turismo, battelli e pesca in piena estate.

Siccità, il Lago Maggiore a un passo dal minimo storico: battelli fermi e stagione turistica sotto pressione nel Locarnese

Il caldo record dell’estate 2026 non pesa solo sul termometro. Sul Lago Maggiore si è tradotto in un crollo del livello dell’acqua che comincia a farsi sentire sull’economia del Locarnese, proprio nel cuore della stagione turistica. Secondo i dati dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana, negli ultimi giorni di luglio il livello del Verbano a Locarno è sceso attorno ai 192.25 metri sul livello del mare, in calo di circa 25 centimetri in due settimane e senza segnali di inversione di tendenza.

Quanto è sceso il lago

Per capire la portata del fenomeno bastano pochi numeri, forniti dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e dall’Osservatorio ambientale:

  • la media di luglio si è attestata attorno ai 192.58 metri, contro i 193.47 di giugno: quasi 90 centimetri persi in un solo mese;
  • il livello attuale è a circa 10 centimetri dal minimo storico di luglio (192.16 metri, il 30.07.1976) e a una ventina di centimetri dal minimo assoluto dall’inizio delle rilevazioni (192.04 metri, il 01.02.1947);
  • è una situazione peggiore di quella del 2022, uno degli anni più siccitosi del recente passato, quando il minimo mensile di agosto si fermò a 192.4 metri.

Anche il fiume Ticino soffre: all’altezza di Bellinzona la portata è scesa fino a circa 12 metri cubi al secondo, vicina al minimo assoluto di 10 m³/s toccato nel marzo 2022. Va meglio, per ora, sul Ceresio: a Melide il Lago di Lugano resta sui livelli del luglio 2025, con cali di pochi centimetri. Non è la prima volta che i grandi bacini ticinesi finiscono ai minimi storici, ma la velocità del calo di quest’anno preoccupa.

Perché è un problema economico, non solo ambientale

Il livello basso non è soltanto una questione estetica. La Navigazione Lago Maggiore ha già sospeso gli attracchi in diversi approdi tra Piemonte e Lombardia: meno scali significano meno corse sostenibili e un servizio ridotto proprio quando turisti ed escursionisti lo usano di più. A rischio ci sono le gite in battello, uno dei prodotti turistici trainanti del Locarnese, dalla riviera fino alle Isole di Brissago, raggiungibili via lago da Locarno.

Il colpo arriva in un’estate già delicata per il settore. Le previsioni per la stagione turistica svizzera (da maggio a ottobre) indicano circa 24.9 milioni di pernottamenti, in calo dell’1% (-255’000) rispetto al 2025, soprattutto per la minore domanda dai mercati lontani. In questo quadro, un lago che si ritira e i lidi affacciati sul Verbano che si ritrovano più fango che acqua rischiano di allontanare anche i visitatori di prossimità. Soffre pure la pesca, mentre l’aumento della domanda d’acqua per l’irrigazione, in piena canicola, mette sotto pressione l’agricoltura della regione.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Le prospettive di breve termine non aiutano. Con una canicola di grado 4 prevista per almeno una settimana, non è escluso che il record negativo storico venga avvicinato o superato. Secondo l’UFAM servirebbero precipitazioni diffuse dell’ordine di 50-100 millimetri, distribuite su più giorni, per un miglioramento duraturo: le piogge locali non bastano. Sul fronte istituzionale, la Confederazione sta elaborando una strategia nazionale di gestione delle risorse idriche per prevenire i conflitti d’uso tra agricoltura, turismo e ambiente.

Nel frattempo, chi in questi giorni pianifica una gita sul lago o un giro in battello nel Locarnese farebbe bene a verificare in anticipo orari e scali attivi sui canali ufficiali della Navigazione, perché il quadro può cambiare di giorno in giorno. Per gli operatori del turismo, invece, la vera incognita è la durata: se la siccità si prolungasse ad agosto, il conto economico della stagione lo pagherebbe l’intera riviera del Verbano.

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