Mandato precauzionale e direttive del paziente: la guida in 6 passi per decidere chi conta per te (prima che decida l’autorità)

Claudio Galli

9 Agosto 2026 - 19:17

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Se un incidente o una malattia ti tolgono la capacità di discernimento, senza documenti è l’Autorità regionale di protezione a nominare chi gestisce la tua salute e il tuo patrimonio: ecco come funzionano i due strumenti previsti dal Codice civile, come si scrivono (a mano o dal notaio), i 75 CHF per registrarli e chi decide al posto tuo se non fai nulla.

Mandato precauzionale e direttive del paziente: la guida in 6 passi per decidere chi conta per te (prima che decida l'autorità)

Nessuno ama pensarci, ma basta un ictus, un incidente o una demenza per perdere la capacità di discernimento, cioè la capacità di prendere decisioni consapevoli. Quando succede, qualcuno dovrà decidere per te: quali cure accettare, chi paga le fatture, chi firma i contratti, cosa fare della tua casa o della tua azienda. Il diritto di protezione degli adulti, in vigore in tutta la Confederazione dal 1° gennaio 2013, ti permette di scegliere tu, oggi, quella persona e quelle regole. Lo fai con due documenti distinti: il mandato precauzionale e le direttive del paziente. Questa guida spiega a cosa servono, come scriverli senza errori e dove depositarli.

1. Perché servono (e cosa succede se non li fai)

Molti pensano che, in caso di bisogno, decida automaticamente il coniuge. Non è così, o non del tutto. La legge (art. 374 del Codice civile) dà al coniuge o al partner registrato convivente un diritto di rappresentanza solo limitato: gli atti ordinari, le spese correnti, l’amministrazione dei redditi. Tutto il resto — vendere un immobile, gestire l’azienda, chiudere o aprire rapporti bancari importanti — richiede l’intervento dell’Autorità regionale di protezione (ARP), l’organo cantonale che in Ticino sovrintende alla protezione dell’adulto.

Senza un mandato, in pratica, è l’ARP a nominare un curatore: una persona che gestisce i tuoi affari secondo le regole dell’autorità, con costi a carico del tuo patrimonio, e che potrebbe non essere quella che avresti scelto tu. Il problema è ancora più serio per i conviventi non sposati: chi vive in coppia senza matrimonio né unione domestica registrata non ha quasi nessun diritto automatico di rappresentare il partner. I due documenti servono esattamente a evitare tutto questo.

2. Il mandato precauzionale: cosa copre

Il mandato precauzionale (art. 360 e seguenti del Codice civile) è lo strumento ampio. Con esso designi una o più persone di fiducia — o anche un professionista, come un avvocato o un fiduciario — incaricandole di occuparsi di te su tre fronti:

  • Assistenza personale: le decisioni sulla tua cura quotidiana, l’abitazione, l’organizzazione dell’aiuto.
  • Gestione del patrimonio: pagare le fatture, amministrare conti, redditi, immobili, l’eventuale attività in proprio.
  • Rappresentanza nei rapporti giuridici: firmare contratti, trattare con banche, assicurazioni e uffici pubblici in tuo nome.

Puoi affidare tutto a una sola persona oppure dividere i compiti (per esempio il partner per l’assistenza, un professionista per il patrimonio). Puoi anche dare istruzioni precise su come vuoi essere accudito o come gestire i tuoi beni.

3. Le direttive del paziente: solo la sfera medica

Le direttive del paziente (art. 370 e seguenti) hanno un raggio più stretto ma altrettanto importante: riguardano esclusivamente le decisioni mediche. Ci stabilisci quali trattamenti accetti e quali rifiuti se un giorno non potrai più esprimerti — rianimazione, misure di prolungamento della vita, cure palliative — e puoi designare una persona di fiducia che parlerà con i medici e deciderà seguendo le tue volontà.

