Al momento della pensione l’avere del 2° pilastro si può incassare come rendita a vita, come capitale in un’unica soluzione o in forma mista. È una scelta quasi sempre irreversibile: ecco i criteri concreti per non sbagliarla, dall’aliquota di conversione al 6,8% al consenso obbligatorio del coniuge, fino alla tassazione del prelievo, che in Ticino resta fra le più leggere della Svizzera.
Chi si avvicina alla pensione ha di fronte una delle decisioni finanziarie più pesanti di tutta la vita lavorativa: che cosa fare dell’avere accumulato nel 2° pilastro. La cassa pensioni (italicoLPP/italico, la previdenza professionale che integra la rendita AVS) permette in genere tre strade — rendita mensile a vita, prelievo del capitale in un colpo solo, oppure un mix delle due — e la scelta, una volta comunicata e incassata, non si torna più indietro. In questa guida vediamo passo per passo come funziona il meccanismo, quando conviene una via e quando l’altra, e perché la parte fiscale, in Cantone Ticino, fa spesso pendere l’ago della bilancia.
1. Che cosa succede all’avere del 2° pilastro quando si va in pensione
Durante la vita lavorativa il lavoratore e il datore di lavoro versano ogni mese i contributi alla cassa pensioni, che li fa fruttare. All’italicoetà di riferimento/italico — il termine che con la riforma AVS 21 ha sostituito la vecchia «età pensionabile» — quel montante accumulato diventa la base della prestazione di vecchiaia.
Per legge hai diritto ad almeno il 25% dell’avere obbligatorio sotto forma di capitale (art. 37 LPP), ma la maggior parte delle casse, secondo il proprio regolamento, consente di prelevare in capitale una quota molto più alta, fino all’intero avere. Il resto, se non lo prelevi, viene trasformato in una rendita a vita. Il primo passo è quindi sempre lo stesso: leggere il regolamento della propria cassa e chiedere un preventivo personalizzato con entrambe le opzioni a confronto. È lo stesso ragionamento previdenziale che si affronta anche quando si valuta cosa fare del libero passaggio quando si cambia lavoro, ma qui la posta in gioco è definitiva.
2. L’aliquota di conversione: così nasce la rendita
La rendita non è un importo scelto a piacere: si ottiene applicando al capitale l’aliquota di conversione (italicoUmwandlungssatz/italico). Sulla parte obbligatoria della previdenza l’aliquota minima fissata dalla legge (art. 14 LPP) è del 6,8%. In pratica:
- con un avere di 500’000 CHF e un’aliquota del 6,8%, la rendita annua lorda è di circa 34’000 CHF (poco più di 2’800 CHF al mese), versata finché sei in vita;
- sulla parte italicosovraobbligatoria/italico molte casse applicano aliquote più basse (spesso attorno al 5% o meno), quindi la media effettiva del tuo istituto può risultare inferiore al 6,8%.
Il preventivo della cassa indica sempre l’aliquota effettiva applicata al tuo caso: è il primo numero da guardare, perché più è alta, più la rendita a vita diventa conveniente rispetto al prelievo.
3. Quando conviene la rendita a vita
La rendita è la scelta della sicurezza e della semplicità. Ti mette al riparo dal cosiddetto italicorischio di longevità/italico: continui a incassarla anche se vivi molto a lungo, senza il timore di esaurire i risparmi. Non devi gestire investimenti né preoccuparti dell’andamento dei mercati, e alla tua morte la cassa versa in genere al coniuge superstite una rendita pari a circa il 60% della tua.
È la via indicata per chi ha una buona aspettativa di vita, per chi non se la sente di amministrare da solo un capitale importante e per chi vuole proteggere il partner. Lo svantaggio è la rigidità: la rendita è tassata ogni anno come reddito al 100% (vedi punto 6), raramente viene adeguata al rincaro e, salvo la rendita per il coniuge, alla morte il capitale residuo resta alla cassa e non entra nell’eredità.
4. Quando conviene il prelievo del capitale
Prelevare il capitale significa avere in mano l’intero avere e gestirlo in autonomia. I vantaggi sono la flessibilità (decidi tu quanto spendere e quando), la trasmissibilità (ciò che non consumi va agli eredi) e una tassazione una tantum molto favorevole. In cambio ti assumi però il rischio d’investimento e quello di longevità: se vivi molto a lungo o se i mercati vanno male, il capitale può assottigliarsi.
