Il Cantone chiude il cerchio della digitalizzazione avviata nel 2017: niente più stampa, firma a mano e invio postale. Ecco cosa cambia per aziende, frontalieri e nuovi residenti, e come si presenta ora una domanda di permesso.
Da agosto 2026 le domande di permesso all’Ufficio della migrazione della Sezione della popolazione del Cantone Ticino si presentano interamente online. La nuova procedura elimina l’ultimo passaggio cartaceo rimasto — la stampa dei formulari, la firma autografa e l’invio per posta — e chiude un percorso di digitalizzazione partito nel 2017 con la sola compilazione guidata dei moduli sul web.
Il numero che pesa: l’Ufficio della migrazione gestisce in media 700 pratiche al giorno tra rilascio, modifica e rinnovo dei permessi. Finora ognuna di queste domande, dopo la compilazione online, andava stampata, firmata e spedita, per poi essere di nuovo scansionata e registrata negli archivi dell’Amministrazione cantonale. Un doppio lavoro che ora sparisce.
Cosa cambia concretamente
Il cambiamento riguarda la fase finale della domanda, quella che prima obbligava a passare dalla carta. Da agosto l’intero ciclo — dalla compilazione all’invio — resta digitale. Restano invece invariati tutti i controlli e le verifiche di merito già previsti dalla legge: la Sezione della popolazione continua a esaminare le pratiche come prima, cambia solo il canale con cui arrivano.
Due gli aspetti pratici più utili per chi compila:
- la domanda si può salvare in qualsiasi momento e riprendere in un secondo tempo, senza dover ricominciare da capo;
- in caso di difficoltà è disponibile il supporto diretto del Contact Center cantonale.
Chi è coinvolto: aziende, frontalieri e nuovi arrivati
La novità tocca in primis i datori di lavoro ticinesi. Nella maggior parte dei casi è infatti l’azienda che avvia la pratica presso l’autorità cantonale quando assume, soprattutto per il permesso G, quello riservato al frontaliere — il lavoratore che risiede all’estero, in genere nella fascia di confine lombarda, e rientra ogni giorno o ogni settimana a casa. Per capire quale titolo serve nelle diverse situazioni resta utile la nostra scheda su quando serve un permesso per lavorare in Svizzera, mentre chi affronta la richiesta per la prima volta trova i passaggi nel dettaglio nella guida al permesso di lavoro e come ottenerlo.
Ne beneficia anche chi si trasferisce in Ticino con un permesso B o L, e chi apre una propria attività e deve gestire in prima persona la posizione dei collaboratori: per il quadro completo degli adempimenti resta valida la guida a mettersi in proprio in Ticino.
Perché il Cantone lo fa ora
Oltre alla richiesta crescente di servizi pubblici più rapidi e tracciabili, pesa una ragione tecnica: i tempi di rinnovo dell’applicativo federale SIMIC — il sistema d’informazione centrale sulla migrazione della Confederazione — spingono il Ticino a dotarsi già oggi di uno strumento cantonale più efficiente, senza attendere Berna. «Mettiamo a disposizione di cittadini e aziende uno strumento più semplice, rapido ed efficiente», ha sottolineato il Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, richiamando anche la sicurezza nella gestione dei dati sensibili.
Dove informarsi
Chi deve presentare o rinnovare una domanda trova la procedura aggiornata sulle pagine della Sezione della popolazione del Cantone Ticino. Per le imprese, la Camera di commercio ticinese (Cc-Ti) ha pubblicato una scheda con i principali aspetti operativi. Il consiglio pratico: verificare di avere pronti in formato digitale contratto, documento d’identità e giustificativi prima di iniziare la compilazione, così da poter completare l’invio in un’unica sessione.
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