SEC, la prima riforma dei transfer agent in 40 anni: Wall Street rincorre la Svizzera sui titoli tokenizzati

Claudio Galli

7 Settembre 2026 - 11:11

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Washington apre per la prima volta a registri azionari su blockchain e a smart contract al posto dei certificati di carta. In Svizzera SDX, FINMA e il bond digitale di Lugano lo fanno già da cinque anni: ecco cosa cambia per chi investe da qui.

SEC, la prima riforma dei transfer agent in 40 anni: Wall Street rincorre la Svizzera sui titoli tokenizzati

La SEC (Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari statunitense) ha pubblicato il 1° settembre 2026 una proposta di **421 pagine** che riscrive le regole sui "transfer agent" — gli intermediari che tengono i registri di chi possiede cosa in borsa — per la prima volta in oltre 40 anni. La consultazione pubblica resta aperta fino al **3 novembre 2026**.

Cosa cambia concretamente

Il nuovo modulo Form TA-2 chiederà per la prima volta ai circa **273 transfer agent registrati negli Stati Uniti** di dichiarare quanti registri azionari tengono su un registro distribuito (distributed ledger, la tecnologia alla base di blockchain). La proposta di Rule 17ad-31, se approvata, permetterebbe agli smart contract — programmi che eseguono automaticamente le condizioni scritte al loro interno — di imporre le restrizioni di trasferimento oggi affidate ai certificati cartacei e alle relative "restrictive legend".

Perché conta proprio adesso

Il mercato degli asset reali tokenizzati — titoli di Stato, fondi monetari, credito privato, immobili trasformati in quote digitali scambiabili su blockchain — ha superato i **31 miliardi di dollari** su reti pubbliche a metà 2026, quasi quattro volte il valore di inizio 2025. Circa i due terzi di quella cifra vive su Ethereum, la rete su cui BlackRock ha costruito il suo fondo tokenizzato BUIDL, arrivato a circa 2,5 miliardi di dollari. È lo stesso principio alla base della tokenizzazione degli asset reali che la SEC prova ora a inserire nell’infrastruttura legale del mercato azionario americano.

La Svizzera lo fa già da cinque anni

Mentre Washington discute come adattare regole scritte negli anni ’80, la Confederazione ha una legge federale sulla DLT (Distributed Ledger Technology) in vigore dal febbraio 2021. Gli esempi concreti non mancano: la Città di Lugano ha emesso già nel 2023 un prestito obbligazionario da 100 milioni di franchi interamente su blockchain, quotato in parallelo su SIX Digital Exchange (SDX) e sulla borsa tradizionale di Zurigo — primo caso al mondo per un ente pubblico. Lo scorso 5 maggio, FINMA ha autorizzato la fusione fra SDX e SIX SIS, il depositario centrale del gruppo SIX: da allora le banche svizzere possono custodire bitcoin e altri asset digitali nella stessa infrastruttura regolata usata per le azioni quotate a Zurigo. A completare il quadro, FINMA ha introdotto nuove licenze dedicate agli istituti cripto, comprese quelle per la custodia di titoli tokenizzati.

Cosa significa per chi investe dalla Svizzera

Per il risparmiatore o l’impresa che opera in Svizzera, la differenza non è teorica: un mercato dove i registri di proprietà vivono già su infrastruttura regolata (SDX, SIX SIS, le banche cripto vigilate da FINMA come Sygnum, AMINA e Bitcoin Suisse) offre oggi più opzioni concrete di accesso a prodotti tokenizzati rispetto a un mercato, quello americano, che sta ancora scrivendo le regole di base. Non cambia nulla, per ora, sul piano fiscale: le plusvalenze private su criptovalute e asset tokenizzati restano di regola esenti dall’imposta sul reddito, con la sostanza da dichiarare a livello cantonale.

  • 1° settembre 2026: la SEC pubblica la proposta di riforma, 421 pagine, la prima in oltre 40 anni
  • 3 novembre 2026: scadenza della consultazione pubblica
  • 273 transfer agent registrati negli USA coinvolti dalla riforma
  • oltre 31 miliardi di dollari di asset reali tokenizzati su blockchain pubbliche a metà 2026, quasi il quadruplo di inizio 2025
  • febbraio 2021: entrata in vigore della legge svizzera sulla DLT, cinque anni di vantaggio infrastrutturale

Le cifre di mercato citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento.

Argomenti

Iscriviti alla newsletter