Cioccolato ticinese, le 3 fabbriche che si possono visitare: si entra da 5 CHF e la degustazione è gratis

Claudio Galli

17 Agosto 2026 - 22:13

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Alprose a Caslano, Chocolat Stella a Giubiasco e la Cima Norma che rinasce in Valle di Blenio: orari, prezzi, come si prenota la visita guidata e perché una tavoletta costa ogni anno di più

Cioccolato ticinese, le 3 fabbriche che si possono visitare: si entra da 5 CHF e la degustazione è gratis

C’è una passerella sospesa sopra i macchinari, a Caslano, da cui si guarda il cioccolato liquido scendere negli stampi. Sotto, il rumore delle confezionatrici; sopra, un odore che si attacca ai vestiti e non se ne va per ore. Costa cinque franchi e i bambini fino a sei anni non pagano nulla.

In Ticino il cioccolato non è un souvenir da aeroporto: è ancora un’industria, e due delle sedici aziende associate a Chocosuisse hanno sede nel Cantone. In tre posti si può entrare a vedere come nasce. Vi raccontiamo dove, quanto costa e cosa va prenotato.

Alprose, Caslano: cinque franchi e assaggio libero

La Museum & Chocolate Experience Alprose di via Rompada 36, a Caslano, è la porta d’ingresso più semplice: aperta tutti i giorni dalle 9 alle 17, con il negozio che tira avanti fino alle 17.30. Il biglietto costa 5 CHF per gli adulti e per chi ha più di 16 anni, 2 CHF dai 7 ai 16 anni e per gli over 65, ed è gratuito fino ai sei anni e per le visite scolastiche. Per i gruppi sopra le dieci persone si scende a 1 CHF a testa: è il prezzo più basso che conosciamo per un museo in Ticino.

Il punto forte non è la collezione — pur ricca di macchinari storici e vecchi incarti — ma la fabbrica vera che lavora sotto i vostri piedi. La produzione è visibile dalla galleria da lunedì a venerdì: nel fine settimana le linee sono ferme, quindi di sabato vedrete il museo ma non il cioccolato in movimento. La visita finisce nel negozio «Nostalgia», dove l’assaggio è libero e le tavolette si comprano a prezzo di fabbrica. Chi pernotta in Ticino e ha il Ticino Ticket entra a tariffa ridotta.

Caslano si raggiunge in treno da Lugano sulla linea per Ponte Tresa e la stazione è a pochi minuti a piedi: è una delle mete più comode per una gita con i bambini senza mettersi in auto.

Chocolat Stella, Giubiasco: 10 CHF, ma va prenotata tre settimane prima

L’altra ticinese di Chocosuisse è la Chocolat Stella di via alle Gerre 28 a Giubiasco, dove la produzione è stata trasferita nel 1988 e ampliata nel 2014. Qui non c’è un museo: c’è la fabbrica e basta, e si entra solo con la visita guidata su prenotazione.

Le condizioni, secondo la scheda di Ticino Turismo, sono queste:

  • durata 1 ora e 30, da lunedì a venerdì, solo su richiesta
  • prenotazione con almeno tre settimane di anticipo
  • gruppo minimo di 10 persone
  • 10 CHF a persona, 6 CHF per i bambini, degustazione compresa
  • lingue disponibili: italiano, tedesco, inglese, francese

È la formula giusta per un gruppo di amici, una classe o un’uscita aziendale, meno per una domenica improvvisata. Se siete in due resta il negozio di fabbrica, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8.30 alle 13. Dalla stazione di Giubiasco si arriva in bus verso Camorino più cinque minuti a piedi.

Cima Norma, la fabbrica che riapre dopo mezzo secolo

Il terzo indirizzo è il più romantico e il meno prevedibile. La Cima Norma di Dangio-Torre, in Valle di Blenio, ha prodotto cioccolato dal 1903 al 1968 e per decenni è stata il principale datore di lavoro della valle. Dal 2016 il complesso è gestito dalla Fondazione La Fabbrica del Cioccolato, che dal 2020 ci organizza il Cima Norma Art Festival e mantiene un piccolo museo visitabile su appuntamento.

Ma la partita vera è un’altra: l’imprenditore Abouzar Rahmani ha annunciato un piano da 50 milioni di CHF per riportare in vita lo stabilimento, con un albergo a tre e quattro stelle, ristoranti, una spa e un museo del cioccolato bleniese. La produzione delle tavolette a marchio Cima Norma è ripartita e il progetto prevede a regime attorno al centinaio di posti di lavoro: per una valle che perde abitanti da settant’anni è la scommessa economica più grande degli ultimi decenni. Andarci ora significa vedere un pezzo di archeologia industriale prima che diventi un resort.

Perché una tavoletta costa ogni anno di più

Il settore che state visitando, intanto, sta stretto. Secondo i dati diffusi da Chocosuisse nel marzo 2026, nel 2025 le imprese svizzere hanno smerciato 192’458 tonnellate di cioccolato, il 7.9% in meno dell’anno prima. È calato il consumo interno (-4.4%, a 55’719 tonnellate) ed è calato ancora di più l’export (-9.3%, a 136’829 tonnellate). Il consumo pro capite nella Confederazione è sceso a 10.3 chili l’anno, di cui 6.1 di cioccolato svizzero.

Il giro d’affari, però, è cresciuto dell’11.8% a 2.5 miliardi di CHF: si vende meno prodotto a un prezzo molto più alto. La causa la conoscete se avete guardato uno scaffale di recente: il prezzo del cacao è quadruplicato, fino a toccare i 10’888 dollari la tonnellata a fine 2024 dopo anni passati fra i 2’000 e i 3’000. Il risultato è che sempre più consumatori scelgono marche estere più economiche, mentre il comparto — 16 aziende, circa 4’600 dipendenti, oltre il 70% del fatturato all’estero — chiede alla Confederazione accordi commerciali stabili con Stati Uniti e Unione europea. Per il contesto lungo, la storia del cioccolato svizzero racconta come si è costruita questa reputazione.

Quanto costa la giornata

Facciamo i conti in tasca. Due adulti e due ragazzi di dieci e quattordici anni ad Alprose spendono 14 CHF di ingressi, e con il Ticino Ticket si scende ancora. A Giubiasco una comitiva di dieci adulti paga 100 CHF in tutto, degustazione inclusa. In entrambi i casi la spesa vera la farete nel negozio di fabbrica: è lì che conviene tenere il portafoglio sotto controllo.

Un consiglio pratico: andateci da lunedì a venerdì. È l’unico modo per vedere le macchine in funzione e a Giubiasco è l’unica finestra prenotabile. Per allungare la giornata, da Caslano parte una delle piste ciclabili più adatte ai bambini del Cantone.

Avete visitato una di queste fabbriche o ne conoscete un’altra che vale il viaggio? Scriveteci a [email protected]: le vostre segnalazioni finiscono nei prossimi pezzi.

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# Ticino

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