Il Politecnico federale di Zurigo abbassa le stime sul PIL e alza quelle sull’inflazione (0,6%): la BNS resterà a tasso zero, l’export di orologi e meccanica soffre. Ecco perché il dato riguarda da vicino anche il portafoglio di chi vive in Ticino.
Il KOF, il centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo (ETH), ha tagliato il 17 giugno le sue previsioni di crescita per l’economia elvetica: nel 2026 il prodotto interno lordo aumenterà solo dello 0,8%, contro l’1,0% stimato a metà marzo, e nel 2027 si fermerà all’1,5% (era 1,7%). Per avere un riferimento, il tasso di crescita medio pluriennale della Confederazione è dell’1,8%: significa che il Paese viaggerà per due anni sotto il suo passo normale. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: una crescita più lenta si traduce, prima o poi, in meno posti di lavoro creati, salari che faticano a tenere il passo dei prezzi e conti di risparmio che continuano a non rendere nulla.
Perché il KOF ha rivisto al ribasso le stime
La ragione principale è la guerra in Medio Oriente. Il conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran ha tenuto lo stretto di Hormuz di fatto chiuso al traffico marittimo per settimane, facendo schizzare il prezzo del petrolio fino a circa 118 dollari al barile a fine aprile, prima del rientro a poco più di 90 dollari a fine maggio. Energia più cara e incertezza alta pesano sui consumi: nel primo trimestre del 2026 la spesa delle famiglie ha subito una battuta d’arresto e la fiducia dei consumatori è scesa ai minimi dall’aprile 2025.
A frenare è anche il fronte estero. La domanda mondiale debole e il franco forte mettono sotto pressione l’industria d’esportazione, con un quadro a due velocità: bene la farmaceutica e la chimica, male i settori più sensibili al ciclo come l’orologeria e la meccanica. È esattamente il tessuto industriale che dà lavoro a una fetta importante del Sottoceneri, dal Mendrisiotto al Luganese, e questo collega il dato nazionale alla realtà quotidiana del Cantone. Il rallentamento si inserisce in una fase già delicata per l’economia svizzera, segnata dai dazi statunitensi e dalla concorrenza sui costi.
Cosa rischia il portafoglio di chi vive in Ticino
Il KOF prevede che la disoccupazione salga al 3,1% nella media 2026 secondo il metodo della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), e al 5,1% secondo il conteggio dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Per il momento il Ticino regge meglio della media svizzera, ma il margine è sottile e i settori esposti all’export sono proprio quelli più ciclici. Chi lavora nell’orologeria o nella meccanica fa bene a tenere d’occhio l’andamento del proprio comparto.
Sul fronte dei prezzi, il KOF ha alzato la stima d’inflazione allo 0,6% sia per il 2026 sia per il 2027 (a marzo indicava lo 0,3%): a spingere sono soprattutto energia e viaggi. Resta un rincaro contenuto rispetto agli standard europei, ma con i salari reali attesi in crescita più debole del solito il potere d’acquisto delle famiglie cresce poco. In pratica: aumenti di stipendio che, tolta l’inflazione, lasciano meno margine di quanto sembri.
Risparmi e mutui: cosa fare con la BNS ferma a 0%
Il punto più concreto per il portafoglio è la politica monetaria. Gli esperti zurighesi si aspettano che la Banca nazionale svizzera (BNS) mantenga il tasso guida allo 0,0% per tutto l’orizzonte di previsione. Tradotto in cifre per il cittadino:
- Conti di risparmio: gli interessi restano appena sopra lo zero. Tenere grandi liquidità ferma sul conto significa, di fatto, perdere terreno rispetto al rincaro dello 0,6%. Vale la pena confrontare le condizioni delle diverse banche, dove le differenze contano più del tasso BNS in sé.
- Mutui: con la BNS a zero e l’inflazione attorno allo 0,5-0,6%, i tassi fissi a lungo termine restano competitivi rispetto al SARON. Chi deve rinnovare un’ipoteca confronti entrambe le opzioni con la propria banca.
- Pilastro 3a: in una fase di rendimenti bassi sul conto, sfruttare la deduzione fiscale del 3° pilastro resta uno dei pochi modi sicuri per "guadagnare" sul risparmio. Il versamento riduce il reddito imponibile.
Le 3 cose da sapere
- La crescita 2026 è stata tagliata dall’1,0% allo 0,8%, sotto la media storica dell’1,8%.
- L’inflazione è rivista al rialzo allo 0,6%: prezzi più alti, salari reali più fiacchi.
- La BNS resterà a 0%: risparmi che non rendono, ma mutui fissi ancora convenienti.
Per chi vuole approfondire, le previsioni dettagliate del KOF sono pubblicate sul sito dell’istituto del Politecnico di Zurigo, mentre le stime ufficiali della Confederazione sono consultabili sul portale della SECO. Le decisioni sui tassi e le valutazioni d’inflazione della BNS completano il quadro. Sul mercato del lavoro cantonale resta utile la nostra analisi sulla disoccupazione in Ticino, mentre per orientarsi tra conti e tassi delle banche svizzere si può partire dallo studio Moneyland sugli istituti elvetici. Il contesto del rallentamento dell’economia svizzera aiuta infine a leggere i numeri di oggi non come un episodio isolato, ma come una tendenza con cui famiglie e imprese dovranno convivere ancora per qualche trimestre.
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