L’enclave di 1’200 elettori sceglie la lista «Campione rilancia» dopo cinque anni di gestione post-dissesto. Il neoeletto: «I rapporti con la Svizzera sono fondamentali». Sul tavolo restano lo smaltimento dei rifiuti in Ticino, gli accordi sanitari con il Cantone e l’eredità dell’inclusione doganale UE del 2020.
Campione d’Italia ha un nuovo sindaco: la lista «Campione rilancia» guidata da Luca Frigerio ha raccolto il 60,35% dei voti alle elezioni comunali del 25 maggio 2026, sbaragliando le altre due formazioni in corsa (Per Campione d’Italia al 34,25% e Sviluppo e solidarietà per Campione al 5,40%). Alle urne si è recato il 53,8% degli aventi diritto, in calo di quasi quattro punti rispetto al settembre 2020.
Il dato di partecipazione è significativo perché agli oltre 1’200 elettori che vivono materialmente nell’enclave si sommano i circa 1’800 iscritti all’AIRE — l’anagrafe italiana dei residenti all’estero — che possono votare per corrispondenza. italicoNumeri piccoli, peso politico ed economico ben più grande dei numeri/italico: Campione d’Italia è un comune italiano di circa 1,6 km² incastonato sulla riva orientale del Ceresio, completamente circondato dal territorio del Canton Ticino, che usa il franco svizzero come valuta corrente e che dipende dalle infrastrutture svizzere per acqua, energia, trasporti, sanità e gestione dei rifiuti.
La vittoria di Frigerio arriva al termine del primo mandato post-dissesto: l’amministrazione uscente guidata da Roberto Canesi aveva traghettato il comune fuori dal fallimento dichiarato nel 2018 dal tribunale di Como (debiti per circa 132 milioni di euro accumulati verso la municipalità dal italicoCasinò di Campione/italico, poi riaperto nel 2022 sotto una nuova governance: ne abbiamo parlato qui La rinascita del Casinò di Campione: «Mai più stipendificio, ora siamo un’azienda»). La nuova maggioranza eredita una situazione finanziaria stabilizzata ma tre dossier aperti che pesano in modo diretto sul Cantone Ticino.
Dossier 1: la gestione dei rifiuti
Il neosindaco ha indicato esplicitamente la gestione dei rifiuti fra le priorità della legislatura. Campione d’Italia smaltisce di fatto i propri rifiuti urbani attraverso accordi con il Ticino: una scelta logistica obbligata, dato che il territorio comunale non confina con altri comuni italiani e che i mezzi di raccolta dovrebbero attraversare almeno 14 chilometri di territorio svizzero per raggiungere i primi impianti italiani.
Frigerio chiede il italico«ripristino, in forma aggiornata e realistica, delle condizioni favorevoli precedenti al 2020»/italico anche su questo fronte. La data non è casuale: il 1° gennaio 2020 Campione è entrata nel territorio doganale dell’Unione europea, e l’ingresso ha portato con sé un cambio di disciplina anche sui trasferimenti transfrontalieri di rifiuti, che dal punto di vista UE diventano una movimentazione in uscita dallo spazio doganale comune verso uno Stato terzo (la Svizzera).
Dossier 2: la sanità e i medici del Ceresio
Il secondo nodo è la sanità. I cittadini di Campione d’Italia, pur essendo iscritti al Servizio sanitario nazionale italiano, da decenni si rivolgono in larga parte ai medici di base e agli ospedali del Luganese: la distanza è minima, la lingua è la stessa e i tempi di risposta sono storicamente più rapidi rispetto agli ospedali pubblici di Como o Varese. Il sistema funziona grazie ad accordi sanitari bilaterali Italia-Svizzera che prevedono il rimborso delle prestazioni svolte oltreconfine.
Sul tema, Frigerio ha annunciato la volontà di lavorare italico«con gli enti competenti in Italia e Svizzera per una soluzione stabile con costi certi e sostenibili e regole chiare»/italico. Il punto pratico è quanto costa al comune di Campione una giornata di degenza in un ospedale ticinese — voce di spesa che pesa significativamente sul bilancio del piccolo ente locale e che dipende dal cambio EUR/CHF.
Dossier 3: la dogana e l’eredità dell’imposta ILCC
Il dossier più tecnico — ma anche quello con l’impatto economico più strutturale — è quello doganale. Fino al 31 dicembre 2019 Campione d’Italia era de facto fuori dal territorio doganale dell’Unione europea: chi viveva o lavorava nell’enclave acquistava beni di consumo (carburanti, alcolici, tabacchi, beni durevoli) con regole sostanzialmente assimilabili a quelle svizzere. Dal 1° gennaio 2020 il comune è entrato nello spazio doganale UE pur restando escluso dall’IVA italiana ordinaria: a Campione si applica una specifica ILCC — Imposta Locale sul Consumo di Campione — con aliquote allineate a quelle dell’IVA svizzera per evitare distorsioni del mercato locale.
Le aliquote ILCC erano state fissate nel 2020 sui valori dell’IVA svizzera dell’epoca: 7,7% ordinaria, 2,5% ridotta, 3,7% sulle prestazioni alberghiere. Dal 1° gennaio 2024, però, la Svizzera ha aumentato le proprie aliquote a 8,1% / 2,6% / 3,8% per finanziare l’AVS, e l’ILCC è stata adeguata di conseguenza per non creare un differenziale di prezzo tra l’enclave e il Ticino circostante. È esattamente questo aggancio meccanico al sistema fiscale federale svizzero che Frigerio chiama in causa quando parla di «condizioni favorevoli precedenti al 2020»: il pre-2020 era un regime de facto svizzero, il post-2020 è un regime italiano con aliquote svizzere.
Cosa significa per il Ticino
Per il Cantone, il cambio di amministrazione a Campione apre una fase di rinegoziazione tecnica di accordi che operano da decenni. Non si tratta solo di buon vicinato: il Casinò di Campione resta un datore di lavoro importante per il bacino del Ceresio (al picco pre-fallimento occupava circa 500 persone, oggi è dimensionato in modo molto più contenuto, ne abbiamo descritto le dinamiche qui) e una calamita turistica che muove flussi nei ristoranti, negli alberghi e nelle attività commerciali della sponda luganese. Sul fronte gioco d’azzardo, il Casinò di Campione opera in concorrenza diretta con il Casinò di Lugano e con gli altri operatori autorizzati in Ticino, ma con regole italiane che ne fissano vincoli e fiscalità.
Cosa cambia per il lettore ticinese: nel breve termine nulla, perché gli accordi in vigore restano operativi. Nel medio termine, le richieste di Frigerio — soprattutto su rifiuti e sanità — potrebbero tradursi in nuove convenzioni intercomunali da negoziare con i comuni rivieraschi del Luganese e con il Cantone. Vale la pena seguire da vicino: l’enclave è piccola, ma la sua relazione con il Ticino è uno dei termometri più sensibili dello stato dei rapporti italo-svizzeri sulla fascia di confine.
Fonte primaria del dato elettorale: italicoCorriere del Ticino, edizione del 25 maggio 2026 [3]/italico.
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