Avs 21, la raccolta firme supera quota 150mila. I sindacati: "La riforma è ingiusta"

Chiara De Carli

25 Marzo 2022 - 15:52

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Le adesioni raccolte sono state consegnate oggi alla Cancelleria federale.

Avs 21, la raccolta firme supera quota 150mila. I sindacati: "La riforma è ingiusta"

Più di 150 mila firme nel giro di tre mesi. Sindacati e sinistra ce l’hanno fatta. Il referendum contro la riforma dell’Avs diventa sempre più concreto. In ballo le modifiche della legge sulla previdenza sociale che, tra l’altro, prevede l’aumento a 65 anni dell’età di pensionamento per le donne.

Comunicato congiunto dei sindacati

Le firme raccolte sono state recapitate oggi alla Cancelleria federale. A comunicarlo il sindaco Syna nel quale specifica che tutte queste adesioni rappresentano un segnale forte contro un disegno di legge che vuole risparmiare circa 10 miliardi di franchi a discapito delle donne. 

L’Avs 21 è solo il primo passo di un piano di riduzione a lungo termine che prevede il pensionamento a 66 anni e oltre. Anche per la LPP è in programma una riforma riduttiva, riguardante gli interessi dei redditi più alti, banche e assicuratori.

La consegna delle firme

Durante la consegna delle adesioni alla Cancelleria federale, la presidente di Unia Vania Alleva ha sottolineato:

"Le donne hanno bisogno di pensioni più alte non di un’età pensionabile più alta!"

Pierre-Yves Maillard, presidente della Confederazione dei sindacati svizzeri

Secondo Maillard esistono alternative alla riduzione delle rendite e all’aumento dell’età pensionabile:

"Con gli utili straordinariamente elevati e i tassi d’interesse negativi della Banca nazionale, possiamo rafforzare l’AVS invece di risparmio a spese delle donne".

Katharina Prelicz-Huber, consigliera nazionale dei Verdi e presidente del Vpod

“Le donne hanno almeno un terzo delle pensioni di vecchiaia inferiori rispetto agli uomini; un quarto delle donne vive solo nell’AVS e quindi al di sotto del livello di sussistenza"

Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse

Per Wüthrich si tratta di una proposta di riforma sulle spalle delle donne ed è inaccettabile:

"Invece della parità di retribuzione, alle donne viene assegnata l’età pensionabile di 65 anni. Devono lavorare più a lungo, anche se la Banca nazionale dispone di fondi sufficienti per un AVS equo finanziamento."

Impegnati anche i collettivi di sciopero delle donne femministe

Oltre a sindacati, associazioni e partiti. A loro nome Marie Jolliet ha sottolineato:

"Vogliamo una riforma che assicuri a tutti una pensione dignitosa: bisogna aumentare le pensioni, non l’età pensionabile!"

Iscriviti alla newsletter