Quanto capitale proprio serve davvero, come si calcola la sostenibilità al tasso teorico del 5%, che differenza c’è fra primo e secondo rango e quale prodotto conviene oggi che la BNS ha riportato il tasso guida a zero: tutto quello che va deciso prima di firmare dal notaio.
Comprare casa in Ticino o altrove in Svizzera non dipende solo dal prezzo del cartello «vendesi»: dipende da quanto capitale proprio riesci a mettere sul tavolo e da come la banca giudica la sostenibilità del finanziamento. Questa guida spiega, passo dopo passo, le regole che valgono per tutti gli istituti e ti aiuta a capire l’unica scelta che poi resta davvero personale: ipoteca a tasso fisso o ipoteca SARON. I numeri di tasso citati sono quelli di agosto 2026.
1. I fondi propri: almeno il 20%, ma non tutti uguali
La prima regola è la più rigida. Per un’abitazione a uso proprio devi finanziare almeno il 20% del valore dell’immobile con fondi propri: la banca ti presta il resto sotto forma di ipoteca. Su un appartamento da 800’000 CHF significa 160’000 CHF di capitale tuo e 640’000 CHF di prestito.
Attenzione però a una distinzione che sfugge a molti: di quel 20%, almeno la metà — cioè il 10% del valore — deve essere capitale «duro», che italico non arrivi dalla cassa pensioni. Puoi cioè usare il 2° pilastro (LPP) per una parte, tramite la promozione della proprietà d’abitazioni (PPA), ma non per coprire l’intero anticipo. Le fonti ammesse per i fondi propri sono di norma:
- risparmi liquidi, conti e titoli;
- averi del pilastro 3a (previdenza privata vincolata), prelevabili per l’acquisto della prima casa;
- averi del 2° pilastro (cassa pensioni), fino al limite del 10% e con effetti sulla rendita futura;
- donazioni o anticipi ereditari documentati.
2. La sostenibilità: il conto che la banca fa al 5%
Qui sta il vero filtro. Per decidere se puoi permetterti la casa, la banca italico non usa il tasso che pagherai davvero, ma un tasso teorico prudenziale, oggi fissato al 5%. È una rete di sicurezza pensata per l’ipotesi che i tassi risalgano.
Il finanziamento è considerato italico sostenibile se la somma di tre voci — interessi teorici al 5%, ammortamento e spese accessorie/manutenzione (calcolate di solito all’1% del valore) — non supera un terzo del reddito lordo dell’economia domestica. Se il conto sfora quella soglia, la banca dice no anche se sulla carta i tassi reali sono bassissimi. È il motivo per cui una coppia con un buon reddito ma poco capitale può vedersi rifiutare un mutuo che, ai tassi di oggi, pagherebbe senza problemi.
3. Primo e secondo rango: cosa devi ammortizzare (e cosa no)
L’ipoteca si divide in due parti. Il primo rango, fino al 66⅔% del valore dell’immobile, non deve obbligatoriamente essere rimborsato: puoi tenerlo «aperto» a tempo indeterminato pagando solo gli interessi. Il secondo rango, la fascia tra il 66⅔% e l’80%, va invece ammortizzato entro 15 anni o entro il pensionamento, a seconda di quale scadenza arriva prima.
Sul nostro appartamento da 800’000 CHF il secondo rango vale circa 106’700 CHF, da restituire in 15 anni: circa 7’100 CHF l’anno. L’ammortamento può essere diretto (versi alla banca e riduci il debito) o indiretto (versi su un pilastro 3a dato in pegno, così deduci fiscalmente i versamenti e riduci il debito solo alla fine). La scelta fra i due dipende dalla tua situazione fiscale: conviene confrontare più istituti, perché condizioni e margini variano parecchio da banca a banca.
4. Fissa o SARON: cosa dicono i tassi di agosto 2026
È la decisione che pesa di più sulla rata. Le due famiglie di prodotto funzionano in modo opposto:
- Ipoteca a tasso fisso: blocchi il tasso per una durata scelta (di solito da 2 a 15 anni). La rata non cambia mai, qualunque cosa faccia il mercato. Ad agosto 2026 le fisse a dieci anni partono da circa 1,2–1,4%.
- Ipoteca SARON: il tasso è variabile, si aggiorna ogni tre mesi ed è dato dal tasso di riferimento SARON più il margine della banca (in genere 0,8–1,1%). Oggi è il prodotto più conveniente, con costi totali a partire da circa 0,75%, perché la BNS ha riportato il tasso guida a zero e il SARON si muove praticamente in linea con esso.
Storicamente, su orizzonti lunghi, la SARON è quasi sempre costata meno della fissa. In cambio, però, ti espone al rischio di rialzi: se i tassi salissero, la rata seguirebbe. La fissa costa oggi di più ma ti compra italico prevedibilità. La regola pratica: chi ha riserve finanziarie e regge un’oscillazione della rata tende alla SARON; chi ha un budget tirato e vuole dormire sonni tranquilli sceglie la fissa. Le previsioni degli analisti indicano tassi stabili almeno fino alla seconda metà del 2027, ma nessuno firma per il futuro.
5. Un esempio concreto con i numeri
Prendiamo Marco e Sara, coppia di Lugano, appartamento da 800’000 CHF.
- Fondi propri: 160’000 CHF (di cui 80’000 «duri» e 80’000 dal 2° pilastro).
- Ipoteca: 640’000 CHF.
- Test di sostenibilità (al 5%): interessi teorici 32’000 CHF + ammortamento 7’100 CHF + accessori 8’000 CHF = circa 47’100 CHF l’anno. Per rientrare nella soglia di un terzo serve un reddito lordo di almeno 141’000 CHF.
- Costo reale con SARON allo 0,75%: circa 4’800 CHF di interessi l’anno, cioè 400 CHF al mese. Con una fissa a 10 anni all’1,4%: circa 8’960 CHF l’anno, cioè circa 747 CHF al mese.
La differenza fra i due prodotti, in questo caso, è di oltre 4’000 CHF l’anno. È la cifra che stai «pagando» per la sicurezza della rata fissa: valutala rispetto a quanto un rialzo dei tassi peserebbe sul tuo bilancio.
6. Gli errori da evitare (e la checklist prima di firmare)
Tre trappole ricorrenti: svuotare il 2° pilastro senza calcolare il taglio alla rendita futura; guardare solo il tasso e ignorare i costi accessori e le condizioni di uscita; chiedere il preventivo a una sola banca. Prima di andare dal notaio:
- verifica di avere il 10% di fondi propri «duri» oltre all’eventuale quota da cassa pensioni;
- rifai il test di sostenibilità al 5% con il tuo reddito reale, non con i tassi di oggi;
- fatti fare almeno tre preventivi (banca cantonale, grande banca, broker) e confronta tasso italico e margine;
- decidi in anticipo l’orizzonte: se pensi di rivendere entro pochi anni, una fissa lunga con penale d’uscita può costarti cara;
- usa un calcolatore ufficiale (Comparis o quello della tua banca) per simulare gli scenari prima dell’appuntamento.
La casa è l’impegno finanziario più grande di una vita: qui non conta trovare «il tasso più basso di oggi», ma la struttura di finanziamento che regge anche lo scenario in cui i tassi risalgono.
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