CLARITY Act, il Senato USA promuove Ethereum a «commodity»: cosa cambia per chi compra ETH dalla Svizzera

Claudio Galli

15 Maggio 2026 - 14:11

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Il provvedimento è passato in commissione bancaria con 15 voti a 9: oggi sull’asset numero due delle criptovalute si concentra il rally di metà maggio. Ecco l’angolo svizzero — Sygnum, AMINA, ETP su SIX, fisco cantonale — e le 4 cose da sapere prima di muoversi.

CLARITY Act, il Senato USA promuove Ethereum a «commodity»: cosa cambia per chi compra ETH dalla Svizzera

Il Senato degli Stati Uniti ha fatto un passo decisivo sul fronte cripto, e il nome al centro è Ethereum. Il 14 maggio 2026 la commissione bancaria del Senato ha votato 15 a 9, con due defezioni democratiche, il via libera alla Digital Asset Market Clarity Act — più nota come CLARITY Act — il provvedimento che codifica per legge la distinzione fra «digital commodity» e «digital security» e che ridisegna il perimetro fra SEC e CFTC. La legge ora si avvia al voto in aula. Per chi detiene Ethereum in Svizzera la notizia conta più di quanto sembri: legittima a livello federale americano la classificazione di ETH come materia prima digitale, lo stesso status già riconosciuto a Bitcoin, e con essa il ritorno del prodotto «ETF spot Ethereum» nella categoria degli strumenti regolati e a basso attrito.

Cosa ha approvato la commissione bancaria del Senato

Il testo licenziato dalla commissione presieduta da Tim Scott (R-South Carolina) è il fratello «di mercato» del GENIUS Act sulle stablecoin, già diventato legge negli scorsi mesi. Mette ordine in un’area che da anni viene gestita per via giudiziaria, caso per caso: dice quali token sono titoli — e ricadono sotto la SEC — e quali sono materie prime digitali — e finiscono sotto la CFTC. Il test operativo è il grado di decentralizzazione della rete sottostante: quando una rete supera la soglia richiesta, il suo token passa dal regime sulle securities al regime sulle commodity. È esattamente il percorso che la guidance congiunta SEC-CFTC di marzo 2026 aveva già anticipato per Ether, e che ora la legge promuove a quadro stabile.

Il punto politico è altrettanto rilevante: la votazione bipartisan — Ruben Gallego (D-Arizona) e Angela Alsobrooks (D-Maryland) gli unici democratici a favore — è stata letta dai mercati come un segnale di stabilità regolatoria. Bitcoin ha tagliato la soglia degli 82’000 USD per la prima volta da settimane, ed Ether — pure più indietro rispetto ai massimi storici — è arrivato a oscillare in area 2’300 USD nelle ore successive al voto, con gli ETF spot ETH a stelle e strisce che da inizio anno hanno raccolto oltre 14 miliardi USD di flussi cumulati.

Perché conta per chi vive in Svizzera

La normativa è americana, ma il prezzo è globale. Tre canali fanno arrivare l’effetto in Ticino e nel resto della Confederazione.

Il primo è il prezzo dell’asset, che si forma sui mercati USA e da lì si trasmette agli exchange europei. Un quadro chiaro abbassa il rischio regolatorio percepito dagli investitori istituzionali statunitensi e, di conseguenza, alimenta la domanda anche per i prodotti regolati emessi sotto vigilanza svizzera.

Il secondo canale è quello dei prodotti retail. Su SIX Swiss Exchange esistono da anni ETP «physically backed» su Ether emessi da operatori come 21Shares: replicano il sottostante in 1:1, sono custoditi presso istituti svizzeri e si comprano dal conto titoli di una qualsiasi banca della piazza, senza wallet, senza chiavi private, con TER tipici fra l’1,5% e il 2,5%. Una classificazione più solida di Ether negli USA rende potenzialmente più vicina la riapertura di prodotti ETF spot americani in piena regola, con effetti di compressione delle commissioni anche per i prodotti europei.

Il terzo canale riguarda gli intermediari svizzeri. La banca crypto Sygnum e AMINA Bank (l’ex SEBA) offrono già da tempo conti regolati con custodia istituzionale di Ether, prestito Lombard contro garanzia in ETH e — su selezione di clientela — staking. Più chiarezza regolatoria oltreoceano significa più appetito istituzionale per questi servizi e, a cascata, condizioni potenzialmente migliori anche per il privato che apre una posizione da Lugano o da Zurigo. La FINMA aveva già anticipato, con il Rapporto annuale 2025 e la Guidance 01/2026, una stretta sui custodi terzi esteri e l’allineamento ai criteri di mercato — il CLARITY Act facilita questo allineamento perché definisce categorie compatibili con quelle elvetiche.

La fiscalità in Svizzera resta più leggera

Sul piano fiscale lo scenario svizzero rimane fra i più favorevoli al mondo. Le plusvalenze realizzate da un investitore privato che gestisce il proprio patrimonio in modo non professionale sono esenti dall’imposta federale diretta. La sostanza in cripto rientra invece nell’imposta cantonale e comunale sulla sostanza, calcolata al valore di mercato del 31 dicembre. Sul fronte cantonale, i valori di riferimento al chiudersi dell’esercizio vengono pubblicati dall’AFC (Amministrazione federale delle contribuzioni). Per chi ha portafogli importanti, i Cantoni storicamente più convenienti restano Zugo, Svitto e Nidvaldo. Il Ticino non è fra i più leggeri, ma resta lontano dalle aliquote italiane: i frontalieri che dichiarano in entrambi i Paesi devono ricordare che in Italia le plusvalenze sopra soglia sono tassate al 26% e che la giacenza cripto va indicata anche nel quadro RW italiano. Sul confronto internazionale, sempre utile la panoramica per Paese sulle aliquote cripto.

Le 4 cose da sapere ora se hai Ethereum dalla Svizzera

  • Strumento. Sulla piazza svizzera si compra ETH con tre vie: ETP su SIX (semplice ma con commissioni annue), conto presso un istituto regolato come Sygnum o AMINA (più costoso ma con servizi bancari completi), o exchange estero (più economico ma con maggiori frizioni in custodia e prova fiscale).
  • Fisco. Le plusvalenze del privato in CH non sono tassate; la sostanza al 31.12 sì, a livello cantonale. Vale la pena conservare estratti e screenshot del valore al 31 dicembre per il fisco. Per gli ex-frontalieri o doppi residenti: occhio al quadro RW italiano.
  • Volatilità. Negli ultimi 12 mesi Ether ha oscillato fra circa 1’820 e 4’830 USD: il prezzo di metà maggio 2026 attorno a 2’300 USD resta sotto la media. Anche con un quadro regolatorio più chiaro, le escursioni superiori al 5% in una sola seduta restano la norma, non l’eccezione.
  • Cosa guardare. Il passaggio del CLARITY Act al voto d’aula del Senato (atteso entro l’estate); la dichiarazione di lancio di nuovi ETF spot ETH negli USA dopo eventuale promulgazione; e in chiave svizzera, eventuali aggiornamenti FINMA sulla custodia e l’avvicinamento del calendario Plan ₿ Lugano. Per chi vuole partire dalle basi tecniche, resta utile la nostra scheda sulla blockchain.

Per inquadrare la portata politica del provvedimento — e leggere il quadro completo della legislazione cripto in dirittura d’arrivo a Washington — è utile la scheda di approfondimento sul pacchetto legislativo americano.

Le quotazioni live di Ether restano consultabili sulla nostra pagina dedicata. I dati di prezzo citati sono indicativi al momento della pubblicazione e non costituiscono raccomandazione operativa.

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