La Val Calanca, la valle dei Grigioni italiani dove si arriva anche in teleferica: 1,8 milioni di franchi in un anno per non spopolarsi

Claudio Galli

22 Settembre 2026 - 16:13

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Il primo parco naturale della Svizzera italiana ha chiuso il suo primo anno di gestione con un giro d’affari da record e un pacchetto di 50 progetti in cantiere. Vi raccontiamo i borghi da scoprire, cosa fare a ottobre e quanto costa davvero visitarla

La Val Calanca, la valle dei Grigioni italiani dove si arriva anche in teleferica: 1,8 milioni di franchi in un anno per non spopolarsi

A Braggio, il villaggio più alto della Val Calanca, si arriva in due modi: a piedi lungo un’antica mulattiera, oppure in teleferica, quella che dal 1961 collega il fondovalle al terrazzo panoramico a 1’320 metri dove il paese è abbarbicato. Non c’è una terza opzione. Eppure Braggio è abitato tutto l’anno, con le sue case in pietra e legno rimaste quasi identiche a un secolo fa. È il primo indizio di cosa sia davvero la Val Calanca: una valle dei Grigioni italiani rimasta fuori dalle rotte del turismo di massa ticinese, aperta solo verso sud e protetta a nord da montagne oltre i 3’000 metri.

Proprio questa valle, la più stretta e ripida delle valli italofone grigionesi (calanca significa letteralmente "scoscesa"), ospita dal 2025 il primo parco naturale regionale della Svizzera italiana: il Parco Val Calanca. E i numeri del suo primo anno di gestione, presentati a fine maggio 2026 durante l’assemblea dei delegati ad Arvigo, dicono che l’esperimento sta funzionando meglio di quanto ci si aspettasse.

Un parco da 1,8 milioni di franchi in un anno

Nel 2025 il Parco Val Calanca è passato definitivamente dalla fase preparatoria alla gestione decennale, attivando un portafoglio di circa 50 progetti distribuiti su cinque settori diversi. La cifra d’affari complessiva generata nel primo anno si aggira attorno a 1’800’000 CHF, una somma che include anche i finanziamenti catalizzati da altri programmi pubblici federali e cantonali. Circa tre quarti di questo budget sono già stati investiti in progetti concreti sul territorio: dalla posa di recinzioni anti-lupo sugli alpeggi per proteggere l’agricoltura di montagna, alla mappatura degli immobili comunali, patriziali e parrocchiali in vista di futuri interventi di riqualifica.

Il dato conferma un trend più ampio che riguarda tutto il Grigionitaliano: secondo le cifre dell’Ufficio cantonale dell’economia e del turismo dei Grigioni, nella destinazione San Bernardino-Mesolcina-Calanca i pernottamenti tra gennaio e giugno 2026 sono cresciuti del 18,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a giugno il balzo ha sfiorato il 43%. Per un angolo di Svizzera italiana che fino a pochi anni fa viveva quasi esclusivamente di emigrazione e agricoltura di sussistenza, è un cambio di passo che si misura in franchi, non solo in panorami da cartolina.

I borghi che si raggiungono a piedi o in funivia

Il cuore amministrativo del parco è ad Arvigo, sede della direzione in Via Pretorio. Da lì la valle si arrampica attraverso Braggio, già citato, e Santa Maria in Calanca, un villaggio dal clima quasi mediterraneo su cui svetta una torre d’origine medievale. Sono insediamenti tradizionali in pietra e legno, collegati da antiche mulattiere che oggi fanno parte della rete escursionistica ufficiale del parco, la stessa filosofia già raccontata su moneymag.ch a proposito di Soglio, il borgo della vicina Val Bregaglia o della Val Bavona senza elettricità: valli grigionesi e ticinesi che hanno trasformato il proprio isolamento in un valore turistico, invece di subirlo come un ritardo.

La visita guidata a Braggio, ad esempio, si può prenotare tutto l’anno attraverso il sito del parco: è gratuita per i gruppi tra 8 e 20 persone (iscrizione obbligatoria), e attraversa le vie del paese raccontando le pratiche antiche e moderne dell’agricoltura di montagna. Chi preferisce muoversi da solo può affrontare il Sentiero Alpino Calanca, un itinerario in quota che collega San Bernardino a Santa Maria Calanca attraverso le due valli — un percorso impegnativo ma alla portata di chi è già abituato ai sentieri del Ticino.

Cosa fare in valle nel weekend di ottobre

Il programma 2026 del parco è dedicato al tema del "Movimento" e propone un calendario unico di appuntamenti, pensato apposta per unire i singoli comuni in un’unica offerta. Due date da segnare per chi vuole scoprire la valle in autunno: domenica 11 ottobre l’escursione guidata da Arvigo a Braggio nell’ambito della rassegna culinaria dei parchi grigionesi dedicata alla carne di pecora e capra, e lunedì 19 ottobre ad Augio la proiezione di "Memorie di un medico di montagna", il documentario che racconta la storia di Salman Luban, primo medico condotto arrivato in Calanca dalle pianure della Bielorussia.

Sono eventi piccoli, gratuiti o quasi, pensati per una valle che non punta a diventare la prossima Verzasca. Ed è forse proprio questo il punto: mentre altre destinazioni ticinesi fanno i conti con l’overtourism e il costo sociale delle folle estive, la Val Calanca sta dimostrando che si può generare quasi due milioni di franchi di indotto l’anno anche restando piccoli, selvaggi e raggiungibili in teleferica.

Come arrivarci

In automobile, la valle si raggiunge dall’autostrada A13 Bellinzona-San Bernardino, uscita Roveredo. Con i mezzi pubblici, si parte dalla stazione di Bellinzona con il bus in direzione Mesocco/San Bernardino, cambio a Grono (fermata Bivio Calanca) e proseguimento con il bus verso Rossa. Da Coira la strada è più lunga, ma percorribile in giornata.

Avete già visitato la Val Calanca o conoscete altri angoli dei Grigioni italiani ancora poco battuti? Scriveteci a [email protected], ci piace scoprire (e raccontarvi) la Svizzera italiana che non conoscete ancora.

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