Petrolio: arriva l’accordo dell’OPEC, cosa prevede?

Claudia Mustillo

19 Luglio 2021 - 10:58

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Torna a scendere il prezzo del petrolio, dietro alla diminuzione c’è l’arrivo dell’accordo OPEC+, atteso e fino ad ora per nulla scontato, si promette un aumento di produzione nel 2022.

Torna a scendere il prezzo del petrolio, dietro alla diminuzione c’è l’arrivo dell’accordo OPEC+, atteso e fino ad ora per nulla scontato, si promette un aumento di produzione nel 2022.

La tensione interna aveva decisamente scosso l’equilibrio dell’alleanza OPEC+ con il problema tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

La mancata intesa, inizialmente attesa per i primi di luglio, ha fatto salire il prezzo dell’oro nero spingendolo in una spirale di volatilità, che preoccupava a dir poco gli investitori. Adesso si è ritrovato l’impegno condiviso per restituire milioni di barili al giorno al mercato energetico mondiale. Anche se, risolto un problema subito ne giunge un altro: la nuova preoccupazione per l’aumento dei contagi Covid che fa tremare la domanda.

Il nuovo accordo OPEC+, cosa prevede?

Nella mattinata di oggi le quotazioni del greggio perdono terreno: il Brent scambia a 73,05 con un calo dello 0,75% , mentre il WTI è in diminuzione dello 0,89% e scambia a 70,92.

Il petrolio perde terreno dopo l’ufficializzazione, avvenuta nella giornata di domenica 18 luglio, dell’accordo OPEC+.

L’intesa è stata raggiunta e prevede di eliminare in modo graduale 5,8 milioni di barili al giorno per tagli alla produzione entro settembre 2022. I prossimi aumenti coordinati dell’offerta di petrolio, da parte dei produttori, inizieranno ad agosto.

E la produzione complessiva sarà aumentata di 400 mila barili al giorno su base mensile da agosto in poi.

Secondo l’Agenzia Interazionale dell’Energia è stato stimato un deficit di circa 1,5 milioni di barili al giorno per la seconda metà dell’anno.

L’accordo, inoltre, fornisce anche dei cambiamenti per la linea di base - il volume massimo di produzione riconosciuto dall’alleanza - per Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Russia e Kuwait. Nel dettaglio la linea di base degli Emirati Arabi Uniti per la produzione di petrolio passerà da 3,16 milioni di barili al giorno a 3,5 milioni (nonostante la cifra rimanga sotto la soglia inizialmente richiesta dei 3,8 milioni di barili al giorno). Mentre quella dell’Arabia Saudita sarà aumentata da 11 milioni a 11,5 milioni al giorno.

Quali prospettive per il greggio?

La riunione dell’OPEC+ ha osservato come la domanda del petrolio abbia mostrato “chiari segnali di miglioramento e le scorte dell’OCSE in calo, poiché la ripresa economica è proseguita nella maggior parte del mondo”, sicuramente questo è avvenuto grazie alla campagna di vaccinazione.

Il contesto, però, rimane molto incerto a causa dell’aumento dei contagi del virus legati alla variante Delta che sta suscitando nuove preoccupazioni per l’impatto dei focolai sulla domanda del petrolio e sulla ripresa economica globale.

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