Mercati italiani di confine: 5 mete dove i ticinesi fanno la spesa (e sul carrello giusto si risparmia fino al 50%, con il franco che nel 2026 gioca a favore)

Claudio Galli

4 Agosto 2026 - 16:12

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Da Luino a Como, da Lavena Ponte Tresa a Porto Ceresio: i giorni giusti, cosa conviene davvero mettere nella borsa e quanto potete riportare in Svizzera senza pagare dazio. La nostra guida per il prossimo mercoledì (o sabato) oltreconfine.

Mercati italiani di confine: 5 mete dove i ticinesi fanno la spesa (e sul carrello giusto si risparmia fino al 50%, con il franco che nel 2026 gioca a favore)

C’è un rito che a queste latitudini non conosce stagione: il mercoledì mattina, sul lungolago di Luino, i pullman arrivano ancora carichi di ticinesi e turisti d’oltralpe, esattamente come accadeva mezzo secolo fa. Cambiano le mode, cambiano i prezzi, ma la logica resta la stessa: pochi chilometri oltre il confine, con un franco forte in tasca, la spesa di frutta, verdura, formaggi e vino costa sensibilmente meno che al supermercato del Sottoceneri.

Il 2026, da questo punto di vista, è un’annata favorevole. Con il cambio EUR/CHF intorno a 0,93, ogni 1’000 franchi valgono circa 1’070 euro: il potere d’acquisto oltreconfine resta elevato, anche se nelle ultime settimane il franco si è leggermente indebolito sull’euro rispetto ai massimi. Per capire quanto pesa davvero il cambio sul vostro carrello vale la pena tenere d’occhio l’andamento del franco sull’euro, che si muove di settimana in settimana.

Vi raccontiamo dove andare, cosa vale la pena comprare (e cosa invece no), e la regola doganale da non dimenticare prima di rientrare.

I 5 mercati di confine da segnare in agenda

Sul versante lombardo, a mezz’ora d’auto dal confine, ci sono cinque appuntamenti settimanali che gli svizzeri conoscono bene:

  • Luino (Lago Maggiore) – mercoledì tutto il giorno. È il più grande e il più antico: oltre 350 bancarelle lungo le vie del centro e sul lungolago. Il mercato franco esiste per concessione dell’imperatore Carlo V dal 1541, e da sempre gli svizzeri ci salgono per vino, formaggi e granaglie. Facile da raggiungere anche in treno.
  • Como – martedì e giovedì mattina, sabato tutto il giorno. Il mercato ambulante si snoda lungo le mura, da viale Battisti a viale Varese; in centro il Mercato Coperto è aperto invece dal lunedì al sabato. Il sabato è la giornata più ricca.
  • Varese – lunedì, martedì, giovedì e sabato. Le bancarelle si concentrano attorno a piazza Repubblica, nel cuore della città: comodo abbinarlo a una passeggiata ai giardini Estensi.
  • Lavena Ponte Tresa – sabato dalle 08.00 alle 18.00. A due passi dalla dogana di Ponte Tresa, sull’insenatura del Ceresio: formaggi molli, salumi, pesce di lago, frutta e verdura di stagione, ma anche abbigliamento e pelletteria.
  • Porto Ceresio – martedì mattina, dalle 07.30 alle 13.30. Più piccolo e raccolto, in piazzale Luraschi affacciato sul lago. D’estate si aggiunge il mercatino artigianale del venerdì sera, perfetto da chiudere con una cena vista Ceresio.

Quanto si risparmia davvero (e cosa invece conviene comprare in Ticino)

Qui serve onestà, perché non tutto ciò che è italiano è più conveniente. I confronti indipendenti collocano regolarmente i prodotti alimentari di prima necessità e quelli tipici – vino, olio d’oliva, pasta, formaggi, frutta e verdura di stagione – dal 35 al 55% in meno rispetto al Ticino a prezzo pieno. Secondo uno studio di Wise ripreso dalla stampa cantonale, sui generi alimentari il risparmio medio dai vicini di casa può arrivare fino al 60%, con il primato però alla Germania.

L’Italia, per contro, non è imbattibile su tutto. Sempre secondo lo stesso studio, i prodotti per la casa (detersivi, articoli per la pulizia) costano in media il 12% in più che in Svizzera, e i risparmi sui beni di lusso restano limitati. Morale: il mercato di confine conviene per il fresco, i tipici e la cantina; per l’elettronica di marca o lo shopping firmato, tanto vale restare nel Cantone e puntare per esempio sugli sconti degli outlet di Mendrisio, dove il risparmio si gioca su altre logiche.

La regola dei 150 franchi: quanto potete riportare

È il punto che manda a monte più di un affare. Dal 01.01.2025 la franchigia doganale – il valore di merce che ogni persona può riportare in Svizzera senza pagare l’IVA all’importazione – è scesa da 300 a 150 CHF al giorno. Vale per ciascun individuo che attraversa il confine, bambini compresi: una famiglia di quattro persone dispone quindi di 600 CHF complessivi, purché la spesa sia ragionevolmente attribuibile a tutti.

Attenzione anche ai limiti di quantità, separati dal valore: sulla carne, per esempio, si può importare 1 kg a persona senza dazio, e superata quella soglia si paga anche restando sotto i 150 franchi. Prima di partire conviene rileggere la guida pratica alla dogana in sette punti, che spiega franchigia, limiti su vino e sigarette e come dichiarare l’eccedenza con l’app QuickZoll. Piccola nota fiscale: sulla spesa fatta in Italia si può chiedere il rimborso dell’IVA italiana rientrando in Confederazione, un ulteriore margine di risparmio per gli acquisti non alimentari.

Come arrivarci e quando andare

Il bello dei mercati di confine è che si raggiungono facilmente anche senza auto: Luino e Como sono ben collegate in treno, e nei giorni di mercato il traffico ai valichi del Mendrisiotto e del Malcantone si fa comunque intenso, soprattutto nelle mattine di sabato. Il consiglio, in piena estate, è di muoversi presto: entro le 08.30-09.00 si trova ancora parcheggio e le bancarelle del fresco sono al completo. E se il mercoledì o il sabato non fanno per voi, ricordate che a pochi minuti dal confine, in Ticino, c’è pure l’imbarazzo della scelta tra le città da girare a piedi tra Lugano, Mendrisio e Locarno.

Avete un mercato del cuore che non abbiamo citato, o un banco dove tornate ogni settimana? Scriveteci a [email protected]: le vostre segnalazioni finiscono nel prossimo aggiornamento della guida.

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