Rendita vedovile o rendita di vecchiaia? Con la 13esima AVS la soglia si sposta al 7,7%, e ci sono 30 giorni per rispondere alla cassa

Claudio Galli

25 Agosto 2026 - 13:13

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Da dicembre 2026 la rendita di vecchiaia si incassa tredici volte, quella vedovile resta ferma a dodici. Chi al 1° gennaio 2026 aveva già l’età di riferimento riceve nel corso dell’anno una lettera dalla cassa di compensazione e ha trenta giorni per decidere: ecco come si fa il conto, quanto vale davvero la tredicesima e cosa succede a chi non risponde.

Rendita vedovile o rendita di vecchiaia? Con la 13esima AVS la soglia si sposta al 7,7%, e ci sono 30 giorni per rispondere alla cassa

Nel corso di quest’anno le casse di compensazione AVS stanno scrivendo a un gruppo ristretto ma numeroso di pensionati: le vedove e i vedovi che il 1° gennaio 2026 percepivano già una rendita vedovile e avevano già raggiunto l’età di riferimento. La lettera chiede una cosa sola, ma pesa per il resto della vita: tenere la rendita vedovile o passare alla propria rendita di vecchiaia? Il tempo per rispondere è di trenta giorni. Chi non risponde non resta fermo: riceve automaticamente la rendita di vecchiaia.

Il motivo di questa scelta improvvisa ha un nome preciso: la 13a mensilità AVS, approvata in votazione popolare il 3 marzo 2024 e in pagamento per la prima volta nel dicembre del 2026. La tredicesima spetta soltanto a chi incassa una rendita di vecchiaia. Le rendite per superstiti — vedove, vedovi, orfani — e le rendite dell’assicurazione invalidità (AI) restano a dodici mensilità.

Perché la tredicesima ribalta un confronto vecchio di decenni

La regola dell’AVS non è cambiata: chi ha diritto contemporaneamente a una rendita per superstiti e a una rendita di vecchiaia ne riceve una sola, la più elevata. Finora il confronto si faceva sull’importo mensile. Da quest’anno non basta più, perché i due importi non si moltiplicano per lo stesso numero: la rendita di vecchiaia va moltiplicata per tredici, quella vedovile per dodici.

Ne esce una soglia nuova, che non compare nelle lettere: dodici tredicesimi fanno il 92,3 per cento. Tradotto, la propria rendita di vecchiaia può essere fino al 7,7 per cento più bassa al mese di quella vedovile e restare comunque più conveniente sull’anno. Per questo — spiega l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali — il paragone si fa ora sull’importo annuo.

Un dettaglio in più gioca a favore del passaggio: nelle tabelle ufficiali la rendita di vecchiaia di vedove e vedovi è maggiorata del 20 per cento rispetto a quella ordinaria, fino al tetto massimo AVS. Nel 2026 gli importi mensili di una rendita completa (scala 44) vanno da 1’260 a 2’520 franchi per la rendita di vecchiaia e da 1’008 a 2’016 franchi per quella vedovile.

Il conto in quattro esempi

Gli importi qui sotto sono esempi di calcolo su rendite complete, per capire dove passa il confine. Il caso singolo va sempre verificato con la propria cassa.

Situazione (importi mensili) Vedovile, 12 mensilità Vecchiaia, 13 mensilità Differenza sull’anno
Vedovile 1’790, vecchiaia 1’700 21’480 CHF 22’100 CHF + 620 CHF
Vedovile 1’790, vecchiaia 1’652 (la soglia) 21’480 CHF 21’476 CHF - 4 CHF
Vedovile 1’790, vecchiaia 1’600 21’480 CHF 20’800 CHF - 680 CHF
Massimi: vedovile 2’016, vecchiaia 2’520 24’192 CHF 32’760 CHF + 8’568 CHF

Il secondo caso è quello che spiega tutto: una rendita di vecchiaia inferiore di 138 franchi al mese pareggia comunque la rendita vedovile, grazie alla mensilità in più di dicembre. Sotto quella soglia, invece, restare con la rendita vedovile continua a essere la scelta giusta.

Chi riceve la lettera e chi non deve fare nulla

Le situazioni sono tre, e solo la prima richiede una decisione.

  • Vedove e vedovi che al 1° gennaio 2026 avevano già l’età di riferimento. Ricevono la comunicazione della cassa nel corso del 2026 e hanno trenta giorni per scegliere. La rendita vedovile è versata fino a novembre compreso; a dicembre le mensilità di gennaio-novembre vengono compensate con le rendite di vecchiaia dovute per tutto il 2026, tredicesima inclusa, e la differenza arriva in un’unica soluzione.
  • Chi raggiunge l’età di riferimento dopo il 1° gennaio 2026 — nel 2026 è di 65 anni per gli uomini e 64 anni e 6 mesi per le donne. Qui non c’è nulla da scegliere: la cassa confronta automaticamente gli importi annui e versa la rendita più alta.
  • Chi percepisce una rendita AI. Nessuna tredicesima finché dura la rendita d’invalidità, ma al raggiungimento dell’età di riferimento la rendita viene ricalcolata e convertita in rendita di vecchiaia AVS: da quel momento la tredicesima arriva anche a loro.

Quanto vale la tredicesima, in franchi

La 13a mensilità corrisponde a un dodicesimo della somma degli importi mensili delle rendite di vecchiaia versate durante l’anno. Chi ha incassato la rendita per tutti e dodici i mesi riceve quindi l’equivalente di una mensilità piena — da 1’260 a 2’520 franchi con una rendita completa; chi è andato in pensione a metà anno riceve una quota proporzionale. Restano fuori dal calcolo le rendite per i figli, la rendita completiva e il supplemento per le donne della generazione di transizione della riforma AVS 21.

Il versamento è automatico, non serve alcuna domanda, ed è aggiunto alla rendita di dicembre. La condizione, unica ma tassativa, è avere diritto alla rendita di vecchiaia proprio nel mese di dicembre: non conta il domicilio, per cui la tredicesima raggiunge anche chi ha maturato la rendita lavorando in Svizzera e oggi vive all’estero. Prima di dicembre, avverte l’UFAS, nessuna cassa è in grado di anticipare l’importo esatto.

Prestazioni complementari e imposte

Il punto che più preoccupa chi ha una rendita bassa è risolto: la tredicesima non tocca le prestazioni complementari, perché è esplicitamente esclusa dai redditi computabili per il calcolo delle PC. Non è un dettaglio da poco, visto che alla fine del 2025 le persone che beneficiavano delle PC all’AVS erano 231’900, il 12,3 per cento di tutti i beneficiari di una rendita di vecchiaia.

Sul fronte fiscale invece nessuno sconto: la 13a mensilità è reddito imponibile come le altre dodici e ricade nel periodo fiscale 2026, quello che si dichiarerà nella primavera del 2027. Chi è al limite di uno scaglione farà bene a metterlo in conto per tempo, così come chi versa ancora sul pilastro 3a. Gli importi delle rendite AVS, del resto, non si muovono ogni anno ma ogni due, con l’adeguamento deciso dal Consiglio federale.

Cosa fare, in pratica

  • Aprire la posta della cassa di compensazione e segnare la data. I trenta giorni decorrono dalla comunicazione, e il silenzio vale come scelta a favore della rendita di vecchiaia.
  • Chiedere alla cassa i due importi su base annua, non mensile: è l’unico confronto che conta ormai. La cassa competente è quella che versa la rendita di dicembre.
  • Se si percepiscono prestazioni complementari, verificare che il conteggio PC non consideri la tredicesima: per legge deve restarne fuori. Chi è al beneficio delle PC ha diritto anche ad altre agevolazioni, a domanda, come l’esonero dal canone radio-TV.
  • Non presentare alcuna domanda per la tredicesima: il versamento è automatico per tutti i titolari di rendita di vecchiaia.
  • In caso di dubbio, in Ticino il riferimento è l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) di Bellinzona, che gestisce la Cassa cantonale di compensazione.

Le informazioni ufficiali sono sulla pagina dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali dedicata all’attuazione della 13a mensilità e nell’opuscolo 3.03 sulle rendite per superstiti dell’AVS, che contiene la tabella completa delle rendite. Un’ultima data, perché riguarda lo stesso dossier: il 29 novembre 2026 il Popolo voterà sull’aumento dell’IVA dall’8,1 all’8,5 per cento destinato a finanziare in parte la tredicesima, che costa all’AVS tra i 4 e i 5 miliardi di franchi l’anno. La mensilità di dicembre arriverà comunque: è il conto a lungo termine che resta aperto.

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