Sono il documento che dà voce a te quando la voce non ce l’hai più, e valgono per chiunque: anche chi non ha un patrimonio da proteggere ha una posizione sulle proprie cure. Chi affronta un tema di previdenza personale a 360 gradi dovrebbe metterle in conto tanto quanto il conto pensione.

4. Come si scrivono (i requisiti di forma)

Qui sta la differenza pratica più importante, perché un vizio di forma rende il documento nullo.

Mandato precauzionale Direttive del paziente
Ambito Salute, patrimonio, rappresentanza legale Solo decisioni mediche
Forma Interamente scritto a mano, datato e firmato — oppure per atto pubblico dal notaio In forma scritta (anche al computer), datato e firmato
Chi lo convalida L’ARP, quando subentra l’incapacità Vincolante per i medici, nessuna convalida
Notaio Consigliato per patrimoni complessi Non necessario

Il mandato precauzionale segue quindi la stessa logica del testamento olografo: o lo scrivi tutto di tuo pugno, di tua mano dalla prima all’ultima parola, oppure ti rivolgi a un notaio per l’atto pubblico. Le direttive del paziente, invece, possono essere anche stampate: basta che siano datate e firmate. In entrambi i casi conviene rivederle e rifirmarle ogni pochi anni, perché idee e situazioni cambiano.

5. Dove depositarlo e come farlo trovare

Un documento perfetto ma introvabile non serve a nulla. Per il mandato precauzionale puoi far iscrivere la sua esistenza e il luogo di deposito nel registro informatizzato dello stato civile (Infostar): così, in caso di bisogno, l’autorità sa subito che esiste e dove trovarlo. In Ticino l’iscrizione si richiede tramite l’ufficio dello stato civile; costa 75 CHF (e altri 75 CHF per ogni modifica o cancellazione). Il documento in sé puoi tenerlo dal notaio, presso una persona di fiducia o in un luogo sicuro noto ai familiari.

Per le direttive del paziente il modo più efficace è annotarne l’esistenza e il luogo di deposito sulla tessera d’assicurato della cassa malati, quella che porti sempre con te: il personale sanitario la controlla in caso di emergenza. Modelli pronti li offrono gratuitamente organizzazioni come Pro Senectute, Pro Infirmis e l’Organizzazione svizzera dei pazienti.

6. Chi decide se non fai nulla

Se manca ogni documento, per le decisioni mediche la legge (art. 378 CC) fissa un ordine di rappresentanza preciso. Decide, nell’ordine:

  • la persona da te designata nelle direttive o nel mandato;
  • il curatore con diritto di rappresentanza in ambito medico;
  • il coniuge o partner registrato che vive con te o ti assiste regolarmente;
  • il convivente che ti presta regolare assistenza;
  • i discendenti, poi i genitori, infine fratelli e sorelle, se ti assistono regolarmente.

È una cascata che può portare a scelte lontane dalle tue, o a conflitti in famiglia. Vale ancora di più per chi ha un’attività in proprio: senza un mandato che nomini chi manda avanti l’impresa, l’azienda rischia la paralisi il giorno stesso dell’incapacità. Se stai mettendo in piedi un’attività, il mandato è parte del kit di sopravvivenza, non un lusso.

La checklist da tenere a portata di mano

  • Decidi chi sono le tue persone di fiducia e parlane con loro prima di scrivere.
  • Redigi il mandato precauzionale a mano o dal notaio; le direttive del paziente anche al computer, datate e firmate.
  • Sii concreto: indica compiti, istruzioni e limiti, non solo un nome.
  • Registra il mandato in Infostar (75 CHF) e annota le direttive sulla tessera d’assicurato.
  • Rivedi e rifirma i documenti ogni pochi anni, e completa il quadro pensando anche a fare testamento per ciò che riguarda la successione.

Il mandato precauzionale e le direttive del paziente non sono documenti per anziani o per malati: sono la versione adulta del cinturone di sicurezza. Si scrivono quando si sta bene, si sperano inutili, e il giorno in cui servono valgono più di qualsiasi conto in banca — perché decidono chi, per te, avrà voce.

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