Bitcoin Depot fallisce e spegne 9’000 bancomat cripto negli USA: la Svizzera ne ha 149 attivi e Lugano rilancia Plan ₿ con 5 milioni di franchi

Claudio Galli

18 Maggio 2026 - 11:10

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Il più grande operatore di bancomat Bitcoin del Nord America chiede il Chapter 11 il 18 maggio 2026, citando costi di compliance, frodi e un crollo dei ricavi del 49% nel primo trimestre. La risposta del Ticino è opposta: Phase II di Plan ₿ con Tether fino al 2030, oltre 400 commercianti attivi nel Sottoceneri e una rete ATM più piccola ma sotto la vigilanza diretta della FINMA. Ecco cosa cambia per chi detiene cripto in Svizzera.

Bitcoin Depot fallisce e spegne 9'000 bancomat cripto negli USA: la Svizzera ne ha 149 attivi e Lugano rilancia Plan ₿ con 5 milioni di franchi

Il 18 maggio 2026 Bitcoin Depot Inc. - società quotata al Nasdaq con il ticker BTM e la più grande rete di bancomat Bitcoin del Nord America - ha avviato una procedura volontaria di italicChapter 11/italic davanti alla italicU.S. Bankruptcy Court for the Southern District of Texas/italic, con l’obiettivo di una liquidazione ordinata degli asset. Tradotto: i 9’000 sportelli automatici sparsi per gli Stati Uniti sono stati spenti, e la società cerca un compratore per quel che resta delle infrastrutture. Per il lettore della Svizzera italiana che usa o sta valutando l’uso di Bitcoin e degli ATM cripto, la notizia ha un valore concreto, perché segnala come il modello americano del bancomat cripto come ponte anonimo fra contanti e blockchain stia chiudendo - mentre quello svizzero, più piccolo e più regolamentato, regge.

Cosa è successo a Bitcoin Depot

I numeri del crollo sono ruvidi. Bitcoin Depot ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi preliminari di circa 83,5 milioni di USD, in calo del 49% sull’anno precedente, e una perdita netta di 9,5 milioni. A marzo, la Connecticut Department of Banking aveva sospeso la sua licenza di italicmoney transmitter/italic; nei mesi successivi il consiglio di amministrazione ha sostituito i vertici nominando Brandon Mintz alla guida operativa e annunciando un’esfiltrazione di dati con il furto di circa 3,7 milioni di USD dai wallet aziendali. A inizio maggio, la società ha comunicato l’impossibilità di reperire nuova liquidità a condizioni di mercato.

Il quadro regolatorio ha fatto il resto. Negli Stati Uniti, più di trenta stati hanno introdotto negli ultimi diciotto mesi obblighi rinforzati di italicknow-your-customer/italic per le operazioni superiori ai 1’000 dollari, tetti giornalieri sui versamenti in contanti e meccanismi di rimborso per le vittime di frodi italicpig-butchering/italic - lo schema con cui i truffatori convincono la vittima a depositare contanti in un ATM cripto. Costi di compliance, contenziosi civili e una caduta della domanda hanno reso il modello insostenibile.

La Svizzera ha 149 bancomat Bitcoin e una vigilanza FINMA centralizzata

La fotografia in Confederazione è diversa. Secondo i dati di Hellosafe ripresi da 149 bancomat Bitcoin attivi sul territorio elvetico, la Svizzera è l’ottavo Paese al mondo per numero di ATM Bitcoin. La distribuzione cantonale colloca Zurigo in cima con 46 sportelli, seguita da Ticino, Ginevra e Vaud con 19 ATM ciascuno. Solo a Lugano se ne contano 18: la città del Sottoceneri è di fatto, con Zurigo, il polo svizzero dei bancomat cripto.

Gli operatori che gestiscono la rete - italicVärdex Suisse/italic, italicBity/italic, italicBitcoin Suisse/italic - non sono comparabili a Bitcoin Depot. Sono soggetti svizzeri che operano sotto la legge sul riciclaggio di denaro (LRD) e, per la maggior parte, anche sotto la vigilanza degli organismi di autodisciplina. Con la riforma in arrivo della legge sugli istituti finanziari (FinIA), la FINMA si appresta a introdurre due nuove licenze dedicate a italicpayment institution/italic e italiccrypto institution/italic, che porteranno questi operatori sotto vigilanza diretta. Costi di compliance in salita anche qui, ma con un perimetro chiaro e un’autorità di vigilanza centralizzata: l’esatto opposto dello scenario federale a macchia di leopardo che ha messo in ginocchio Bitcoin Depot.