Un calcolo mentale utile è il punto di pareggio: 500’000 CHF divisi per una rendita di 34’000 CHF fanno circa quindici anni. Detto in modo grezzo, se prevedi di vivere ben oltre i quindici anni dopo il pensionamento la rendita nominale «rende» di più; se la tua aspettativa è più corta, o se conti di far fruttare il capitale, il prelievo diventa competitivo. È un ragionamento che va sempre affinato con le imposte e con il rendimento atteso degli investimenti. Chi sceglie questa strada dovrebbe già avere dimestichezza con la pianificazione della previdenza privata, perché il capitale del 2° pilastro andrà gestito con la stessa logica di lungo periodo.
5. La soluzione mista: spesso la più equilibrata
Non è una scelta tutto-o-niente. La strada più usata dai consulenti è quella mista: si trasforma in rendita la quota necessaria a coprire, insieme alla rendita AVS, le spese fisse mensili (affitto, cassa malati, alimentari), e si preleva in capitale la parte restante, da tenere come riserva flessibile o da investire. Così si mette al sicuro il tenore di vita di base e si conserva libertà di manovra per le spese straordinarie e per gli eredi. Molte casse consentono anche prelievi parziali: vale la pena chiedere quali combinazioni ammette il regolamento.
6. Come si tassa in Ticino: rendita contro capitale
La fiscalità è spesso l’elemento decisivo, e qui il Ticino gioca a favore di chi preleva.
- Rendita: è considerata reddito e tassata ogni anno al 100%, come uno stipendio, sommandosi alle altre entrate ai fini dell’imposta federale, cantonale e comunale.
- Capitale: è colpito una sola volta, al momento del prelievo, con l’imposta annua separata sulle prestazioni previdenziali, ad aliquota ridotta e staccata dagli altri redditi. Dopo il voto cantonale del 09.06.2024 sulla revisione della legge tributaria, in Ticino il prelievo del capitale di previdenza è tassato con un’aliquota massima attorno al 3%, fra le più basse del Paese. A questa si aggiunge l’imposta federale diretta, pari a un quinto dell’aliquota ordinaria (per importi contenuti resta ben sotto l’1%).
Attenzione a due trappole. La prima: il fisco somma tutti i prelievi previdenziali dello stesso anno — 2° pilastro, pilastro 3a e, in Ticino come in gran parte dei cantoni, anche quelli del coniuge — spingendo l’importo complessivo su uno scaglione più alto. Per questo conviene italicoscaglionare/italico i prelievi su più anni civili (ad esempio ritirando i conti 3a in anni diversi da quello del capitale LPP). La seconda: a livello federale è in discussione una proposta del Consiglio federale che potrebbe inasprire la tassazione dei prelievi di capitale a partire dal 2027-2028; non è ancora legge, ma è un elemento da seguire prima di rinviare a lungo la decisione. Un raffronto tra rendita e capitale al netto delle imposte si può fare con i calcolatori del VZ VermögensZentrum o di Comparis.
7. Scadenze, consenso del coniuge e come muoverti
Il prelievo del capitale non si improvvisa. Quasi tutte le casse chiedono un preavviso, che secondo il regolamento può andare da alcuni mesi fino a tre anni prima del pensionamento: informarsi con anticipo è la regola d’oro. Se sei sposato o in unione domestica registrata serve inoltre il consenso scritto e autenticato del coniuge o del partner, perché la scelta incide anche sulla sua protezione. La richiesta va sempre presentata per iscritto alla cassa entro i termini previsti.
La checklist finale prima di decidere
- Chiedi alla tua cassa un preventivo che confronti rendita, capitale e soluzione mista, con l’aliquota di conversione effettiva applicata al tuo avere.
- Stima le tue spese fisse mensili: la parte da coprire con rendita sicura è quella che AVS più eventuale rendita LPP dovrebbero garantire.
- Fai i conti al netto delle imposte, ricordando che la rendita è tassata ogni anno e il capitale una sola volta (in Ticino fino a circa il 3%).
- Se opti per il capitale, scagliona i prelievi previdenziali su più anni civili per non finire in uno scaglione più alto.
- Verifica preavviso e consenso del coniuge con largo anticipo, e valuta una consulenza indipendente prima di firmare: è una scelta che si fa una volta sola.
[3]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter