Lo sconto scatta in automatico per ogni economia domestica, ticinesi compresi. Chi percepisce prestazioni complementari AVS/AI può però chiedere l’esenzione totale, e dal 2027 salteranno il conto 65’000 imprese in più. Ecco quanto si risparmia e cosa controllare sulla fattura.
Dal 1° gennaio 2027 il canone radiotelevisivo che ogni economia domestica in Svizzera versa alla SERAFE scenderà da 335 a 312 franchi all’anno, con un ulteriore taglio a 300 franchi dal 2029. È una riduzione decisa per via d’ordinanza dal Consiglio federale: vale quindi già a prescindere dalla bocciatura in votazione dell’iniziativa «200 franchi bastano», respinta dal popolo l’8 marzo 2026. E si applica in modo identico in tutti i Cantoni, Ticino compreso. Vediamo quanto pesa davvero sul bilancio famigliare e, soprattutto, chi può ridurlo ancora o cancellarlo del tutto.
Quanto si risparmia e da quando
Il calo arriva in due tappe. La prima, dal 2027, alleggerisce la fattura di 23 franchi l’anno; la seconda, dal 2029, porta il risparmio complessivo a 35 franchi rispetto a oggi.
| Anno | Canone per economia domestica | Variazione |
|---|---|---|
| 2026 | 335.00 CHF | — |
| 2027 | 312.00 CHF | -23 CHF |
| dal 2029 | 300.00 CHF | -35 CHF |
Nessuna pratica da avviare: lo sconto comparirà da solo sulla fattura annuale che la SERAFE — la società incaricata della riscossione — invia a ogni nucleo. Non è una cifra enorme, ma è pur sempre una delle poche voci fisse del bilancio destinate a scendere anziché a salire, come sta accadendo anche alle tariffe dell’elettricità in vista del 2027.
Un canone uguale per tutti, anche senza TV
Attenzione a un equivoco frequente: dal 2019 il canone è dovuto da ogni economia domestica a prescindere dal possesso di un televisore o di una radio. Non esiste più lo sconto per chi «non guarda la TV»: chi vive in un’abitazione privata paga, punto e basta.
A differenza dei premi di cassa malati, che in Ticino sono cresciuti del 7,1% nel 2026 e variano sensibilmente da un Cantone all’altro, il canone è invece identico ovunque: un’economia domestica di Chiasso versa esattamente quanto una di Zurigo. È una delle rare spese che la Confederazione applica in modo uniforme su tutto il territorio, senza le differenze cantonali tipiche del sistema fiscale svizzero.
Chi può chiedere l’esenzione
Il taglio automatico non è l’unica via per pagare meno. In alcuni casi il canone si azzera del tutto, ma serve una domanda esplicita:
- Economie domestiche con prestazioni complementari all’AVS/AI: chi riceve le PC (il sostegno per chi ha una rendita insufficiente a coprire il minimo vitale) è esentato integralmente dal canone, su richiesta.
- Persone in economie domestiche collettive (case per anziani, istituti di cura, foyer): non ricevono una fattura individuale, il canone è gestito diversamente.
- Beneficiari di sussidi legati a redditi modesti: come per il sussidio di cassa malati (RIPAM), conviene verificare a quali agevolazioni si ha diritto invece di darle per scontate.
Chi rientra nel primo caso può inoltrare la domanda di esenzione tramite la propria cassa di compensazione cantonale o direttamente alla SERAFE, allegando la decisione che attesta il diritto alle prestazioni complementari.
Le imprese: 65’000 in più fuori dal conto
La riforma non tocca solo le famiglie. Dal 2027 la soglia di fatturato oltre la quale un’azienda deve versare il canone sale da 500’000 a 1’200’000 franchi. In pratica circa 65’000 imprese in più saranno esentate: a pagare resterà solo il 20% circa delle aziende assoggettate all’IVA, contro l’attuale terzo. Per una piccola attività ticinese sotto la nuova soglia è un onere in meno di cui tenere conto già nella pianificazione del prossimo esercizio.
Cosa fare, in pratica
Per il singolo cittadino, come detto, non c’è nulla da fare: la riduzione è automatica dal 2027. Chi percepisce prestazioni complementari faccia invece la domanda di esenzione, che può valere anche per gli anni in cui il diritto è già in essere. Le imprese vicine alla soglia dei 1,2 milioni di fatturato controllino la propria posizione presso l’Amministrazione federale delle contribuzioni. Tutte le informazioni ufficiali su importi, scadenze ed esenzioni sono sul sito della SERAFE e su quello dell’Ufficio federale delle comunicazioni.
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