L’USTRA avverte: con l’avvio delle vacanze a nord delle Alpi tornano gli ingorghi sull’asse nord-sud. Vi spieghiamo quando partire, perché non vale la pena uscire dall’autostrada e quanto pesa davvero l’accessibilità del Cantone sul turismo estivo.
Il conto alla rovescia è partito. Nei primi cantoni a nord delle Alpi le vacanze estive cominciano il 27 giugno e, al più tardi una settimana dopo, l’asse nord-sud tornerà a riempirsi di automobilisti diretti verso il Ticino e l’Italia. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) lo mette nero su bianco: tra la fine di giugno e l’inizio di luglio è atteso il consueto caos viario sull’A2, a partire dal portale nord del San Gottardo. È una scadenza che ogni residente in Svizzera italiana conosce bene, ma che vale la pena affrontare con qualche dato in mano per evitare di restare bloccati in colonna.
Quando si formano le code (e i giorni da evitare)
Il traffico si concentra soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi. Secondo il Touring Club Svizzero (TCS), in queste giornate è molto probabile che la lunghezza delle colonne sulle arterie principali superi i dieci chilometri. Buona parte della pressione arriva da fuori: molti viaggiatori provenienti da Germania e Paesi Bassi attraversano la Confederazione per raggiungere il Sud.
Qualche riferimento concreto per pianificare il viaggio:
- l’alta stagione del traffico va dall’inizio di luglio alla metà di settembre, sull’A2 (galleria del San Gottardo) e sull’A13 attraverso il tunnel del San Bernardino;
- il traffico di rientro verso nord parte attorno al 9-10 agosto e prosegue fino a fine mese;
- il record storico di coda al Gottardo resta di 28 chilometri (Pentecoste 1999 e 2018); nelle punte ordinarie, come a Pasqua, si viaggia tra i 20 e i 25 chilometri, con attese che possono toccare le quattro ore.
La regola pratica è semplice: chi può scegliere, eviti la partenza nelle mattine di venerdì, sabato e nei giorni festivi, preferendo le ore serali o la metà settimana. Prima di mettersi in viaggio conviene sempre controllare la situazione aggiornata sulla rete autostradale ticinese e affidarsi alle indicazioni in tempo reale di TCS e polizia cantonale.
Perché non conviene uscire dall’autostrada
La tentazione, davanti alla colonna, è di abbandonare l’autostrada e cercare scorciatoie sulle strade cantonali e comunali. L’USTRA è netta: è una pessima idea. Il cosiddetto «traffico parassitario» scarica un peso insostenibile sui paesi lungo le vie principali, ostacola la circolazione locale e i mezzi pubblici e aumenta i rischi per la sicurezza. Per questo Confederazione e cantoni invitano a restare in autostrada; in alcuni casi le rampe di entrata e uscita verso le località più colpite possono essere temporaneamente chiuse proprio per scoraggiare le deviazioni.
Vale la pena ricordare perché le code si formano: nel 2024 quasi l’88% delle ore di colonna è dipeso dal puro sovraccarico di traffico, mentre gli incidenti pesano solo per il 6% e i cantieri per il 4%. Le autostrade rappresentano appena il 3% della rete stradale svizzera ma sopportano quasi il 45% del traffico totale: un’infrastruttura che, nei giorni di punta, viaggia ormai al limite della capacità.
L’alternativa che conviene: il treno
Quando l’A2 si blocca, il modo più affidabile per raggiungere o lasciare il Ticino resta la ferrovia, che evita del tutto la coda al portale del Gottardo. Le FFS hanno potenziato i collegamenti verso il Cantone e, nei fine settimana di grande esodo, aumentano i posti disponibili sulle relazioni nord-sud. Per chi resta in auto, sul fronte stradale dal 13 maggio 2026 è entrata pienamente a regime al San Gottardo la gestione dinamica della corsia d’emergenza, che può essere convertita in corsia di marcia per chi è diretto ad Airolo e ai passi del San Gottardo e della Novena.
Cosa significa per l’economia ticinese
Le code non sono soltanto un fastidio per chi parte: l’accessibilità del Cantone è una variabile economica a tutti gli effetti. Il turismo estivo è una voce importante per alberghi, ristoranti, grotti e lidi della Svizzera italiana, e la facilità con cui i visitatori del Nord raggiungono il Ticino incide direttamente sugli incassi della stagione. Non a caso il collegamento attraverso le Alpi è storicamente un motore di sviluppo per il territorio: l’apertura della galleria di base ha portato più turisti e nuova ricchezza nelle regioni meglio servite. Un asse nord-sud che funziona, insomma, è anche una questione di portafoglio per il Cantone.
In prospettiva, il Consiglio federale ha annunciato a fine gennaio le linee guida per il potenziamento delle infrastrutture di trasporto fino al 2045, con l’obiettivo di eliminare i colli di bottiglia sulle autostrade. Ma nell’immediato la soluzione resta nelle mani di chi viaggia: scegliere bene il giorno, partire con margine e, quando possibile, lasciare l’auto in garage e salire in treno. Prima di mettervi in strada, date un’occhiata ai nostri consigli per evitare le code.
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