Plan ₿ Phase II: 5 milioni di franchi e 400 commercianti

Mentre gli USA spengono gli ATM, Lugano accelera. Il 3 marzo 2026 la Città di Lugano e Tether hanno annunciato il lancio di Plan ₿ Phase II, con un impegno congiunto di 5 milioni di CHF e un orizzonte di programma esteso al 2030. La seconda fase si concentra meno sull’aspetto retail dei pagamenti e più su infrastruttura digitale, resilienza e autonomia tecnologica - inclusi data center, formazione e collaborazioni con le università ticinesi. Il Plan ₿ di Lugano, partito nel marzo 2022, oggi conta oltre 400 commercianti nel Sottoceneri che accettano BTC, USDT e il token cittadino LVGA tramite i POS smart di GoCrypto, con appoggio alla rete Lightning. La quinta edizione del italicPlan ₿ Forum/italic è prevista a Lugano il 23-24 ottobre 2026.

Numeri alla mano, il modello svizzero ha puntato sulla rete POS - presso bar, ristoranti, uffici comunali - più che sull’ATM cash-in. È un’architettura che evita per costruzione la zona grigia dei contanti depositati in modo opaco, e che si appoggia su un’autorità di vigilanza unica per tutta la Confederazione.

Cosa cambia per chi compra cripto dalla Svizzera

  • Per gli acquisti spot da banca: gli istituti regolamentati - Sygnum, AMINA Bank, ZKB attraverso la sua piattaforma cripto - restano la via più ordinata. Costi più alti rispetto a un exchange retail, ma copertura assicurativa, custodia segregata e KYC standard svizzero.
  • Per gli ATM ticinesi: i 18 sportelli di Lugano e i 19 cantonali continuano a operare. La differenza rispetto al modello USA è la dimensione (operatori più piccoli, esposizione contenuta) e la vigilanza FINMA in arrivo: aspettarsi nei prossimi 12-24 mesi qualche adeguamento contrattuale e fee, non chiusure di massa.
  • Per i pagamenti retail: nei 400 esercizi Plan ₿ del Sottoceneri si paga tramite Lightning con commissioni minime, indipendentemente dalla quotazione del Bitcoin in dollari.
  • Per i fondi parcheggiati su Bitcoin Depot: chi avesse usato la piattaforma da territorio elvetico per ricariche occasionali in trasferta dovrà seguire la procedura del Chapter 11 texano per le pretese verso la massa fallimentare. Il cliente retail medio è esposto in via residuale.

Le 4 cifre da sapere

  • 9’000: bancomat Bitcoin Depot offline negli USA dopo il Chapter 11 del 18 maggio 2026.
  • 149: ATM Bitcoin attivi in Svizzera (8° Paese al mondo), di cui 18 a Lugano e 19 in Ticino.
  • 5 milioni di CHF: impegno congiunto Città di Lugano + Tether per Plan ₿ Phase II, orizzonte 2030.
  • 400+: commercianti del Sottoceneri che accettano BTC, USDT e LVGA via POS Lightning.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione. Per il prezzo aggiornato in tempo reale si possono consultare la scheda money.it dedicata al Bitcoin (linkata sopra) o i dati di CoinGecko; per i comunicati di vigilanza la fonte è il portale FINMA. Il quadro complessivo, con il fallimento USA da una parte e il rilancio luganese dall’altra, segnala una cosa per chi vive in Svizzera italiana: la frontiera del rischio sulle cripto si è spostata dalla volatilità di prezzo alla solidità dell’infrastruttura che le custodisce.

 [3] Fonti: comunicato Bitcoin Depot Inc. del 18 maggio 2026 (GlobeNewswire) e cronache The Block, CoinDesk, CoinCentral, Crypto Briefing del 18 maggio 2026. Comunicato congiunto Tether / Città di Lugano del 3 marzo 2026 su Plan ₿ Phase II. Dati FINMA, Rapporto annuale 2025 e Guidance 01/2026.

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