Disoccupazione "reale" in Svizzera al 5,2% nel primo trimestre 2026, massimo dalla pandemia: in Ticino il dato SECO è 2,8% ma il quadro ILO è più alto. Cosa cambia per chi ha perso il lavoro

Claudio Galli

18 Maggio 2026 - 19:10

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il dato pubblicato oggi dall’Ufficio federale di statistica indica 266’000 persone senza lavoro in Confederazione, 26’000 in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. Mentre nell’Unione europea il tasso scende dal 6,2% al 6,1%, in Svizzera sale. Cosa significa per chi vive in Cantone Ticino, dove la disoccupazione registrata SECO è ferma al 2,8%, e perché iscriversi all’URC entro il primo giorno resta la mossa decisiva per riscuotere l’indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD).

Disoccupazione "reale" in Svizzera al 5,2% nel primo trimestre 2026, massimo dalla pandemia: in Ticino il dato SECO è 2,8% ma il quadro ILO è più alto. Cosa cambia per chi ha perso il lavoro

Lunedì 18 maggio 2026 l’Ufficio federale di statistica (BFS) ha pubblicato la Rilevazione sulle forze di lavoro (SAKE/RIFOS) del primo trimestre. Il numero che farà discutere è il tasso di disoccupazione secondo la definizione dell’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro): 5,2% sul piano nazionale, in crescita dal 4,7% del primo trimestre 2025. È il valore più alto dalla crisi sanitaria del 2021 (quando aveva toccato 5,8%). In termini assoluti significa 266’000 persone senza lavoro in cerca attiva di un’occupazione, 26’000 più di un anno fa.

Il dato spiazza per una ragione precisa: la statistica della SECO sui disoccupati iscritti, quella che ogni mese fa notizia in Ticino, ad aprile 2026 diceva 3,0% in Confederazione e 2,8% nel Cantone. La differenza fra i due numeri non è un errore: misurano cose diverse. E per il lettore svizzero italiano, capire la divergenza significa capire dove si colloca davvero il mercato del lavoro, e cosa rischia chi resta sotto i radar dell’URC.

Perché 5,2% e non 3%: due fotografie dello stesso paese

Il tasso SECO conta solo chi è iscritto a un Ufficio regionale di collocamento (URC, in tedesco RAV) e percepisce o ha diritto a percepire le indennità giornaliere dell’AD. Il tasso ILO del BFS conta invece tutte le persone fra 15 e 74 anni che nella settimana di riferimento non avevano un lavoro, lo hanno cercato attivamente nelle quattro settimane precedenti e sarebbero disponibili a iniziare subito.

Tradotto: il dato ILO include anche chi cerca lavoro senza essere iscritto al RAV, chi ha esaurito le indennità AD, chi non ha mai versato contributi sufficienti per accedere all’assicurazione (giovani al primo impiego, rientri da congedi maternità lunghi, persone in formazione che terminano gli studi). È il motivo per cui in tutti i Paesi industrializzati il numero ILO è regolarmente più alto del numero amministrativo. La Confederazione non fa eccezione: la forbice fra 3% SECO e 5,2% ILO è il "vero" termometro del mercato del lavoro svizzero.

A pesare nei tre mesi sotto la lente del BFS, secondo le testate svizzero-tedesche che hanno aperto l’edizione del lunedì sul dato, è soprattutto l’industria d’esportazione, frenata dai dazi statunitensi. Il Tages-Anzeiger titola che «la quota di disoccupati cresce a 5,2%, 266’000 persone in cerca di lavoro»; il Bund parla di «aumento al 5,2%»; SRF ricorda che il numero degli occupati continua però a salire (+0,2% sull’anno, 5,351 milioni di persone al lavoro nel Paese).

Svizzera contro UE: a Berna sale, a Bruxelles scende

C’è un secondo motivo per cui il numero pubblicato oggi farà parlare. Nello stesso periodo, secondo Eurostat, la disoccupazione media nell’Unione europea è scesa dal 6,2% al 6,1%. La Confederazione resta tre quarti di punto sotto Bruxelles, ma si muove in direzione opposta.

