Gasolio da riscaldamento, in Ticino +40% in un anno: cosa significa per chi ha la caldaia a nafta

Claudio Galli

29 Luglio 2026 - 07:10

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La nafta è passata da meno di 1 franco a 1.40 CHF al litro in dodici mesi. Il 40% degli stabili ticinesi si scalda ancora così: ecco perché il prezzo è schizzato, quando conviene riempire la cisterna prima dell’inverno e quali alternative offrono gli incentivi cantonali.

Gasolio da riscaldamento, in Ticino +40% in un anno: cosa significa per chi ha la caldaia a nafta

Chi in Ticino riscalda casa con una caldaia a nafta si prepara a un autunno più caro. Il prezzo del gasolio da riscaldamento è salito di oltre il 40% in un anno: oggi la media è di 1.40 CHF al litro, IVA inclusa, mentre nello stesso periodo del 2025 il consumatore finale pagava la nafta meno di un franco al litro. Non è un dettaglio per pochi: nel Cantone, come nella media svizzera, circa il 40% degli stabili si scalda ancora a nafta. Vediamo perché il prezzo è schizzato, quanto pesa davvero sul portafoglio e cosa si può fare adesso.

Di quanto è aumentata la nafta e perché

Il rincaro non dipende dalla stagione né dai consumi. A determinare il prezzo per chi compra è l’andamento borsistico del petrolio. E il petrolio, negli ultimi mesi, ha corso: la causa principale è la guerra nel Golfo Persico, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per circa il 20% del greggio prodotto nel mondo. Il risultato è un mercato in altalena. Il 23 luglio il Brent, lo standard internazionale, aveva superato i 102 dollari al barile, il valore più alto da maggio; pochi giorni dopo è arretrato dell’8% attorno ai 89 dollari, mentre il WTI americano è sceso a poco più di 83 dollari.

«Ormai da molto tempo il prezzo del gasolio per riscaldamento non segue l’andamento dei consumi, non è cioè legato alla domanda», spiega Paolo Righetti, presidente di Swissoil Ticino e direttore di Volenergy. «A determinare il costo finale è l’andamento borsistico. Quest’anno, soprattutto a causa della guerra in Iran, il prezzo del petrolio ha continuato a rincarare» [5].

Cosa cambia per il tuo portafoglio

La conseguenza pratica è che riempire la cisterna prima dell’inverno costa molto di più. Un esempio concreto: una casa unifamiliare che consuma circa 2’000 litri di nafta all’anno, ai prezzi attuali spende attorno ai 2’800 CHF contro i circa 2’000 CHF di dodici mesi fa. Sono quasi 800 franchi in più solo per scaldarsi, a parità di consumi. Non sorprende che, tra affitti alti e bollette in salita, il tema di quanto gas e nafta pesino sulle economie domestiche sia tornato al centro del dibattito cantonale.

Poiché il prezzo segue la borsa e non il calendario, il momento dell’acquisto conta: chi ha una cisterna può monitorare le quotazioni e ordinare nelle fasi di ribasso, come quella innescata dalla sospensione temporanea dei bombardamenti, invece di aspettare i primi freddi quando la domanda — e spesso il prezzo — sale.

Benzina e diesel: la fotografia al confine

Il rincaro degli idrocarburi non tocca solo il riscaldamento. Secondo la rilevazione del TCS del 25 luglio, la benzina senza piombo 95 costa in media 1.96 CHF al litro, la 98 sale a 2.07 CHF e il diesel tocca i 2.14 CHF: è il livello più alto da circa due anni, anche se ancora sotto i record del 2022. A fine febbraio, prima della guerra in Iran, la benzina 95 costava in media 1.67 CHF. Per chi tiene d’occhio l’andamento, la scheda aggiornata sui prezzi della benzina in Svizzera resta il riferimento più rapido.

Sul fronte italiano, il Consiglio dei ministri ha deciso uno sconto solo sul gasolio — tra accise e IVA vale circa 17 centesimi di euro al litro, fino al 6 agosto — lasciando invariata la benzina. Per questo il pieno di verde nelle province di confine di Como e Varese, tra 1.93 e 1.95 euro al litro, non risulta più conveniente di quello ticinese. In Svizzera, ricorda il TCS, le imposte pesano circa il 50% del prezzo finale della benzina, contro il 58% in Italia.

Le alternative: pompa di calore e incentivi cantonali

A medio termine, la vera via d’uscita dalla volatilità della nafta è cambiare sistema. Il Cantone ha stanziato un pacchetto pluriennale per la transizione energetica, con decine di milioni destinati alla sostituzione degli impianti a combustibili fossili: chi rimpiazza una caldaia a nafta con una pompa di calore può contare, a seconda dell’abitazione e della potenza, su un contributo cantonale che in media si aggira attorno ai 5’000 CHF, cumulabile in diversi Comuni con incentivi locali [6]. È lo stesso movimento — dal petrolio verso soluzioni rinnovabili — che sta ridisegnando i consumi energetici svizzeri.

Il paragone con le altre voci di spesa aiuta a mettere a fuoco la scelta: mentre la nafta rincara, le tariffe dell’elettricità in Ticino scendono ancora nel 2027, un fattore che rende una pompa di calore ben dimensionata ancora più interessante nel medio periodo.

Cosa fare adesso

Per chi si scalda a nafta il consiglio operativo è duplice:

  • nel breve, tenere d’occhio le quotazioni e ordinare il rifornimento nelle finestre di ribasso, evitando di ridursi alla vigilia dell’inverno;
  • nel medio, valutare la sostituzione dell’impianto chiedendo un preventivo per una pompa di calore e verificando gli incentivi presso l’Ufficio dell’energia del Cantone e il proprio Comune.

Con un prezzo del greggio ostaggio della geopolitica, la bolletta del riscaldamento resterà imprevedibile: pianificare per tempo è oggi il modo migliore per contenere la stangata.

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# Ticino

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