Coniugi e figli sono esenti, ma fratelli, concubini e non parenti restano fra i più tassati: ecco la guida in 7 punti a chi versa l’imposta, come la riforma ha abbassato le aliquote massime, la quota esente di 10’000 franchi e dove fare i conti col calcolatore ufficiale del Cantone.
Se vivete in Ticino e vi trovate a ricevere un’eredità o un dono importante, oppure se state pianificando per tempo come lasciare il vostro patrimonio, la prima domanda è sempre la stessa: quanto finisce in mano al fisco? La risposta dipende quasi solo da un fattore, il grado di parentela fra chi lascia e chi riceve. In Ticino la differenza è enorme: si va dallo zero assoluto per il coniuge e i figli fino a oltre un terzo del valore per un beneficiario senza legami di sangue. In questa guida vediamo, passo per passo, chi non paga nulla, chi paga e quanto, e quali mosse permettono di non regalare al Cantone più del dovuto.
1. Chi non paga nulla: coniuge, partner registrato e figli
Partiamo dalla notizia migliore, perché riguarda la maggioranza delle successioni. In Ticino sono esenti dall’imposta di successione e donazione:
- il coniuge e il partner in unione domestica registrata;
- i discendenti diretti, cioè figli e nipoti (e, equiparati, figliastri e affiliati).
Vuol dire che chi lascia la casa e i risparmi al marito, alla moglie o ai figli non versa un franco di imposta cantonale di successione. È la cosiddetta linea retta discendente, e in Ticino gode dell’esenzione piena. Lo conferma l’Ufficio imposte di successione e di donazione del Cantone. Attenzione però a un punto che molti danno per scontato e che invece scontato non è: l’esenzione vale per chi è coniuge o figlio, non per chi convive. Sul concubinato torniamo al punto 5, perché è lì che si annidano gli errori più cari.
2. Chi paga e quanto: il principio del grado di parentela
Per tutti gli altri beneficiari l’imposta esiste, ed è progressiva su due dimensioni: cresce man mano che ci si allontana dalla parentela e man mano che aumenta l’importo ricevuto. Più il legame è stretto, più l’aliquota è bassa; più è lontano (o assente), più sale. In ordine crescente di prelievo:
- genitori e ascendenti: fascia agevolata, vicina alla parentela stretta;
- fratelli e sorelle: aliquote intermedie;
- zii, nipoti collaterali e parenti più lontani: aliquote più alte;
- concubini e parenti per affinità: in passato trattati come estranei, oggi con un tetto più basso (vedi sotto);
- non parenti (amici, conviventi non riconosciuti, terzi): la fascia più tassata in assoluto.
Con la revisione della legge tributaria cantonale il Ticino ha abbassato le aliquote massime proprio sulle categorie storicamente più colpite: per i concubini e i parenti per affinità il tetto è stato portato dal 41% al 15.5%, allineandolo a quello dei parenti stretti, mentre per i non parenti il massimo è sceso dal 41% al 35%. Resta il fatto che, fuori dal nucleo familiare diretto, l’imposta morde: su un lascito consistente a un estraneo il fisco cantonale può trattenere oltre un terzo del valore. Per il dettaglio degli scaglioni applicabili al vostro caso, il riferimento è sempre la tabella ufficiale cantonale, perché l’aliquota effettiva varia con l’importo (vedi punto 7). Se volete inquadrare il sistema fiscale ticinese nel suo insieme, è utile capire prima come si calcolano le imposte in Ticino.
3. La quota esente di 10’000 franchi
Un’altra novità della riforma fa comodo soprattutto a chi pianifica per tempo: è stata introdotta una quota esente generalizzata di 10’000 franchi all’anno, riconosciuta a ciascun beneficiario per ogni singolo disponente o donante. In pratica, sotto quella soglia il trasferimento non viene tassato. Sembra poco, ma è la base di una delle strategie più semplici e legali per ridurre il conto: distribuire nel tempo. Una donazione spalmata su più anni, restando ogni anno entro la franchigia, consente di trasferire somme importanti senza far scattare l’imposta, là dove un unico grande lascito alla morte verrebbe invece tassato in pieno.
