13ª AVS, a dicembre 2026 arriva la prima mensilità: ecco quanto riceverai (da 1’260 a 2’520 CHF) e chi ne ha diritto

Claudio Galli

25 Luglio 2026 - 13:10

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Sarà versata una sola volta all’anno, come supplemento sulla rendita di dicembre, e non intacca le prestazioni complementari. Ma a cinque mesi dal primo pagamento il finanziamento resta bloccato in Parlamento: cosa cambia davvero per il tuo portafoglio.

13ª AVS, a dicembre 2026 arriva la prima mensilità: ecco quanto riceverai (da 1'260 a 2'520 CHF) e chi ne ha diritto

Ci siamo quasi. A dicembre 2026 i pensionati svizzeri riceveranno per la prima volta la tredicesima mensilità della rendita AVS, la mensilità aggiuntiva del primo pilastro decisa dal popolo con la votazione del 3 marzo 2024. Non arriverà spalmata sui dodici mesi come una rendita più alta, ma in un colpo solo: un supplemento versato dalla cassa di compensazione insieme alla rendita di vecchiaia di dicembre, di norma intorno al 20 del mese. Ecco chi ne ha diritto, quanto vale in franchi e perché — nonostante il pagamento sia ormai vicino — la Confederazione non sa ancora come coprirlo.

Quanto riceverai davvero

La 13ª mensilità corrisponde a un dodicesimo della somma delle rendite di vecchiaia versate durante l’anno: in pratica, per chi percepisce lo stesso importo tutti i mesi, equivale a una rendita mensile in più. Il calcolo non tiene conto delle rendite per i figli, della rendita completiva né del supplemento per le donne della generazione di transizione della riforma AVS 21.

Tradotto negli importi delle rendite AVS in vigore nel 2026, per chi ha una carriera contributiva completa la 13ª vale:

  • minimo 1’260 CHF (rendita di vecchiaia minima per una persona sola);
  • massimo 2’520 CHF (rendita massima per una persona sola);
  • per le coppie sposate, la somma delle due rendite è plafonata al 150% della rendita massima, cioè 3’780 CHF al mese: anche la 13ª segue quel tetto e non può quindi superare i 3’780 CHF complessivi.

Chi ha una carriera contributiva incompleta — anni di lavoro all’estero, lacune contributive — riceverà proporzionalmente meno. Un calcolo preciso, avverte l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), non è possibile prima di dicembre: sarà la cassa di compensazione competente per la rendita di quel mese a determinarlo.

Chi ha diritto e chi resta escluso

Il diritto scatta per chi, nel mese di dicembre 2026, percepisce una rendita di vecchiaia AVS. Restano invece fuori due categorie importanti: le rendite per superstiti (vedove, vedovi e orfani) e le rendite dell’assicurazione invalidità (AI), che continuano a essere versate dodici volte all’anno senza mensilità aggiuntiva.

Attenzione al caso, frequente in Ticino, di chi riceve una rendita vedovile. Non esiste una 13ª rendita vedovile: al raggiungimento dell’età di riferimento (nel 2026: 65 anni per gli uomini, 64 anni e 6 mesi per le donne) la cassa confronta automaticamente l’importo annuo della rendita vedovile con quello della rendita di vecchiaia comprensiva della 13ª, e versa quella più alta. Le vedove e i vedovi che al 1° gennaio 2026 percepivano già una rendita vedovile ed erano già in età di pensionamento avranno 30 giorni di tempo per scegliere se mantenere la rendita vedovile o passare a quella di vecchiaia: in assenza di risposta, la cassa applica d’ufficio la rendita di vecchiaia. Chi percepisce una rendita AI non è toccato: al pensionamento la rendita viene convertita in rendita di vecchiaia e da quel momento matura anche la 13ª.

Prestazioni complementari e fisco: le due facce

La buona notizia per i redditi più bassi: la 13ª mensilità è esplicitamente esclusa dai redditi computabili per il calcolo delle prestazioni complementari (PC). In altre parole, chi riceve le PC incasserà la mensilità aggiuntiva senza vedersi ridurre o sopprimere l’aiuto cantonale. Era uno dei nodi più temuti dell’attuazione, ed è stato risolto a favore dei beneficiari.

Sul fronte fiscale, invece, la 13ª resta reddito imponibile come qualsiasi rendita AVS: va dichiarata e concorre a formare il reddito dell’anno. Per molti pensionati l’effetto sull’imposta sarà modesto, ma chi è vicino a una soglia d’imposizione farebbe bene a tenerne conto. Chi vuole ridurre il carico fiscale sulla previdenza può valutare, finché lavora, i versamenti nel pilastro 3a, deducibili dal reddito imponibile.

Il nodo ancora aperto: chi paga la tredicesima

Qui sta il paradosso. Le modalità di versamento sono state fissate dal Consiglio federale già nel novembre 2025, ma il finanziamento non è ancora deciso. Senza entrate supplementari, secondo le proiezioni della Confederazione le uscite dell’AVS supereranno le entrate proprio a partire dal 2026 e il fondo di compensazione scenderà rapidamente sotto la soglia legale del 100% delle uscite annue.

Il Consiglio federale ha proposto di aumentare l’IVA di 0,7 punti percentuali — l’aliquota normale passerebbe dall’8,1 all’8,8% — per garantire l’equilibrio dei conti fino al 2030. Ma Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale non hanno ancora trovato un accordo, e i dibattiti per appianare le divergenze proseguono nel corso del 2026. Risultato: a dicembre la 13ª verrà comunque pagata, ma su come coprirla stabilmente la politica è ancora al lavoro.

Cosa devi fare ora

Per la stragrande maggioranza dei pensionati la risposta è semplice: niente. Il versamento è automatico, non serve presentare alcuna domanda.

  • Verifica la tua cassa: la 13ª è calcolata e pagata dalla stessa cassa di compensazione che versa la rendita di vecchiaia di dicembre.
  • Se percepisci una rendita vedovile e sei in età di pensionamento: controlla la comunicazione della cassa e rispondi entro i 30 giorni previsti, per non subire una scelta d’ufficio.
  • Non aspettarti un importo esatto prima di dicembre: qualsiasi calcolo anticipato è solo una stima.
  • Mettila in conto nella dichiarazione: è reddito imponibile, non un bonus esentasse.

Per la propria situazione personale il riferimento resta la cassa di compensazione AVS competente; le regole di dettaglio sono pubblicate dall’UFAS e dalla Cassa federale di compensazione.

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# Ticino

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