Bitcoin scende sotto i 77’000 dollari: il dato sul lavoro USA che ha smontato il rimbalzo, in 5 numeri

Claudio Galli

5 Settembre 2026 - 11:09

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Il recupero di venerdì sopra gli 81’000 dollari si è capovolto nel weekend dopo un rapporto sull’occupazione americana molto più forte del previsto, che riaccende le scommesse su un rialzo dei tassi Fed a metà mese. Ecco cosa è successo e cosa cambia per chi detiene cripto dalla Svizzera.

Bitcoin scende sotto i 77'000 dollari: il dato sul lavoro USA che ha smontato il rimbalzo, in 5 numeri

Il mercato delle criptovalute chiude la settimana in retromarcia. Alle 3.30 di sabato mattina in Svizzera (le 1.30 UTC), secondo i dati di CoinGecko, il Bitcoin trattava a 76’657 dollari, in calo dell’1,6% nelle ultime 24 ore — circa 61’300 franchi al cambio indicativo di 0.80. Ethereum ha ceduto il 2%, scendendo a 2’455 dollari. La capitalizzazione complessiva del mercato cripto si è ridotta dell’1,3% a 2’780 miliardi di dollari, mentre l’indice Fear & Greed resta comunque in zona "Greed" a 73 punti.

Cosa ha spento il rimbalzo di venerdì

Solo 24 ore prima la situazione era opposta: come avevamo raccontato ieri, il Bitcoin era tornato sopra gli 81’000 dollari, spinto da attese di pausa della Fed e da un dollaro debole. Il cambio di scenario è arrivato venerdì con la pubblicazione del rapporto sull’occupazione USA di agosto: le buste paga non agricole sono salite di 162’000 unità, quasi il triplo delle stime degli analisti, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,1%.

Un mercato del lavoro più solido del previsto toglie argomenti a chi si aspettava un allentamento della Fed nella riunione del 15-16 settembre: le probabilità implicite di un rialzo dei tassi sono salite dal 52% al 59% nel giro di poche ore, mentre il rendimento del Treasury decennale è avanzato di oltre 3 punti base fino al 4,80%. Le criptovalute, che nelle ultime settimane avevano beneficiato proprio delle attese di tassi più bassi, hanno reagito nel modo opposto: circa 200 milioni di dollari di posizioni lunghe sono state liquidate d’ufficio nell’ora successiva alla pubblicazione del dato, e il Bitcoin è passato da 81’335 a 79’654 dollari in pochi minuti, prima di scivolare ulteriormente nelle ore seguenti.

I numeri della giornata

AssetPrezzoVar. 24h
Bitcoin (BTC) $76’657 -1,6%
Ethereum (ETH) $2’455 -2,0%
Capitalizzazione totale cripto $2’780 mld -1,3%
Rendimento Treasury USA 10 anni 4,80% +3,3 pb

L’angolo svizzero: dove passa (e non passa) la volatilità

Per chi investe dalla Svizzera la giornata pesa meno che altrove. I canali più usati — ETP quotati alla borsa SIX, acquisto diretto presso banche cripto vigilate dalla FINMA, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, o l’e-banking di una ventina di istituti tradizionali — sono tutti strumenti a pronti, senza margine né leva: chi detiene Bitcoin o Ethereum vede il valore del portafoglio scendere e risalire, senza il rischio di liquidazione forzata che ha colpito le posizioni a leva sulle piattaforme derivati offshore.

Il quadro istituzionale, peraltro, si è appena allargato: Sygnum e Bitcoin Suisse hanno ottenuto tra giugno e luglio un passaporto MiCA attraverso una filiale in Liechtenstein, mentre AMINA Bank lo aveva già ottenuto via Austria a fine 2025. Le tre banche svizzere specializzate — vigilate dalla FINMA per la componente elvetica — possono ora servire clienti in trenta mercati UE/SEE, oltre alla Svizzera: un salto di scala che consolida proprio i canali "a pronti" citati sopra, anche se conviene sempre verificare quale entità del gruppo compare sul contratto.

Sul fronte fiscale nulla cambia con la volatilità di una singola giornata: per l’investitore privato le plusvalenze da rivendita restano esenti da imposta sul reddito secondo la prassi dell’AFC, l’Amministrazione federale delle contribuzioni, mentre i token vanno comunque dichiarati come sostanza al valore di mercato del 31 dicembre. Il quadro di vigilanza sulla custodia resta quello descritto nell’ultimo giro di strette della FINMA.

Le 5 cose da sapere

  • Il Bitcoin è sceso a 76’657 dollari (-1,6% in 24h), l’Ethereum a 2’455 dollari (-2%): il mercato cripto nel complesso perde l’1,3%.
  • La causa è il rapporto sull’occupazione USA di agosto: +162’000 buste paga, quasi il triplo delle stime, disoccupazione ferma al 4,1%.
  • Le probabilità di un rialzo Fed il 15-16 settembre sono salite dal 52% al 59% in poche ore; il Treasury a 10 anni è salito al 4,80%.
  • Circa 200 milioni di dollari di posizioni lunghe sono state liquidate nell’ora successiva al dato.
  • In Svizzera i canali abituali (ETP su SIX, banche cripto vigilate FINMA, e-banking) sono a pronti e non espongono a liquidazione forzata; le plusvalenze private restano esenti da imposta.

Il prossimo appuntamento da seguire resta la riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre. Fino ad allora, per il prezzo aggiornato restano utili le quotazioni delle criptovalute in tempo reale e il monitoraggio della FINMA sugli operatori vigilati.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento.

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