4. Donazioni: stesse regole dell’eredità (e quando conviene anticipare)
In Ticino la donazione segue la stessa logica della successione: stessa scala di aliquote per grado di parentela, stesse esenzioni per coniuge e figli. La differenza è il momento. Donare in vita ha tre vantaggi pratici: si sfrutta ogni anno la quota esente di 10’000 franchi, si decide con lucidità chi riceve cosa, e si evitano contestazioni fra eredi dopo il decesso. La controindicazione è che chi dona si priva davvero del bene: prima di firmare un atto di donazione importante conviene assicurarsi di non rimanere a corto di liquidità per la propria vecchiaia. La riforma ha anche introdotto uno sgravio specifico per i trapassi aziendali, pensato per non penalizzare il passaggio generazionale delle imprese di famiglia, che è uno dei nodi tipici dell’economia ticinese.
5. Concubini e conviventi: la trappola del testamento
È qui che si concentrano gli errori più costosi. In Svizzera il convivente di fatto non è erede legittimo: senza un testamento, il partner con cui si è condivisa una vita non riceve nulla per legge, e l’eredità va ai parenti di sangue. Per lasciargli qualcosa bisogna nominarlo espressamente nel testamento, rispettando le quote legittime degli altri eredi. E anche quando lo si fa, il concubino sconta comunque l’imposta della sua fascia, oggi con un tetto del 15.5% ma in passato fino al 41%. Doppia attenzione, quindi: senza testamento il partner resta a mani vuote; con il testamento riceve, ma paga. Chi convive senza essere sposato dovrebbe mettere in conto entrambe le cose e valutare, con un notaio, anche strumenti come la donazione anticipata o l’assicurazione sulla vita.
6. Eredità transfrontaliere: erede in Italia, beni oltre confine
Il Ticino è terra di confine, e moltissime successioni hanno un piede in Svizzera e uno in Italia: un genitore residente in Ticino e un figlio che vive nel comasco, o un immobile situato oltre frontiera. In questi casi il rischio è la doppia imposizione, cioè pagare l’imposta in entrambi i Paesi sullo stesso patrimonio. Per evitarlo esistono convenzioni internazionali e regole sul domicilio del defunto e sulla localizzazione dei beni: di norma è il Cantone dell’ultimo domicilio della persona scomparsa a tassare i beni mobili, mentre gli immobili seguono il luogo in cui si trovano. È una materia tecnica in cui un errore costa caro: se la vostra è una successione con eredi su due lati del confine, conviene farsi seguire da un professionista prima di accettare l’eredità.
7. Dove fare i conti: il calcolatore ufficiale del Cantone
Le aliquote esatte cambiano con l’importo e con la categoria, quindi qualunque stima a mente va presa con prudenza. Il modo corretto per ottenere una cifra attendibile è uno solo: il calcolatore d’imposta di successione e donazione del Cantone Ticino, che applica la scala vigente al caso concreto. Per le situazioni complesse (aziende, immobili all’estero, concubinato, eredi multipli) il calcolatore è solo il punto di partenza: serve un notaio o un fiscalista. Da ricordare infine che la stessa riforma ha limitato al 3% l’aliquota massima sulle prestazioni in capitale della previdenza, un tema parallelo che tocca chi eredita o ritira un 2° pilastro: ne abbiamo parlato nella guida su cosa fare del capitale di libero passaggio LPP.
In pratica: la checklist prima di firmare
- Verificate la vostra fascia: coniuge e figli non pagano; per tutti gli altri l’aliquota sale con la distanza di parentela e con l’importo.
- Usate la quota esente di 10’000 franchi all’anno per beneficiario, distribuendo le donazioni nel tempo.
- Se convivete senza essere sposati, fate testamento: senza, il partner non eredita; e mettete in conto l’imposta della sua fascia.
- Per eredità con l’Italia, controllate domicilio e localizzazione dei beni per non pagare due volte.
- Fate la simulazione sul calcolatore ufficiale del Cantone prima di prendere decisioni, e per i casi complessi rivolgetevi a un notaio o a un fiscalista.
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