Tempo parziale e pensione: fino a 1’300 CHF in meno al mese, il calcolo SRF–VZ Vermögenszentrum che riguarda anche il Ticino

Claudio Galli

13 Maggio 2026 - 10:11

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Tre profili-tipo simulati sul salario base di 100’000 CHF: la rendita finale cambia di centinaia di franchi al mese a seconda di quanto a lungo si è ridotto il pensum. In Ticino il tempo parziale è cresciuto del 20,4% in cinque anni, soprattutto fra le donne: ecco cosa cambia per AVS e cassa pensioni LPP, e cosa si può fare per limitare il danno.

Tempo parziale e pensione: fino a 1'300 CHF in meno al mese, il calcolo SRF–VZ Vermögenszentrum che riguarda anche il Ticino

La televisione svizzero-tedesca SRF, nell’ambito della trasmissione Eco Talk dell’11 maggio 2026, ha pubblicato il giorno dopo una simulazione del VZ Vermögenszentrum – uno dei principali consulenti finanziari indipendenti della Confederazione – che mette nero su bianco quanto costa il tempo parziale alla rendita di vecchiaia: fino a 1’300 CHF in meno al mese, a seconda di quando e per quanto si riduce il pensum lavorativo.

La domanda «Wie viel weniger Rente bekomme ich, wenn ich Teilzeit arbeite?», secondo SRF, è quella che molti dipendenti non si pongono prima del tempo. Eppure tocca da vicino anche la Svizzera italiana: in Ticino il tempo parziale è cresciuto del 20,4% fra il 2018 e il 2023, e fra le donne è ormai la modalità di impiego prevalente.

Tre profili-tipo: chi paga di più la riduzione del pensum

Il calcolo del VZ Vermögenszentrum si basa su un caso semplificato — persona non sposata, salario di riferimento di 100’000 CHF a tempo pieno, contributi LPP secondo lo schema federale 7-10-15-18% in base all’età, tasso d’interesse di proiezione 1,25%, aliquota di conversione 6,8% nel regime obbligatorio e 5% nel sovraobbligatorio. Su questa base SRF confronta tre carriere-tipo:

  • Tempo pieno: 100% per tutta la vita lavorativa. È il riferimento di confronto.
  • Riduzione anziana (Altersteilzeit): passaggio al 60% a 55 anni. Risultato: rendita totale di poche centinaia di franchi al mese inferiore rispetto al pieno, soprattutto sulla quota cassa pensioni.
  • Riduzione familiare (Familienteilzeit): discesa al 40% a 35 anni, poi risalita al 60% e infine all’80%. È il profilo più tipico per chi ha figli – ed è anche quello con il conto più salato: fino a 1’300 CHF in meno al mese sulla rendita complessiva una volta in pensione.

«Si hanno molti svantaggi: meno stipendio, una rendita più bassa, spesso meno opportunità di carriera», ha riassunto a SRF Edith Siegenthaler, responsabile della politica sociale del sindacato Travail.Suisse.

Perché la cassa pensioni LPP pesa più dell’AVS

A muoversi maggiormente al variare del pensum non è il 1° pilastro AVS, ma il secondo pilastro LPP – la cassa pensioni professionale. Il motivo è strutturale: l’AVS è calcolata sui redditi versati lungo tutta la vita lavorativa, con un tetto massimo che limita anche chi guadagna molto; la cassa pensioni invece accumula capitale proporzionale al salario assicurato anno per anno, e qui il pensum incide direttamente sull’accumulo.

C’è poi un secondo meccanismo, spesso sottovalutato: la deduzione di coordinamento (in tedesco Koordinationsabzug). Si tratta della quota di stipendio – nel 2026 attorno ai 26’460 CHF – che la cassa pensioni sottrae dal salario lordo prima di calcolare i contributi LPP. Per chi lavora 100% pesa relativamente poco; per chi lavora al 40% può azzerare quasi del tutto il salario assicurato. Alcune casse pensioni applicano una deduzione di coordinamento ridotta in proporzione al pensum, altre no: vale la pena verificarlo sul regolamento del proprio datore di lavoro.

Il Ticino lavora sempre più part-time

Il tema non è zurighese o bernese: tocca il Sud delle Alpi quanto il resto del Paese, forse di più. Negli ultimi anni in Ticino gli impieghi a tempo parziale sono cresciuti del 3,5% in dodici mesi e del 20,4% fra il 2018 e il 2023, mentre i tempi pieni hanno fatto il contrario (-1,3% nell’ultimo anno). Tradotto: il mercato del lavoro cantonale converge su modelli sempre più «alleggeriti», soprattutto fra le donne. Nelle Ferrovie federali (FFS), per restare a un grande datore di lavoro pubblico, il 56% delle dipendenti donne è oggi assunto a tempo parziale, contro il 15% degli uomini.

Patrick Chuard-Keller, capo economista dell’Unione svizzera degli imprenditori, ha attribuito a SRF questa scarsa consapevolezza al «basso valore attribuito in Svizzera all’educazione finanziaria», un nodo che secondo lui andrebbe affrontato a livello formativo per motivare più persone a lavorare con percentuali alte.

Cosa fare prima di ridurre il pensum

La simulazione SRF–VZ non è un invito a non ridurre l’orario – le ragioni familiari, di salute o di carriera restano legittime – ma un invito a fare i conti prima. In pratica:

  • Chiedi al datore di lavoro come è regolata la deduzione di coordinamento per chi lavora part-time. Una regolazione proporzionale al pensum può valere decine di migliaia di franchi sul capitale finale.
  • Valuta riscatti volontari nella cassa pensioni negli anni di reddito più alto: oltre a colmare le lacune contributive, sono interamente deducibili dalle imposte cantonali e federali.
  • Sfrutta il 3° pilastro 3a con i versamenti annui consentiti (nel 2026 attorno ai 7’258 CHF per i salariati con LPP). Anche le app pensionistiche del terzo pilastro hanno reso questa scelta più semplice.
  • Chiedi l’estratto contributivo individuale AVS alla cassa di compensazione del Cantone. È gratuito e mostra dove si sono già aperte lacune da colmare prima della pensione.

Sul fronte istituzionale, le informazioni di base sull’AVS e sulla LPP sono disponibili sul sito dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, mentre l’estratto contributivo individuale si richiede alla Cassa cantonale di compensazione AVS del Cantone Ticino. Resta una verità che la simulazione SRF fa emergere senza enfasi: ogni anno passato sotto il 100% lascia un segno permanente sull’estratto della vecchiaia. Saperlo per tempo è già metà del lavoro.

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