Petrolio in caduta: i motivi dietro la discesa del prezzo dell’oro nero

Claudia Mustillo

14 Maggio 2021 - 12:40

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Sicuramente non sono stati i dodici mesi migliori per il petrolio. Il prezzo rimbalza ancora una volta, quali sono le motivazioni e le cause?

Sicuramente non è stato un anno facile per il petrolio, poi dopo il recente attacco informatico che ha fatto chiudere il Colonial Pipeline - più grande oleodotto statunitense - il prezzo dell’oro nero ha subito ancora una volta flessioni a seguito delle preoccupazioni del mercato. A pesare sulla flessione generalizzata dei prezzi anche la situazione epidemiologica India, con la diffusione della variante indiana. D’altra parte l’India è uno degli Stati chiave per il mercato del greggio e le prospettive per una ripresa della domanda nazionale non sono così ottimiste.

I motivi dietro alla caduta del prezzo del petrolio

Sicuramente a pesare sulle flessioni di prezzo l’attacco hacker al sistema informatico statunitense. Il Colonial Pipeline collega Houston al New Jersey e soddisfa il 45% della domanda dell’East Coast, è stato neutralizzato da un attacco informatico - ad opera di un collettivo noto come DarkSide, legato alla Russia - nel corso della settimana. Dal momento che è venuta meno una parte consistente dell’offerta per la parte orientale del paese, e vista la pressione sulla fornitura della benzina, inizialmente il petrolio aveva registrato una forte e decisa correzione verso l’alto della quotazione con l’aumento improvviso della domanda e la poca offerta causata dal blocco.

Stando alle indiscrezioni riportate da Bloomberg la situazione è stata risolta e la società che gestisce l’infrastruttura di gas e carburante, avrebbe pagato un riscatto di 5 milioni di dollari in criptovalute agli autori dell’attacco cyber. La riapertura della più grande infrastruttura di greggio degli Stati Uniti ha riportato in alto l’offerta di greggio, causando così un ribasso dei prezzi.

Prezzo del petrolio: anche la situazione in India continua a preoccupare

Tra i motivi dell’abbassamento del prezzo però anche la situazione della variante indiana del Coronavirus in India, favorita dai maxi-assembramenti sulle rive del Gange. Mumbai è il terzo importatore di greggio, dopo la Cine e gli Stati Uniti, seguita dal Giappone, e la situazione epidemiologica disastrosa mette pressione sulla quotazione del greggio. I tempi per una ripresa nazionale della domanda dell’oro nero, sembrano allungarsi sempre di più.

La prospettiva è il rimbalzo della domanda di petrolio

Nonostante la combinazione tra blocco del Colonial Pipeline e diffusione del virus in India, l’AIE e l’Opec stimano un rimbalzo della domanda globale di petrolio per l’anno in corso. Alla fine del quarto trimestre questa dovrebbe salire fino a 99,6 milioni di barili al giorno, cifra sensibilmente superiore ai 93,1 del primo trimestre e quasi vicina ai livelli pre-pandemia del 2019. Anche l’offerta aumenterà tendenzialmente di circa 1,4 milioni di barili al giorno.

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