Le Gole della Breggia, il canyon ticinese nato da una fabbrica di cemento: 20 franchi per camminare nel buio delle gallerie che hanno costruito mezza Svizzera italiana

Claudio Galli

21 Settembre 2026 - 16:10

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Tra Morbio Inferiore e Castel San Pietro, nel Basso Mendrisiotto, il primo geoparco della Svizzera ha trasformato le cave della vecchia Saceba — un milione e mezzo di tonnellate di cemento prodotte in un decennio — in un percorso che si visita con caschetto e lampada frontale. Ecco come funziona, quanto costa e perché è una delle gite d’autunno più sottovalutate del Cantone.

Le Gole della Breggia, il canyon ticinese nato da una fabbrica di cemento: 20 franchi per camminare nel buio delle gallerie che hanno costruito mezza Svizzera italiana

Da duecento milioni di anni l’acqua della Breggia scava lo stesso solco roccioso al confine con l’Italia, mettendo a nudo strati di calcare che raccontano ere geologiche intere. Per sessant’anni, invece, sono stati gli uomini a scavare: cave a cielo aperto, gallerie profonde, un cementificio che ha sfamato di calce e cemento l’edilizia di mezzo Cantone. Oggi, nel Parco delle Gole della Breggia, le due storie si sovrappongono e si visitano insieme, con lo stesso biglietto.

Lo scrittore Hermann Hesse, che a questi luoghi era di casa, descriveva le gole come «una valle rocciosa, profondamente incassata, una gola selvaggia alla frontiera italiana». Un secolo dopo quella descrizione resta esatta, ma nel frattempo è successo qualcosa che Hesse non avrebbe previsto: la gola selvaggia è diventata anche un caso studio di riconversione industriale, il primo geoparco riconosciuto in Svizzera, e — dettaglio che più ci interessa qui — un’attrazione che si autofinanzia in parte con i biglietti d’ingresso.

Da un milione e mezzo di tonnellate di cemento a un parco naturale

La storia comincia nel 1960, quando la scoperta della cosiddetta «Maiolica lombarda» nelle Gole della Breggia porta alla fondazione della SACEBA, la Società Anonima Cementi Balerna. L’idea, si racconta, nasce quasi per caso da due ufficiali dell’esercito impegnati in un’esercitazione militare, che individuano ai piedi del Monte Generoso giacimenti di calcare di ottima qualità. Ventitré proprietari terrieri vendono i propri fondi, affascinati dalla promessa del boom edilizio, e nel 1961 iniziano gli scavi.

Tra il 1964 e il 1973 il cementificio produce 1’500’000 tonnellate di cemento: nel solo 1967 ogni abitante del Ticino ne consuma, in media, una volta e mezza rispetto al resto della Svizzera e fino a tre volte più di un cittadino statunitense. Poi arriva la crisi: nel 1975 il crollo delle vendite legato alla congiuntura edilizia, unito alle proteste dei Comuni per l’impatto ambientale delle cave, porta alla chiusura definitiva dell’estrazione nel 1980. Il sito prova a resistere come semplice centro di macinazione, comprando il semilavorato (il clinker) dall’Italia, ma nel 2000 la multinazionale Holcim rileva l’impianto e nel 2003 ne decreta la chiusura totale.

Invece di abbattere tutto, la Fondazione Parco delle Gole della Breggia — nata già nel 1998 — sceglie la strada opposta: nel 2012 Holcim dona l’intero cementificio riqualificato alla Fondazione, che decide di non cancellare la storia «ingombrante» del sito ma di renderla visitabile.

Il Percorso del Cemento: nelle gallerie con caschetto e lampada

Il risultato è il Percorso del Cemento, un’esperienza guidata che dura circa tre ore e attraversa circa due chilometri di terreno: dalle cave a cielo aperto alle gallerie di estrazione del calcare, fino alla Torre dei Forni, dove si trova oggi lo spazio espositivo. Delle gallerie scavate per l’estrazione — cinque chilometri in totale — un chilometro è stato messo in sicurezza e reso percorribile. Dentro, la temperatura resta costante attorno ai 13 gradi con umidità elevata, e casco, lampada frontale e giubbetto riflettente vengono forniti direttamente dal Parco.

Non è un’esperienza per tutti: la visita è sconsigliata a chi soffre di claustrofobia, diabete, disturbi cardiocircolatori, epilessia o gravi difficoltà motorie. Ma per chi la affronta, il percorso pone domande dirette — perché il cementificio è nato proprio qui, cosa c’era prima, ci sono i pipistrelli nelle gallerie — che uniscono la geologia di Monte San Giorgio, il vicino sito UNESCO dei fossili alla storia industriale recente del Cantone.

Quanto costa davvero visitare le Gole della Breggia

Ecco dove il paradosso si fa interessante per chi tiene ai conti. Il sentiero didattico di superficie, 1,5 chilometri tra rocce secolari e testimonianze fossili, è gratuito e liberamente accessibile: è la meta che compare spesso nelle liste di escursioni per famiglie in Ticino, proprio perché non costa nulla. La visita guidata al Percorso del Cemento, invece, si paga: 20 CHF per gli adulti, 15 CHF il prezzo ridotto, con un prezzo speciale di 250 CHF per i gruppi scolastici. Chi vuole vedere solo lo spazio espositivo della Torre dei Forni, senza scendere in galleria, se la cava con 10 CHF (7 CHF ridotto, 90 CHF per le scuole). Sono previste riduzioni per i possessori del Passaporto Musei Svizzeri.

Non sono cifre enormi, ma bastano a tenere in vita un modello che altrove — penso alle tante ex cave abbandonate della Svizzera italiana — non esiste: un sito industriale dismesso che, invece di restare un buco nel paesaggio o un costo di bonifica a carico della collettività, genera un minimo di indotto turistico per il Basso Mendrisiotto, sostenuto dal Cantone e dai Comuni della zona insieme ai proventi dei biglietti.

Come arrivarci e quando andare

Il Parco si trova tra i Comuni di Balerna, Castel San Pietro, Morbio Inferiore e Morbio Superiore, a pochi minuti d’auto da Chiasso e Mendrisio e raggiungibile anche in treno fino alla stazione di Balerna o Chiasso. Le visite guidate al Percorso del Cemento vanno prenotate con almeno dieci giorni d’anticipo, indicando il numero di partecipanti e l’itinerario scelto. L’autunno, con il foliage lungo il corso d’acqua e il clima ancora mite, è probabilmente il periodo migliore per accostare la passeggiata di superficie alla discesa in galleria: prima o dopo la visita, vale la pena fermarsi in uno dei grotti e ristoranti tradizionali del Mendrisiotto, magari proseguendo il giorno successivo verso le vicine tappe della Valle di Muggio, a pochi chilometri di distanza.

Avete già percorso le gallerie del cemento o conoscete altri angoli del Mendrisiotto che meritano una gita d’autunno? Scriveteci a [email protected], ci piace tenere aggiornata la mappa dei luoghi che in Ticino valgono più di quanto costano.

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# Ticino

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