Plan ₿ di Lugano, quattro anni dopo: 400 negozi, 100 aziende e la «fase due» del patto con Tether

Claudio Galli

2 Agosto 2026 - 11:09

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Cosa è cambiato dal 2022, quanto vale il nuovo memorandum d’intesa con Tether e perché la città sul Ceresio continua a scommettere su Bitcoin e stablecoin come infrastruttura pubblica

Plan ₿ di Lugano, quattro anni dopo: 400 negozi, 100 aziende e la «fase due» del patto con Tether

Il Plan ₿ di Lugano entra nella sua fase due. Il progetto che nel 2022 aveva fatto della città sul Ceresio un laboratorio a cielo aperto per i pagamenti in criptovalute cambia pelle: non più solo una vetrina per pagare il caffè in Bitcoin, ma un programma strutturale che punta a rendere Lugano un polo di infrastrutture digitali. Ad annunciarlo è stata la Città, che il 03.03.2026 — esattamente quattro anni dopo il lancio dell’iniziativa — ha sottoscritto un nuovo memorandum d’intesa con Tether, la società che emette la stablecoin USDT [5].

Da dove parte: i primi quattro anni

L’iniziativa, nata nel marzo 2022 come sperimentazione urbana controllata, ha prodotto in quattro anni alcuni risultati concreti. Secondo il bilancio diffuso dal Municipio, oltre 400 esercizi commerciali della città sono stati abilitati a ricevere pagamenti in LVGA — il token cittadino ancorato al franco — oltre che in Bitcoin e Tether. Sono stati emessi bond digitali ed è stata introdotta la possibilità di saldare determinati pagamenti verso l’amministrazione con valute digitali. Nel frattempo, sostiene la Città, il progetto ha contribuito all’insediamento nella regione di oltre 100 aziende attive nel fintech e nella blockchain, oltre alla nascita di corsi universitari dedicati e di un hub fisico in centro città per startup del settore.

Chi vive in Ticino ha visto crescere, anno dopo anno, la lista dei negozi che espongono l’adesivo del Plan ₿: dalla catena di fast food ai ristoranti storici. Non senza scetticismo: già a poche settimane dal via, diversi commercianti raccontavano di non aver ancora incassato un solo pagamento in cripto. È il nodo che accompagna il progetto fin dall’inizio — l’adozione reale resta molto inferiore alla platea potenziale.

Cosa prevede il nuovo patto con Tether

La fase due sposta l’accento dai pagamenti alle infrastrutture. In continuità con il primo memorandum del 2022, la collaborazione con Tether prevede per il nuovo triennio un contributo complessivo fino a 5 milioni di franchi, erogato — precisa la Città — «prevalentemente sotto forma di competenze, infrastrutture, ricerca applicata e attività di formazione». Il memorandum, va sottolineato, non è un contratto vincolante e non comporta obblighi automatici di investimento o di spesa per la Città.

Il sindaco Michele Foletti l’ha inquadrata come una scelta di autonomia: dotare Lugano di «infrastrutture digitali resilienti, capaci di garantire autonomia decisionale nel lungo periodo». Lo sviluppo è coerente con la visione «Lugano Duemilatrenta» e con la Strategia Digitale 2025-2030 approvata dal Municipio.

Quattro sono gli assi dichiarati della nuova fase:

  • la resilienza delle infrastrutture digitali comunali;
  • l’interoperabilità e l’uso di standard aperti, per evitare la dipendenza da un singolo fornitore;
  • lo sviluppo di competenze locali in tecnologie peer-to-peer, blockchain, sistemi distribuiti e intelligenza artificiale;
  • il rafforzamento della protezione dei dati e della continuità operativa dei servizi pubblici.

Perché conta, tra ambizioni e critiche

Il senso politico dell’operazione è passare da «città che accetta Bitcoin» a «città che gestisce in proprio i dati e i servizi». In un contesto di crescente dipendenza dai grandi fornitori tecnologici globali, la Città rivendica la volontà di controllare in autonomia le proprie infrastrutture. Un obiettivo che, sul piano della sovranità digitale, va oltre il singolo pagamento in stablecoin.

Le critiche, però, non sono sparite. Il ruolo di Tether — società a lungo al centro di interrogativi sulla trasparenza delle proprie riserve — continua a dividere il dibattito cittadino, tra chi vede nel Plan ₿ un vantaggio competitivo per il Ticino e chi teme un’esposizione reputazionale per un ente pubblico. Il prossimo appuntamento pubblico è il Plan ₿ Forum, in programma a Lugano il 23 e 24 ottobre 2026, vetrina internazionale dell’ecosistema Bitcoin che ogni anno porta in città relatori e operatori del settore.

Per il cittadino ticinese l’impatto quotidiano, per ora, resta circoscritto: la possibilità di pagare in cripto alcuni servizi e in una parte dei negozi aderenti. La scommessa vera si gioca sul lungo periodo — se cioè l’ecosistema di aziende, competenze e infrastrutture attirato attorno al progetto reggerà oltre gli incentivi iniziali.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento. Per il prezzo aggiornato si possono consultare le quotazioni delle criptovalute in tempo reale; sul quadro normativo elvetico il riferimento è la FINMA.

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# Ticino

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