Il quadro dei vicini lo conferma:

  • Germania: dal 3,7% al 4,2% (+0,5 punti, come la Svizzera);
  • Francia: dal 7,5% al 7,8% (+0,3);
  • Austria: dal 6,1% al 6,2% (+0,1);
  • Italia: dal 6,8% al 5,3% (-1,5).

L’eccezione italiana — calo di un punto e mezzo in dodici mesi — è la fotografia che spiega anche una parte della migrazione dei frontalieri verso il Sud delle Alpi: il mercato del lavoro lombardo, in particolare nelle province di Como e Varese, sta assorbendo manodopera. Per chi guarda dal Mendrisiotto, è un cambio di scenario rispetto al quinquennio precedente.

La fotografia ticinese: SECO al 2,8%, ma il quadro ILO è diverso

Il BFS pubblica il dato ILO solo a livello nazionale e regionale, non cantonale (la Svizzera italiana rientra nella regione "Ticino" della statistica federale, che però non viene scorporata trimestre per trimestre con la stessa frequenza). I dati cantonali ufficiali su cui ragionare restano quelli SECO: ad aprile 2026 il Ticino aveva 4’700 disoccupati iscritti, pari al 2,8%, meglio della media nazionale del 3,0% e in calo di tre decimi sul mese precedente. Lo abbiamo raccontato nei giorni scorsi nel pezzo Disoccupazione in Ticino al 2,8% in aprile 2026.

Cosa aggiunge la fotografia ILO al quadro ticinese? Due cose pratiche:

  • il numero reale di residenti in Cantone Ticino che oggi cercano lavoro è superiore ai 4’700 iscritti SECO, perché include chi non si è ancora iscritto all’URC o chi ha esaurito i 200-520 giorni di indennità;
  • per il lettore questo significa che, se ha perso il posto, finire nella statistica SECO non è un’opzione fra le altre: è la condizione legale per attivare l’AD e ricevere le indennità.

Cosa fare se hai perso il lavoro

Il momento utile per agire è il primo giorno di disoccupazione. La procedura corretta in Ticino, in sintesi operativa, è la seguente:

  • iscriversi all’URC (Bellinzona, Lugano, Locarno, Mendrisio o Biasca) online dal portale del Cantone o di persona allo sportello, possibilmente lo stesso giorno in cui termina il rapporto di lavoro o il giorno successivo. La guida passo passo è nel nostro articolo come iscriversi all’ufficio di collocamento;
  • scegliere una cassa di disoccupazione fra la Cassa cantonale di assicurazione contro la disoccupazione (CCAD), le casse sindacali OCST e Unia, o una delle altre casse riconosciute. È la cassa a versare materialmente l’indennità;
  • sapere a quanto si ha diritto: l’indennità giornaliera è di regola pari al 70% del guadagno assicurato, sale all’80% per chi ha figli a carico, percepisce un salario assicurato fino a 3’797 CHF al mese o ha una rendita AI di almeno il 40%;
  • sapere per quanto tempo: la durata va da 200 a 520 indennità giornaliere, in base a età, periodo di contribuzione AD e situazione familiare;
  • per i frontalieri il quadro è cambiato con la riforma UE che ridiscute chi paga le indennità, di cui abbiamo trattato nel pezzo Disoccupazione dei frontalieri, l’allarme della SECO.

Un’ultima nota di metodo. I dati ILO arrivano in ritardo rispetto a quelli SECO: il BFS pubblica trimestre per trimestre, la SECO mese per mese. Per questo, fino alla prossima rilevazione SAKE attesa a metà agosto, il termometro più tempestivo del mercato del lavoro ticinese resta il bollettino mensile della SECO, pubblicato di solito il secondo lunedì di ogni mese. Il dato di oggi è la cornice nazionale dentro cui leggerlo.

 [3]

Per i dati ufficiali aggiornati: Disoccupati ILO sul sito BFS e Dati sulla disoccupazione SECO.

Iscriviti alla newsletter