Dal 5 al 15 agosto la 79ª edizione riempie il Locarnese di ospiti da tutto il mondo: quanto lascia sul territorio fra alberghi, ristoranti e negozi, quanto ci mette il Cantone e perché conviene a tutta la regione. Vi raccontiamo i numeri, spiegati semplice.
Stasera, mercoledì 5 agosto, Piazza Grande si accende di nuovo. Gli 8’000 seggiolini gialli e neri tornano allineati davanti allo schermo da quasi 26 metri, il più grande cinema all’aperto d’Europa, e per undici sere il centro storico di Locarno diventa un set a cielo aperto. È l’immagine cartolina del Ticino d’agosto. Ma dietro la magia del buio in piazza c’è anche una macchina economica che muove milioni di franchi e che tiene in movimento alberghi, grotti, negozi e battelli di tutto il Sopraceneri.
Noi di moneymag.ch abbiamo provato a mettere in fila le cifre: quanto vale davvero il Locarno Film Festival per il territorio, chi ci guadagna e quanto ci mette di tasca sua il Cantone. Perché il Festival non è solo cultura: è uno degli eventi economici più importanti dell’anno per la Svizzera italiana.
Un evento da 20-30 milioni di franchi l’anno
Partiamo dal dato che conta di più. Secondo l’analisi di BAK Economics ripresa dal Cantone, il Festival genera ogni anno un ritorno economico stimato fra i 20 e i 30 milioni di franchi per l’economia ticinese. Non è il budget del Festival: è la ricchezza che l’evento mette in circolo sul territorio, fra spese dirette degli ospiti e attività dell’indotto.
Il motore sono le presenze. Nell’ultima edizione il Festival ha portato in Ticino oltre 150’000 spettatori, con la Piazza Grande in crescita e gli abbonamenti in aumento rispetto all’anno prima. Sono persone che per giorni dormono, mangiano, si spostano e comprano sul territorio: ogni biglietto staccato è anche una cena, una notte in albergo, un caffè, un biglietto del battello.
I numeri chiave da tenere a mente:
- 8’000 posti in Piazza Grande ogni sera, per 11 serate
- oltre 150’000 presenze totali nell’ultima edizione
- 233 opere in programma nel 2026, di cui 103 prime mondiali
- 20-30 milioni di franchi di ricadute economiche stimate all’anno
Chi ci guadagna davvero
Il primo settore a beneficiarne è quello alberghiero. Solo l’organizzazione, fra ospiti, giurie, giornalisti e professionisti accreditati, porta ogni anno oltre mille persone a soggiornare in Ticino, con una permanenza media di circa sei giorni: un riempimento garantito nel pieno della stagione estiva, quando le camere del Locarnese sono già richieste. A questo si aggiunge il pubblico "normale", quello che sale da Lugano, da Bellinzona o arriva dalla vicina Lombardia per una serata in piazza.
Poi c’è tutta la filiera della ristorazione: grotti, ristoranti e bar del centro lavorano a pieno regime per quasi due settimane. E ci sono i negozi, i trasporti pubblici, i battelli, i taxi, i parcheggi. È l’effetto a catena che gli economisti chiamano indotto: un franco speso al botteghino ne muove diversi altri sul territorio. Un dinamismo che si inserisce in un contesto turistico già solido, quello del turismo ticinese che negli anni migliori ha superato i 3 milioni di pernottamenti.
Quanto ci mette il Cantone: 17 milioni
Un evento di questa portata non si regge da solo. Per questo il Cantone lo sostiene con soldi pubblici: nel giugno 2025 il Gran Consiglio ha approvato, praticamente all’unanimità, un credito di 17 milioni di franchi per il quinquennio 2026-2030, pari a 3,4 milioni all’anno. È il contributo cantonale ricorrente che accompagna il Festival nei prossimi cinque anni.
Vale la pena fare il conto della serva: se il Cantone mette 3,4 milioni all’anno e il ritorno per l’economia si stima fra i 20 e i 30 milioni, ogni franco pubblico investito ne fa girare diversi sul territorio. È la ragione, molto concreta, per cui la politica ticinese difende il Festival a prescindere dal colore delle giacche: non è solo prestigio culturale, è un investimento che rientra. Il Consiglio di Stato lo definisce «un evento culturale di primaria importanza per il Cantone e per la Svizzera», e i numeri gli danno man forte.
Come viverlo (e quanto costa)
La buona notizia per chi vuole esserci è che Piazza Grande resta uno degli eventi culturali più democratici della Svizzera: il biglietto per la singola serata costa molto meno di quanto ci si aspetti da un festival di questo livello, e chi frequenta più proiezioni può puntare su abbonamenti e accrediti. Per i prezzi esatti e per organizzarvi bene abbiamo preparato la nostra guida pratica per viverlo senza sorprese, con biglietti e pass.
E se il cinema non fa per voi, il Locarnese in agosto ha molto altro da offrire, dagli altri grandi festival dell’estate ticinese fino a una gita in battello verso il giardino botanico delle Isole di Brissago. Ma per undici sere, il cuore economico e culturale della regione batte in Piazza Grande.
Avete un ricordo del Festival o un consiglio su dove mangiare bene a Locarno durante le serate? Scriveteci a [email protected]: le migliori risposte finiranno nel prossimo pezzo.
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